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Rimborsi alle guardie mediche, scoppia il caso. L’Asrem rivuole i soldi, i dottori non ci stanno: “Avevamo firmato un contratto”

Operatori sanitari in agitazione dopo la pubblicazione del decreto con cui il commissario alla sanità 'ordina' all'Asrem di recuperare le indennità "indebitamente percepite". In realtà la corresponsione delle indennità era stata prevista nell'Accordo regionale approvato nel 2007 dall'allora giunta Iorio e successivamente finito sotto la lente della Corte dei Conti e della Guardia di Finanza. "Ci stanno facendo sembrare dei ladri - dicono i dottori - quando noi avevamo firmato un regolare contratto".

Com’è possibile che un contratto firmato dodici anni fa con la Regione Molise e l’Asrem diventi improvvisamente carta straccia? E che addirittura preveda una ‘mazzata’ economica per le guardie mediche del Molise?

Forse diventerà un caso nazionale la ‘bomba’ scoppiata nella nostra regione dopo la pubblicazione del decreto firmato il 15 maggio dal commissario alla sanità Angelo Giustini per chiedere alla Azienda sanitaria regionale di “avviare le procedure di recupero dell’indebito percepito negli ultimi dieci anni”.

Tutto è iniziato nel 2007, l’anno in cui è stato firmato l’Accordo decentrato regionale (approvato dall’allora giunta Iorio il 27 febbraio 2007) e che recepiva l’Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale. In base all’intesa, le guardie mediche avrebbero percepito 1,70 euro ad ora come indennità assicurativa contro atti vandalici o calamità naturali e 1,30 euro a ora come indennità di assistenza pediatrica.

Nel dettaglio, l’articolo 28 dell’Accordo regionale disponeva che qualora “le zone territoriali dell’Asrem non fossero state in grado di assicurare un mezzo di servizio al medico incaricato (titolare o sostituto), al medico che utilizza il proprio autoveicolo viene riconosciuto una indennità forfettaria pari ad 1,70 euro per ciascuna ora di attività”. Invece chi partecipava ad un corso di formazione obbligatoria di assistenza pediatrica di almeno 30 ore aveva “diritto alla indennità di 1,30 euro per ciascuna ora di attività di continuità assistenziale prestata”.

Tre anni fa sul provvedimento e sull’erogazione dei finanziamenti pubblici ha voluto fare chiarezza la Corte dei Conti che ha valutato che ci fosse stato uno spreco di risorse pubbliche proprio nell’anno in cui il Molise è stato commissariato per i debiti della sanità. Sul tavolo della Procura regionale presso la Sezione giurisdizionale per il Molise infatti era arrivata una informativa della Guardia di Finanza di Campobasso che segnalava “numerose criticità sulla corresponsione dell’indennità assicurativa” alle guardie mediche.

Una volta concluse le indagini dei finanzieri, che pare abbiano deferito esponenti politici e funzionari regionali, lo scorso 18 aprile in Regione è arrivata la nota del procuratore regionale Stefano Grossi. La magistratura contabile ci va giù pesante: stando alle risultanze investigative quei fondi pubblici non dovevano essere erogati. Ecco perchè nella missiva inviata in via Genova sollecita l’adozione di provvedimenti volti a “sospendere l’illegittima erogazione di denaro pubblico” e “adottare tutte le azioni per il recupero dell’indebito percepito negli ultimi 10 anni” dagli operatori sanitari.

E’ in tale contesto che il commissario Giustini (con un passato da generale della Finanza) con un atto di imperio ‘comanda’ al direttore generale dell’Asrem Gennaro Sosto di “provvedere con urgenza a dare attuazione da quanto disposto dalla Corte dei Conti” e dunque avviare le procedure di recupero dei soldi. Complessivamente nelle casse di via Petrella dovrebbero rientrare circa 6 milioni di euro. Un’azione di ‘recupero crediti’ che avrà pure benefici per mitigare i debiti della sanità, ma avrà effetti pesanti per i diretti interessati.

Le guardie mediche che già garantiscono il servizio in condizioni di estrema difficoltà (come non ricordare le aggressioni subite anche in Molise) si ritrovano infatti a dover subire un danno economico importante. “Ci stanno facendo sembrare dei ladri – si sfoga un dottore dipendente dell’Asrem – quando invece abbiamo firmato un regolare rinnovo del contratto che prevedeva determinate indennità sulla base di un Accordo approvato dalla Regione, sottoscritto dai sindacati e dai dirigenti e che recepiva a sua volta un accordo collettivo nazionale. Gli stipendi erano stati contrattualizzati, stabiliti dall’Asrem per consentire alle guardie mediche di avere stipendi più adeguati grazie agli incentivi regionali e dunque l’accordo è stato messo su bianco. Infine, è stato firmato da tutte le parti in causa”.

Non avrebbero mai potuto pensare che di quel contratto sarebbe stata fatta tabula rasa dieci anni dopo, quando magari qualcuno dopo aver lavorato e percepito i rimborsi ha comprato casa o ha messo su famiglia. Qualcuno si è fatto pure i conti e potrebbe essere costretto a restituire 40-50mila euro, una somma molto cospicua considerati i tempi.

Si trovano a vivere una situazione paradossale, un po’ come sta avvenendo dopo la ‘rottamazione’ dei medici che sono stati mandati prima in pensione, salvo scoprire pochi anni dopo che gli organici sono carenti e non si riesce a rimpiazzare i medici perchè i concorsi vanno a vuoto. E’ uno dei tanti paradossi all’italiana, insomma. Probabilmente si potrebbe azzardare il paragone con la riforma Fornero che ha cambiato il metodo di calcolo delle pensioni.

Dunque per far valere quanto previsto nel contratto potrebbero rivolgersi ad un avvocato per capire se c’è la possibilità di avviare un’azione legale e impugnare il decreto del commissario.

Le guardie mediche, indignate, deluse e sfiduciate, si sentono danneggiate due volte: “Ci troviamo sotto il tiro di fucile, abbiamo migliaia di richieste su Campobasso per le prestazioni sanitarie e veniamo chiamati pure quando il 118 è impegnato per le prestazioni d’urgenza con le ambulanze. A volte dobbiamo pure tranquillizzare le persone. Ci sacrifichiamo per garantire le cure ai malati e poi ci chiedono di restituire soldi che abbiamo preso sulla base di quanto previsto in un contratto. Non è giusto. Il decreto del commissario è un’offesa alla nostra professionalità”. E poi ci si chiede perchè in Molise i concorsi per medici e infermieri vanno a vuoto.