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Reddito di cittadinanza, rinunciano 5mila poveri. Accolta la domanda di 646 campobassani

Illustrati i primi dati sul contributo anti-povertà nella conferenza stampa di presentazione dell'evento in programma all'ex Gil il 16 maggio. Ma il sindaco Antonio Battista osserva: "Andavano prima riformati i centri per l'impiego"

Ci sono 5mila poveri che hanno rinunciato al reddito di cittadinanza, mentre 1700 persone della provincia di Campobasso lo riceveranno. Di queste circa la metà – 646 – vivono a Campobasso. Ecco i primi dati specifici sulla “misura anti povertà” (per usare la definizione di M5S che l’ha voluta) resi noti dal direttore dell’Ambito Sociale Vincenzo De Marco e dal dirigente regionale Michele Colavita.

Numeri illustrati durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento che affronterà tale argomento che si terrà domani, 16 maggio, dalle ore 14, presso l’auditorium dell’ex Gil di via Milano.

Secondo i dati Inps, in Molise sono state presentate 6.388 domande per ottenere il reddito di cittadinanza al 30 aprile scorso. Di queste, 4.949 in provincia di Campobasso, 1.439 in quella di Isernia. Nella ripartizione dei canali di richiesta, prevalgono i Caf. In provincia di Campobasso, infatti, sono state 3.910 quelle inoltrare tramite i Centri di assistenza fiscale, 1.216 a Isernia.

La giornata di approfondimento che si svolgerà all’ex Gil consentirà di raggiungere un duplice obiettivo: informare i cittadini e formare gli operatori per rendere efficace ed efficiente la misura volta all’occupazione e al contrasto alle povertà. “Lo scopo dell’evento è proprio questo: coinvolgere dobbiamo andare verso il coinvolgimento delle amministrazioni, istituzioni, terzo settore, agenzie del territorio e soggetti del volontariato”, le parole del primo cittadino Antonio Battista, nonché presidente dell’Ambito Territoriale Sociale, l’associazione dei 26 comuni, che ha organizzato l’evento del 16 maggio, con il patrocinio della Regione Molise, Unimol e Comune di Campobasso, in collaborazione con il Ministero del Lavoro, The world bank ed i  gruppi di cooperazione sociale, AWA e Sirio.

reddito di cittadinanza Battista De Marco

Battista non ha nascosto il suo pensiero sulla misura: “Una riflessione politica comunque è d’obbligo: prima dell’avvio della misura, andava fatta una riforma del Centro per l’Impiego, per creare le migliori condizioni di incontro tra domanda ed offerta lavorativa”. Strutture che probabilmente nelle prossime settimane si ritroveranno a far fronte ad un carico di lavoro smisurato rispetto al personale attualmente impiegato e dunque rischiano la paralisi, come già riferito un paio di mesi fa in una inchiesta di Primonumero.

A confermarlo il dirigente Politiche Sociali della Regione, Michele Colavita. Attualmente i tre centri per l’impiego di Campobasso, Termoli e Isernia hanno a disposizione solo 38 dipendenti impegnati negli adempimenti che la misura richiede. Colavita, poi, si è soffermato sull’attuale discordanza tra la potenziale platea regionale del Reddito di Cittadinanza, 11mila famiglie, e le 6mila che ad oggi hanno presentato domanda. Insomma, 5mila nuclei hanno rinunciato al contributo. I motivi? Si possono solo ipotizzare: forse la paura dei controlli incrociati o perchè si teme di ricevere un contributo troppo basso rispetto al lavoro in nero in cui si è impiegati. Oppure per vergogna si è deciso che forse “il gioco non vale la candela”.