Pozzo Dolce, la rete della Sinistra pulisce e propone idee di riqualificazione: il VIDEO

I candidati della lista Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra, con Marcella Stumpo candidata alla fascia tricolore e alcuni cittadini, hanno ripulito ieri mattina  l’area di Pozzo Dolce dai rifiuti lasciati accumulare in quella zona, diventata ormai il simbolo della lotta al progetto tunnel, uno dei punti salienti del programma.

Pozzo Dolce, degrado invisibile

“Armati di scope, guanti e sacchi per la spazzatura, abbiamo lavorato per due ore, raccogliendo davvero di tutto,  rimuovendo prima di tutto  il tappeto di cocci di vetro che rivestiva il pavimento e rendeva pericoloso anche solo camminare” riferiscono loro, evidenziando la “profonda desolazione  per una incuria così vergognosa”.

Dopo aver riempito numerosi sacchi di spazzatura si sono dovuti arrendere davanti alla discarica di rifiuti speciali che è stata creata nell’angolo prospiciente il bar (ora chiuso): “il muretto di recinzione che affaccia su viale Cristoforo Colombo è in parte crollato, e nello spazio antistante si accumula di tutto: lastre di vetro rotto, calcinacci di varia origine, teloni di copertura da esterno,  latte di vernici e solventi, sbarre di metallo  arrugginito, pezzi di legno, stracci, e persino un registratore di cassa con libretto e scontrini!

Davanti alla pericolosità del materiale, parte del quale non identificabile, e soprattutto non ritirabile dalla Rieco, con la quale erano stati presi accordi preventivi per lo smaltimento, abbiamo fatto intervenire la polizia municipale ed abbiamo chiesto ed ottenuto che quella parte dell’area fosse transennata, in modo da evitare che qualcuno si faccia seriamente male accedendo alla zona”.

Per dare un senso politico all’ azione, e anche “perché siamo veramente stanchi, come popolo della sinistra vera, di essere additati come “quelli del No” , nonostante in tutte le nostre battaglie alla denuncia sia stata sistematicamente accompagnata la proposta”, i candidati hanno esposto ed illustrato una mostra di materiale fotografico, divisa in due parti.  Ai Luoghi dell’Abbandono, una mappatura accurata di tutti gli edifici e le aree pubbliche e private da anni abbandonate in città, sono stati contrapposti i Luoghi del Recupero, con immagini di riqualificazioni di zone urbane degradate. “La nostra azione ha voluto offrire ai cittadini un piccolo esempio concreto dell’idea di città che ci anima, e di come la partecipazione, l’attenzione al bene pubblico e la voglia di progettare insieme possano davvero, con poco, rivoluzionare la vita di chi abita una città, lasciandola in totale disponibilità dei cittadini e chiudendo al porta a speculazioni edilizie e consumo di suolo”.