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Porto all’abbandono, l’imbarco per i traghetti è un calvario. Dopo 3 anni di silenzio passo avanti per il Piano regolatore foto

Approvato in commissione regionale, a quasi tre anni dal sì della Giunta, il nuovo piano regolatore generale portuale di Termoli che dovrà aprire le porte a un investimento da circa 90 milioni. Interventi sempre più urgenti dopo che nel gennaio 2018 la strada per raggiungere le navi di collegamento per Tremiti e Croazia è interrotta e non si è fatto praticamente nulla

Era il novembre 2016, cioè due anni e mezzo fa, quando la Giunta regionale del Molise all’epoca presieduta da Paolo Frattura illustrava il nuovo piano regolatore del porto di Termoli da poco deliberato, per un investimento da 90 milioni di euro. Da allora non si è visto nulla e solo oggi arriva la notizia dell’approvazione in Terza commissione. E mentre l’iter va avanti a passo di lumaca, il porto cade letteralmente a pezzi, con l’unica strada di accesso all’imbarco per le isole Tremiti e la Croazia inutilizzabile da oltre un anno e mezzo.

Quello che oggi si presenta agli occhi di residenti, turisti e marittimi è infatti la brutta copia di un porto. Sporco fino all’inverosimile, disordinato, senza collegamenti efficaci, persino pericoloso in alcuni punti. Lo stato di abbandono in cui versa è chiaro a tutti. Il problema maggiore è sicuramente quello del collegamento dall’area del Borgo vecchio fino alla zona degli imbarchi.

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A causa di uno sgrottamento dell’asfalto avvenuto addirittura nel gennaio 2018, quell’arteria stradale è stata chiusa al traffico, rendendo impossibile il transito per auto, pullman e altri mezzi. O meglio, auto e moto possono arrivare fino all’area imbarco percorrendo una via alternativa all’interno del parcheggio custodito del porto. Ma è una alternativa tortuosa e pericolosa, improponibile per gli autobus. Così da un anno e mezzo i turisti che raggiungono Termoli e intendono imbarcarsi per l’arcipelago delle Diomedee o verso l’altra sponda dell’Adriatico, sono costretti a scendere poco distante dal mercato ittico e fare a piedi, col sole o con la pioggia, quelle centinaia di metri che li separano dai traghetti.

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Una situazione imbarazzante per una città che intende dirsi turistica. Eppure, nonostante i ripetuti appelli della Capitaneria di porto, dalla Regione (il porto è area demaniale, la competenza è esclusivamente della Regione e non del Comune), non è stato fatto nulla. O meglio, un contentino è arrivato proprio poche ore fa, oggi 13 maggio, asfaltando un tratto della strada ancora aperta. Un intervento che sa di “tampone elettorale”, e che comunque cambia pochissimo la situazione.

Basti pensare che pochi giorni fa il Comune di Termoli è stato costretto a chiedere un intervento straordinario alla Rieco, la ditta che ha in appalto la raccolta rifiuti urbana, per ripulire, con l’aiuto di alcuni volontari, l’intera area portuale che era disseminata di sporcizia e mini discariche. Va ricordato infatti che, eccettuo alcune attività commerciali, l’area del porto rientra nella gestione della Regione e la stessa pulizia non fa parte dell’appalto per la gestione dei rifiuti del Comune di Termoli.

Insomma il porto è uno dei più grossi crucci della città e in campagna elettorale si fa un gran parlare di rilancio del porto. Un rilancio che non può non passare per il Prp, il piano regolatore portuale che ha ottenuto il sì della Terza commissione e ora dovrà essere discusso dal consiglio regionale per l’approvazione definitiva e il via libera al progetto esecutivo.

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Da quello che è dato conoscere sinora, si sa che il Prp comporterà lo spostamento degli spazi come il porto turistico, il molo traghetti, la cantieristica e l’accesso alle navi passeggeri e commerciali. La conferma arriva dal relatore della procedura, il consigliere regionale di Forza Italia, Nico Romagnuolo, “Si tratta di un iter lungo e complesso iniziato nel 2015, dopo la delibera del Cipe che assegnava alla Regione Molise i fondi per la redazione di un Piano regolatore del porto con il relativo ampliamento dello scalo portuale. La passata amministrazione regionale aveva avviato tale procedura e, dopo essere stato nominato relatore con la nuova legislatura, mi sono subito messo al lavoro in sinergia con le parti interessate e piena collaborazione” ha fatto sapere l’esponente di centrodestra.

“Dopo le audizioni con la Capitaneria, le associazioni di categoria Assoporto e Assoarmatori, alla presenza degli assessori competenti, Vincenzo Niro e Roberto Di Baggio, oggi in Commissione ho relazionato su un iter molto elaborato che ha visto il rilascio dei pareri ambientali e sismico da parte della struttura regionale e della Soprintendenza per altri aspetti.

Tenuto conto di tutta la documentazione raccolta e delle prescrizioni, che si dovranno tener conto nel progetto esecutivo, il nuovo Piano andrà, tra le altre cose, a determinare lo spostamento del porto turistico alla banchina dove ci sono gli attuali pescherecci e viceversa in modo tale da poter collegare il porto turistico alla zona storica del paese e, al contempo, consentendo l’ampliamento dello scalo che permetterà l’attracco di traghetti e navi da crociera”.

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Non è tutto, perchè nel Piano regolatore portuale è prevista anche “un’area dedicata a destinazione commerciale per rispondere alle esigenze della Zes (Zona Economica Speciale) voluta e sostenuta dal governatore, Donato Toma. Preciso che questa approvazione non comporta nessun interazione con la realizzazione o meno del progetto di mobilità sostenibile con annesso tunnel previsto dal Comune di Termoli” ha aggiunto Romagnuolo.

Tuttavia il Prp approvato dalla Giunta regionale tre anni fa prevedeva anche il tunnel come parte del piano di mobilità. Questo chiaramente non vuol dire che il progetto del passante dipenda dal Prp, ma semplicemente che l’uno non esclude l’altro.
“Esprimo grande soddisfazione – ha concluso Romagnuolo – per questo risultato che ora dovrà essere solo definito con l’approvazione in Consiglio regionale. Ringrazio il presidente Armandino D’Egidio e tutta la Commissione e la struttura regionale per il supporto ricevuto”. Ora la speranza è che non debbano passare altri tre anni per l’ultimo via libera a un’opera necessaria per lo sviluppo di Termoli.