Pesca: da oggi in vigore il nuovo sistema sanzionatorio, ma indennizzi ancora bloccati

Con la nuova legge del decreto ‘Emergenze’ sono state ridotte le entità delle sanzioni pecuniarie ed accessorie e rafforzata la lotta alla pesca illegale. Stabilito anche il periodo di fermo biologico, ma i pescatori attendono ancora gli indennizzi del 2017 e 2018.

La pesca rappresenta uno dei maggiori comparti italiani del terzo settore, impiegando una forza di lavoro sempre crescente, malgrado la crisi che il settore affronta ogni anno a causa degli elevati costi di mantenimento e manutenzione dei mezzi, del maltempo che mette a repentaglio le battute in mare aperto e di un sistema legislativo ancora in aggiornamento.

Per ristabilire l’equilibrio all’interno della legislazione italiana è stato approvato il nuovo sistema sanzionatorio, in vigore da oggi, presentato all’interno del cosiddetto decreto ‘Emergenze’: la legge numero 44 del 21 maggio, convertita con modifiche del dl (decreto legge) 27/2019, interviene sul fronte delle sanzioni amministrative previste in caso di pesca illegale, introducendo una distinzione netta fra chi pesca per piacere personale e chi per lavoro, riequilibrando infrazioni e relative pene pecuniarie.

A renderlo noto è la Termoli Federcoopesca che si dice soddisfatta della conclusione di un percorso iniziato “3 anni fa e che ha vissuto momenti di forte tensione nelle marinerie e nelle piazze italiane”, precisando che “oggi abbiamo un quadro di regole che senza criminalizzare i pescatori garantisce una strumentalizzazione adeguata per la lotta alla pesca illegale. Confermiamo il nostro apprezzamento per il lavoro svolto in parlamento da tutte le forze politiche e dal governo”.

L’associazione punta il focus anche sulla necessità di procedere all’applicabilità del resto dell’agenda “a cominciare dalle misure di sostegno al reddito dei pescatori, senza dimenticare temi storici quali l’accelerazione dei tempi di pagamento dei premi Feamp e la sempiterna lotta per la semplificazione delle procedure amministrative che sottraggono quotidianamente energie alle imprese”.

Oltre a regolare la pesca illegale, il Ministero ha reso note anche le date di fermo biologico per le attività di pesca che, a Termoli, dovranno interrompersi a partire dal 15 agosto e fino al 13 settembre. Si tratta di un traguardo importante su cui la Federcoopesca ha lavorato tantissimo: “in parte sono state accolte le richieste della nostra marineria”, confermano tramite un comunicato stampa. Il fermo pesca è una pratica essenziale che si attua per permettere il ripopolamento delle specie ittiche sovrasfruttate: “di sicuro però – continua Federcoopesca – In Italia negli ultimi anni c’è stato un netto indebolimento della flotta dei pescherecci con conseguente aumento delle importazioni”.

Proprio il fermo di 30 giorni, unito all’import di pescato dalle altre nazioni, anche extraeuropee, che raggiunge picchi maggiori durante lo stop italiano, è al centro di un’altra battaglia portata avanti dalla federazione: “ad oggi circa il 80% del pesce che consumiamo viene importato. Lo stop di un mese, per chi vive di questo lavoro, non è certo una cosa gradevole. Andrebbe meglio organizzato e soprattutto effettuato secondo le esigenze degli areali”.

A questo si aggiunge la mancata erogazione degli indennizzi riferiti alle annualità 2017 e 2018 che, ad oggi, risultano ancora bloccati: “Associazioni di categoria e i sindacati stanno portando avanti la loro battaglia affinché gli indennizzi possano essere versati. Nella Regione Molise, e credo solo nella nostra Regione, i rimborsi per i marittimi per il 2017 sono bloccati all’INPS nonostante i ripetuti solleciti da parte dei sindacati”.