Quantcast

Parla l’elettrice che ha trovato la scheda per le Europee già segnata con simbolo e nome: “Ecco come sono andate le cose”

Digos al lavoro per chiarire l'episodio avvenuto questa mattina alla sezione n.9 di via Sturzo a Termoli, dove una cittadina ha scoperto che la scheda arancione per le Europee aveva già la croce sul simbolo della Lega Salvini e un nome scritto in stampatello. Qui la sua intervista a Primonumero.it.

Più informazioni su

Eleonora è la giovane donna termolese, madre di un bimbo, che stamattina 26 maggio è incappata in una scheda già segnata che le è stata consegnata al momento di votare (qua l’articolo in esclusiva di Primonumero.it). Un episodio gravissimo, che sta facendo molto discutere la popolazione anche sui social e che, in pochissimo tempo, è diventata la notizia di questa prima parte della giornata elettorale, ripresa (o meglio: copiata senza alcuna verifica e con vistosi errori) da diversi organi di informazione locali.

Primonumero.it ha invece raccolto la testimonianza diretta della cittadina e sta seguendo la vicenda con la Digos, preposta a questo tipo di indagine e avvertita successivamente all’accaduto. Ma non dal presidente di seggio, come qualcuno ha scritto.

 

Eleonora, dove ha votato e quando?

“Stamattina, 26 maggio 2019, alle 12 e 35 circa, nel seggio di via Luigi Sturzo alla sezione elettorale n. 9”

 

A lei in sostanza è stata consegnata una scheda elettorale già segnata. E’ così?

“Esatto. La scheda che mi hanno dato era già segnata. C’era una croce sul simbolo della Lega Salvini e il nome di un candidato al Parlamento europeo scritto accanto in stampatello”.

 

Ma non si è accorta di nulla quando ha preso in mano la scheda?

“No, non me ne sono accorta io e nemmeno, evidentemente, lo scrutatore che mi ha consegnato la scheda. Anzi, le schede: me ne sono state date due, quella arancione per le Europee e quella azzurra per le Comunali”.

 

Le schede erano aperte o chiuse?

“Erano aperte, ma sovrapposte. Sotto quella arancione sopra quella azzurra. Le ho prese entrambe insieme con la matita e ho chiesto in quale cabina dovessi entrare. Me l’hanno indicata e sono entrata lì. Era la cabina 3”.

 

E poi?

“Ho votato per le Comunali, quindi sulla scheda azzurra che era la prima che avevo davanti. Poi l’ho ripiegata e mi sono dedicata alla scheda arancione, che era sotto. A quel punto ho visto, come ho già spiegato, che era già contrassegnata con croce e nome di un candidato”.

 

A quel punto cosa ha fatto?

“Sono uscita così dalla cabina con una scheda ripiegata e l’altra aperta. Il ragazzo che era lì mi ha invitato a chiudere la scheda arancione e ho risposto che non l’avrei chiusa e che intendevo segnalare che era una scheda già scritta”.

 

Lui cosa ha risposto?

“In realtà ho notato che nessuno era in grado di dare spiegazioni, e che la cosa si stava minimizzando. Io ho chiarito che non mi sembrava affatto una cosa corretta, e a quel punto un signore che presumo fosse il presidente di seggio ha dato disposizione perché mi dessero una scheda nuova, invitandomi e rientrare in cabina per concludere il voto”.

 

Lei ha fatto presente la situazione quando ha terminato di votare?

“Sì ho ribadito di nuovo quanto mi era successo, ho detto “State attenti perché questa cosa è grave”, e ho spiegato la cosa della scheda già segnata anche alle persone che erano lì in coda nell’attesa di votare”,

 

Le hanno fatto firmare qualcosa? Un verbale, una dichiarazione?

“No”.

 

Ha visto se sono stati chiamati i carabinieri o la polizia?

“No, in realtà avevo fretta di andarmene perché il bimbo piccolo non stava bene e l’avevo lasciato con mio marito. Sono stata tentata di avvertire i carabinieri che ho visto uscendo, ma poi non l’ho fatto per la ragione che ho detto. Avevo un po’ di fretta”.

 

Ha avuto l’impressione che l’episodio che ha riferito sia stato preso sul serio?

“Ho avuto l’impressione la cosa sia stata un po’ sottovalutata. Mi auguro che non sia così. Comunque sono disponibile a riferire tutto alle forze dell’ordine e alla Digos, ci mancherebbe”.

Più informazioni su