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Oggi Primonumero.it non sarà aggiornato. La redazione e l’editore aderiscono alla protesta contro la politica della Regione Molise

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La redazione e l’editore di Primonumero.it aderiscono convintamente alla protesta che comincia oggi, con l’oscuramento di qualsiasi notizia proveniente dagli enti pubblici (Comuni, Province, Regione) e di tutti gli eventi politici ed elettorali. Una protesta messa in campo da Ordine dei Giornalisti e Associazione della Stampa Molise con le aziende sane del settore informazione contro la classe politica molisana, rimasta inerte davanti alla gravissima crisi dell’editoria che ha raggiunto proporzioni allarmanti, riducendo all’osso organici, retribuzioni, pubblicità e vendite nelle edicole, portando a una gravissima situazione finanziaria quelle imprese che assumono e fanno informazione (è il caso di Telemolise, e non solo) e “premiando” invece con lauti contributi PUBBLICI aziende che non hanno dipendenti e che rendicontano, con artifici contabili, spese generali stratosferiche.

Le ragioni della protesta
I giornalisti, gli amministrativi, i tecnici, gli editori, l’Associazione della Stampa del Molise e l’Ordine dei Giornalisti del Molise, vogliono portare all’attenzione pubblica il pericolo reale che corre la democrazia nella nostra comunità con l’impoverimento delle fonti informative, la diffusione sempre maggiore di fake news e propaganda (anche politica) spacciata per informazione e, allo stesso tempo, sollecitare la politica, soprattutto l’istituzione regionale, a valorizzare il ruolo del comparto attraverso fondi pubblici, nel rispetto degli impegni presi nella campagna elettorale e nei mesi scorsi.

La crisi dell’editoria molisana non trova precedenti e non si risolve con “mancette” sporadiche, peraltro erogate dopo estenuanti pressioni, ma solo con interventi a sostegno di aziende che vantano un lavoro stabile e produzioni vere. Con un piano lungimirante di sostegno e meritocrazia, del quale purtroppo non c’è traccia.

La posizione di Ordine dei Giornalisti e Assostampa Molise
Odg e Asm proclamano, pertanto, lo stato di agitazione del settore.
Dopo anni di lavoro dedicati a ottenere finalmente una legge regionale a sostegno dell’editoria, la mala politica ha dato il peggio di sé, con il varo di una norma inapplicabile, contorta e distorsiva del mercato. La conseguenza è stata che i giornalisti molisani disoccupati sono aumentati del 50%, mentre sono cresciuti lavoro nero e sottopagato.

Con l’aggravante che una larga fetta delle risorse regionali è stata destinata a imprese che hanno rendicontato zero addetti o costo del lavoro insignificante rispetto a spese generali astronomiche. In pratica la politica regionale finanzia mere imprese commerciali e con spese di varia natura, in contrasto con la norma che punta invece alla produzione di notiziari e alla buona occupazione. Un esempio concreto in questo senso lo forniscono le ultime delibere del Corecom: chi fa informazione vera e con assunti ottiene contributi di gran lunga inferiori di chi rendiconta solo trading.

Eclatante il caso di imprese editoriali con una storia pluridecennale, che applicano la contrattazione collettiva, escluse dai bandi per commi creati allo scopo di penalizzarle, costrette a rivendicare i propri diritti nei tribunali. È anche bene ricordare a questo proposito che i provvedimenti dei giudici potrebbero avere ripercussioni sull’intera applicazione della legge e quindi anche per chi ha ricevuto o dovrà ottenere i finanziamenti.

Nell’interesse di tutti, in primis dei lettori e del valore dell’informazione, si sollecita da tempo l’intervento dell’Amministrazione regionale nella risoluzione dei contenziosi che si sono intrecciati e sedimentati. Con questa mobilitazione i giornalisti rivendicano dignità, giusto compenso, rispetto contro la precarietà, l’asservimento alle maggioranze di turno e alle leggi con penalizzazioni mirate.

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