“L’Europa alla deriva”, Marco Bersani a Termoli per presentare il suo ultimo libro

Il 29 maggio tornerà a Termoli Marco Bersani, fondatore di Attac Italia, socio fondatore di Cadtm Italia e tra i promotori del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. “Lo farà per parlare di Europa, della sua crisi, della trappola del debito in cui è ingabbiata”, spiegano gli organizzatori.

“Dell’Europa che, ispirata alla sua nascita da valori di apertura e integrazione culturale, oggi assiste alla sua stessa deriva tanto economica quanto sociale: dopo due decenni di politica governata dalle leggi di mercato dei capitali, oggi l’Italia è al terzo posto dopo la Grecia e la Spagna, la più povera e con un maggiore tasso di disoccupazione.

L’Europa, per la quale ci troveremo in cabina elettorale il prossimo 26 maggio, così come le nazioni che la compongono, sono ormai considerate, dalle varie e contrastanti forze politiche, solo lo spazio da contendersi per continuare ad esercitare il potere delle decisioni politiche dettato dagli indici di Borsa del giorno successivo, senza mai mettere in discussione i valori guida del governo europeo e la struttura stessa delle logiche liberiste che lo insinuano. Un’Europa ormai diventata solo territorio di scontro tra i sostenitori della parità di bilancio e i nuovi sovranisti, nazionalisti e populisti”, queste in sunto le tesi che il libro propone.

“L’Europa alla deriva”, questo il titolo del nuovo lavoro di Marco Bersani che, presente all’incontro, racconterà, ripercorrendo le tappe fondamentali della storia dell’Unione Europea, attraversa l’odierna crisi, pone importanti riflessioni sulla storia dei nostri paesi vicini di cui dovremmo fare tesoro e prospetta per il futuro una nuova via possibile che, citando alcune frasi del libro, è così descritta: “creare una nuova casa europea che ponga la cura di sé, degli altri, dei beni comuni e dell’ambiente come attività fondamentali dell’economia, in cui denaro e finanza vengano riallocate solo ad un ruolo strumentale della costruzione di una nuova Europa.

Tale processo è possibile solo dal basso, attraverso forti mobilitazioni dei movimenti sociali, che sappiano porre le questioni della democrazia sostanziale e dell”autogoverno dei beni comuni e della ricchezza sociale come fulcro di un nuovo disegno di società”.

“Ed è così che la nuova Europa si costruisce da noi stessi, dai nostri quartieri, dai nostri spazi sociali e politici, dai nostri municipi, in cui è necessario riportare i valori che hanno ispirato la nascita della UE: libertà di scambio e movimento, integrazione, solidarietà. Ognuno di noi, che andrà o no a votare per il Parlamento Europeo, oggi è chiamato ad assumersi quella grande responsabilità di difendere i propri diritti dalla sempre maggiore espropriazione di democrazia che le logiche di mercato hanno portato negli ultimi venti anni”, concludono dall’Audit Civico termolese, promotore dell’incontro.