Le testimonianze dal carcere emozionano gli alunni dell’alberghiero. “Vedete l’uomo oltre il reato”

Si è svolto nella mattinata del 4 maggio presso l’Istituto Alberghiero di Vinchiaturo, l’incontro promosso dall’associazione ‘Ilmuroinvisibile onlus’ sul tema giustizia e legalità. Numerosa l’affluenza degli alunni, dei docenti e di alcuni ospiti invitati da tutto il Molise.

L’incontro, dopo il saluto di benvenuto della preside dell’istituto, Antonella Gramazio, ha visto l’avvicendarsi di vari relatori tra cui il presidente della ‘Don Marco Colonna’ che ha presentato la realtà dell’associazione e il lavoro che svolgono i vari volontari all’interno dell’Istituto Penitenziario di Larino e che ha ribadito l’importanza della società nella rieducazione e reinserimento di coloro che vivono il disagio legato alla detenzione.

Notevole l’interazione tra i ragazzi e gli altri relatori tra cui la direttrice del carcere di Larino Rosa La Ginestra, e le operatrici Brigida Finelli, membro dell’area Psicopedagogica, e la criminologa Angelica Malorni che affianca gli educatori del carcere. Di particolare interesse l’intervento dell’avvocato Fabio Campese del foro di Bari, che ha messo in luce l’importanza del ruolo degli avvocati nei procedimenti giudiziari affinché ci sia giustizia per le vittime e per gli autori di reati. In modo particolare, ha sottolineato l’importanza del ruolo degli avvocati nell’ambito della cosiddetta giustizia riparativa. A tal proposito ha più volte sottolineato l’importanza di vedere l’uomo oltre il reato, atteggiamento necessario per non cadere nell’errore di perseguire la vendetta non attuando la giustizia.

L’incontro ha raggiunto il suo apice nella testimonianza di Francesco Luigi Frasca, ristretto presso il Carcere di Larino, che facendosi portavoce dell’esperienza detentiva sua e di tanti detenuti ha mostrato l’importanza di una vita improntata sulla legalità. In modo estremamente empatico, ha condotto i ragazzi a prendere consapevolezza della necessità del valorizzare la famiglia di appartenenza come luogo affettivo, la scuola come luogo educativo e la parrocchia come luogo esperienziale di fraternità, coesione sociale e soprattutto come esperienza di relazione con il trascendente da cui attingere il senso morale.

Forte l’accentuazione posta sulla necessità di bandire l’utilizzo di sostanze stupefacenti e alcoliche a volte assunte in modo superficiale nel mondo giovanile. Richiamando alla memoria la propria esperienza, ha ribadito a più riprese che spesso proprio questa superficialità e la mancanza di stima di sè sono la fonte del problema delle dipendenza che quasi sempre sfociano in azioni illegali. I momenti di silenzio totale che hanno scandito le parole di Francesco risuonavano nelle menti dei partecipanti rievocando ricordi ed emozioni resi palesi dalle lacrime che solcavano alcuni volti. Nella sua testimonianza, ha voluto porre l’accento sull’incontro con Cristo avvenuto nel buio di una cella grazie ad una Bibbia trovata nel suo armadietto.

Importante anche l’incontro con don Marco Colonna con cui ha intrapreso un lungo percorso di revisione critica della propria vita con il conseguente recupero dei valori fondamentali di umanità e civiltà improntata alla legalità e al rispetto reciproco.

 

La mattinata ha suscitato in tutti sentimenti forti, e tante sono state le domande, curiosità, perplessità, poste dagli studenti ai relatori con cui hanno altresì condiviso i propri sentimenti. Al termine dell’incontro, in modo del tutto spontaneo, vi è stato uno scambio affettuoso di abbracci e arrivederci al prossimo incontro.

Ancora una volta Il muro invisibile, attraverso i suoi associati, ha saputo trasmettere valori positivi alle giovani generazioni, purtroppo così disarmate dal frastuono sociale dei nostri giorni, dove l’uomo ha perso la centralità nel pensiero globale tramutandolo in un oggetto consumatore di servizi.