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La rotonda Timoteana diventa didattica: sette pietre ripercorrono la vita del compatrono fotogallery

Una rotonda vista con gli occhi della storia e della fede: il rondò, inaugurato lo scorso anno, da ieri si trasforma ed accoglie sette pietre che narrano la vita di San Timoteo, Vescovo di Efeso e compatrono di Termoli.

Come un cordone ombelicale che unisce la madre al suo bambino, indissolubile e legato a doppio filo. Un destino difficile da negare e da cui non ci si allontana mai. Tale è il legame tra San Timoteo e la sua Termoli. Discepolo di San Paolo e Vescovo di Efeso, San Timoteo è compatrono della città assieme a San Basso e, da più di sette secoli, la chiesa termolese lo onora, venera le sue spoglie che si trovano all’interno della Cattedrale e la reliquia del teschio, di età crociata, conservata all’interno di Palazzo Vescovile.

I festeggiamenti in suo onore, organizzati dalla chiesa a lui dedicata, vanno avanti per diversi giorni tra Sante Messe, suppliche alla Madonna, rosari e mostra dedicata fino a culminare con la processione serale del giorno 11 maggio, data in cui il Santo viene celebrato dalla comunità che protegge, in silenzio ed amorevolmente, fin dal 1239 quando ha scelto Termoli per il suo eterno riposo. Da due anni a questa parte, alla consueta festa liturgica, si aggiunge quella storica con il Palio di San Timoteo che prevede la sfida di quattro rioni, ed il corteo. Il tutto in salsa medievale.

Di anno in anno Don Benito Giorgetta, parroco della chiesa dedicata al compatrono, aggiunge un evento in onore del discepolo di San Paolo, per ravvivare il legame, sempre più forte, con Termoli. Lo scorso anno la città è divenuta, a tutti gli effetti, città Timoteana con l’intitolazione di una rotonda e la posa di una statua di argilla al centro.

Ieri sera, sabato 11 maggio, quello stesso rondò si è trasformato, accogliendo delle grosse pietre incise che rappresentano la vita di San Timoteo. Alle 17 in punto il lungo corteo degli Ordo Cavalieri Termole ed i Cavalieri di San Timoteo, vestiti in abiti medievali, guidato da Don Benito Giorgetta, dal Vescovo Gianfranco De Luca assieme alla banda, è giunto nei pressi della rotonda di Rio Vivo per una breve celebrazione eucaristica e la benedizione, per mano del Vescovo, della rotonda didattica. Un evento che Primonumero.it ha offerto in diretta ai suoi lettori sulla pagina facebook.

Sette pezzi di roccia, di forma e dimensioni differenti, su cui viene raccontata l’esistenza del compatrono attraverso una parola od una frase incisa ed una targa che ne spiega il significato. La prima, più grande, riporta due delle tre Lettere Pastorali indirizzate a Timoteo, di cui la frase simbolo della mostra ‘Ravviva il dono di Dio che è in te’. C’è Eunice, madre di Timoteo che lo ha avvicinato alla religione, Loide la nonna materna, Paolo di cui il compatrono è stato discepolo.

Infine ci sono tre luoghi, simbolo della vita di Timoteo: Troade, nella parte nord occidentale dell’attuale Turchia che sotto il dominio romano venne accorpata alla provincia di Asia e da cui Paolo scrive a Timoteo durante il suo terzo viaggio missionario; Listra, in Asia Minore, dove Paolo e Timoteo si incontrarono nel 51 dopo Cristo ed Efeso, città dell’attuale Turchia che Timoteo ha guidato sotto il suo vescovado.