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In Molise un progetto europeo per salvare dall’estinzione la trota mediterranea: Unimol capofila

In Molise un progetto europeo per aumentare, con metodi innovativi, la presenza di una specie tipica del territorio attraverso il ripristino e la salvaguardia degli ecosistemi e la regolamentazione della pesca

Un progetto europeo in Molise. Obiettivo: salvare dall’estinzione la trota mediterranea. Vulnerabile in Europa e a rischio estinzione in Italia, la trota mediterranea, una volta molto diffusa nei bacini fluviali di molte regioni, oggi è infatti minacciata da diversi fattori di origine umana e rischia di sparire, a danno del nostro patrimonio di biodiversità e dell’equilibrio degli ecosistemi naturali tipici del Belpaese.

Per scongiurare questo rischio è nato Life Nat.Sal.Mo, un progetto finanziato dalla Comunità europea con l’obiettivo specifico di recuperare e conservare la trota mediterranea e il suo habitat in due bacini fluviali della regione Molise, il Biferno e il Volturno.

 Grazie alla collaborazione tra l’Università del Molise – Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti (capofila del progetto), il Comune di Oratino, il Comune di Rocchetta a Volturno, Legambiente, l’associazione Mediterranean Trout Research Group, la Regione Molise, lo STUDIOGIULIANO Srl, l’Università di scienze agricole e medicina veterinaria Ion Ionescu de la Brad di Iasi e l’Università Lucian Blaga di Sibiu in Romania, le due popolazioni native principali presenti nel Biferno – popolazione adriatica con caratteristiche genetiche condivise con la trota marmorata del bacino padano (S.marmoratus), – e nel Volturno – popolazione nota per il “fenotipo tigrato” – saranno oggetto di diverse attività mirate alla tutela e alla implementazione delle popolazioni selvatiche locali.

 

“Questi esemplari, infatti, subiscono numerose minacce tra cui un impoverimento genetico con perdita della variabilità genetica originale dovuta all’introduzione, a fini sportivi, di ceppi di trote domestiche originarie del Nord Europa in grado di ibridarsi progressivamente e permanentemente con le popolazioni native. Significativo anche il fenomeno della perdita dell’habitat di riproduzione della specie, dovuta alla presenza di barriere, interventi e manufatti di natura umana che ostacolano la risalita del fiume da parte degli individui riproduttori, alterando il loro ciclo vitale e la presenza di rifiuti lungo il letto dei fiumi che altera le zone riproduttive, senza dimenticare le conseguenze della scarsa regolamentazione della pesca, che non tutela la specie nemmeno nel giusto periodo riproduttivo”.

 

Alla presentazione del progetto, che si è tenuta oggi (28 maggio) presso l’Assessorato alle Politiche Agricole e Tutela Ambiente della Regione Molise, hanno partecipato: Nicola Cavaliere (Assessore Regionale Politiche Agricole ed Agroalimentari), Raffaele Coppola (Direttore Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti – Università del Molise), Nicolaia Iaffaldano (Università del Molise, Project manager Nat.Sal.Mo), Stefano Esposito (Ittiologo MTRG), Antonio Nicoletti (Responsabile Aree protette e biodiversità Legambiente), Roberto De Socio (Sindaco Comune di Oratino), Giuseppe Giuliano (STUDIOGIULIANO).

“In questo progetto – definito da tutti i relatori ambizioso e virtuoso – l’uso di tecniche innovative, le collaborazioni tra mondo scientifico, amministrativo e associazionismo permetterà di creare un nuovo modello di conservazione e di gestione delle risorse selvatiche da trasferire in altri paesi europei. Il modello  progettuale sperimentato in Molise per la trota nativa sarà un esempio di innovatività, buone pratiche, trasferibilità e di sostenibilità”.

Il progetto durerà fino a marzo 2023.

Foto presa da natura.legambiente.it