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In crisi anche i motori per Alfa Romeo e Ferrari: 50 lavoratori Fiat trasferiti alla Sevel

Clima di incertezza nello stabilimento metalmeccanico di Termoli. In migliaia sono in attesa di risposte concrete da parte della dirigenza Fiat Chrysler Automotives per quanto riguarda il futuro occupazionale e produttivo della fabbrica di Termoli. Dove l’aria non è per niente buona.

L’ultima brutta notizia, in ordine di tempo, risale a questa mattina, quando il comitato esecutivo ha fatto sapere che a causa dell’andamento del mercato, a partire dal 27 maggio e fino al 7 settembre ben 50 lavoratori che operano presso l’area motori T4 e V6 verranno distaccati alla Sevel di Atessa.

In pratica anche i motori di lusso che si producono a Termoli, grazie all’investimento da mezzo miliardo di euro che ha portato a centinaia di nuove assunzioni avviato dall’ex amministratore delegato Sergio Marchionne, risentono del calo produttivo del periodo.

I due motori che vengono realizzati su una linea particolare sono un 4 cilindri a benzina con tecnologie avanzate e potenza elevata sviluppato per l’Alfa Romeo e un 6 cilindri di derivazione Ferrari, anch’esso sviluppato appositamente per l’Alfa.

Motori, entrambi, che hanno un settore di mercato limitato e che in questo momento sono coinvolti da un crollo della produzione che riguarda peraltro quasi tutto lo stabilimento metalmeccanico di Rivolta del Re.

Così ora 50 dipendenti assunti con clausola distacco Sevel, quindi con possibilità (da contratto) di essere trasferiti all’occorrenza nella fabbrica di Val di Sangro dove si producono furgoni Ducato, lasceranno Termoli approdando in Abruzzo. Una notizia che si aggiunge a quella della cassa integrazione sempre per i motori T4 e V6 arrivata a marzo scorso e spiegata dalla “contrazione del mercato”, che impone uno stop produttivo nello stabilimento.

Cassa integrazione che interessa quasi tutti i reparti a causa del “perdurare del periodo di difficoltà”. la conferma anche sul piano occupazionale: solo cinque dei 10 contratti a termine sono stati trasformati, a fine aprile, in contratti a tempo indeterminato.

Intanto non si conoscono ancora nel dettaglio le modalità e i tempi dell’avvio dei nuovi prodotti ibridi che, secondo le linee guida generali del nuovo piano industriale, dovrebbero essere realizzati a Termoli a partire dal 2020, con l’attivazione di linee per propulsori benzina FireFly 1.3 e 1.0. Propulsori che rappresentano l’unica speranza per il futuro occupazionale della fabbrica molisana, considerati gli eredi dello storico Fire arrivato alle battute d’arresto. Ma anche su questo si attendono indicazioni certe.