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I Popolari fanno il pienone, strali di Niro contro il voto disgiunto: “Schiaffo alla democrazia” fotogallery

Sono 32 i candidati in corsa per il rinnovo del consiglio comunale di Campobasso. Il coordinatore regionale del partito replica ai Cinque stelle: "Mi accusano di aver lavorato alle liste: ho lavorato al bene della mia città, non ho riempito caselle". Sala gremita, presenti anche consiglieri regionali e sindaci dei comuni limitrofi

La location è quella delle grandi occasioni: il Centrum Palace di Campobasso. Qui, questa sera 19 maggio, alle 18.30, dopo la mattinata a Termoli e il pomeriggio a Isernia, i “Popolari per l’Italia” hanno presentato ai cittadini di Campobasso la lista di candidati ormai in corsa da alcune settimane per la carica di consiglieri comunali a Palazzo San Giorgio.

“Questo posto porta bene” ironizza e smorza la tensione – ormai palpabile a pochi giorni dal voto – qualche candidato mentre la sala si riempie. Posti occupati, molti restano in piedi, ci sono i 32 candidati, c’è la candidata sindaca Maria Domenica D’Alessandro,  il governatore Donato Toma.

Arriva anche il parlamentare europeo del gruppo Pppe, Mario Mauro. Ex ministro della Difesa del Governo Letta, é candidato capolista nella Circoscrizione 4, Italia Meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria).

Ad accompagnarlo oltre a Vincenzo Niro ci sono anche i consiglieri regionali Andrea Di Lucente e Antonio Tedeschi.

presentazione I Popolari di Niro

L’atmosfera diventa subito seria. A stretto giro di posta si parla infatti di programmi e di grande occasione “per dare a Campobasso il volto che merita: quello di capoluogo di regione”. Apre l’incontro il coordinatore regionale del partito Vincenzo Niro.

Conciso e pragmatico come nel suo stile, annuncia una “squadra formata da personalità navigate nel campo amministrativo e quindi consapevoli del lavoro che c’è da fare” e cita con entusiasmo anche “i nuovi nomi disposti invece a mettere in gioco tutta la propria conoscenza, la propria cultura personale e professionale per contribuire a costruire assieme al sindaco Maria Domenica D’Alessandro la città che ognuno di noi merita”.

Si toglie più di qualche sassolino. Ai Cinque stelle che con Di Maio hanno accusato l’assessore regionale di preoccuparsi più delle liste che dei Trasporti ha detto: “Mi riferiscono che sono in procinto di organizzare un gruppo di candidati anche su Marte. Bene, rispondo che sono già passato a Saturno”. Poi si fa serio: “Formare una squadra di persone competenti, disposte a mettere in gioco se stesse per lavorare al bene comune non è un lavoro da poco. Se lo si fa (come fanno molti) puntando al semplice riempimento delle caselle, allora è ovvio che diventa tutto banale e profondamente irrispettoso nei confronti dei cittadini. Se invece una lista di potenziali consiglieri si forma guardando alle capacità professionali, personali e culturali che possono essere messe a disposizione di una città, va da sé che il peso del lavoro è rilevante e enormemente ossequioso delle esigenze della comunità per la quale ci si vuole adoperare”.

E non ha finito. Rispetto all’ipotesi “ballottaggio”, Niro lancia strali contro chi “in queste ore si sta adoperando per il voto disgiunto”. Uno “schiaffo alla democrazia. Un insulto all’intelligenza dei cittadini. Ed è a loro che mi rivolgo: andate a votare. E votate secondo coscienza”.

E’ un esplosione di consensi. La sala applaude e approva.

Lo fa anche la candidata sindaca Maria Domenica d’Alessandro. Che plaude ad ognuno dei candidati e ringrazia lo spirito di squadra che ha avuto modo di apprezzare all’interno della lista.

Dunque veterani e non  compongono un elenco di 32 nomi, ognuno dei quali con peculiarità specifiche, e tutti “disposti a lavorare per la città nella quale vivono e dalla quale auspicano non fugga più nessuno come invece è accaduto negli ultimi anni con un’emorragia di giovani costretti a lasciare Campobasso e il Molise senza eguali” ha aggiunto la D’Alessandro.

C’è anche Corrado Di Niro, inizialmente indicato come papabile candidato sindaco. C’è Salvatore Colagiovanni, assessore al commercio con Battista e che a Battista ha restituito la delega quando “i modi di lavorare e progettare hanno iniziato a viaggiare su sue sponde diverse”. C’è Francesco De Bernardo e ci sono i consiglieri Carla Fasolino, Pietro Montanaro, Francesco Sanginario, Antonio Molinari, Antonio di Rienzo e Antonio Columbro. C’è anche Giuditta Lembo, una lunga esperienza alle pari opportunità e oggi in corsa per Palazzo San Giorgio.

E poi ci sono le nuove leve: Caterina  Abiuso, Cristina Amore, Miriana Calcutto, Emilia Capparelli, Antonio Coladangelo, Giuseppe Colangelo, Edoardo Centracchio, Umberto Colucci, Angela D’Ambrosio, Achela Giarrusso, Patrizia Iaccarino, Sarah Khalef, Mariagrazia Luciano, Gennaro Niro, Giannicola Palladino, Luca Palladino, Luigi Pesce, Maurizio Pierangelo, Annarosa Ramacciato, Sara Spicciati, Marcella Tamburello, Lorena Ziccardi.

L’europarlamentare Mario Mauro, parla invece di Europa e di chance per i Mezzogiorno ma in un “contesto che va rivisitato e contemplato con un’Italia sempre più protagonista”