Giornalisti sottopagati e aziende vicine al fallimento, proposta una giornata di sciopero

Ordine dei Giornalisti ha organizzato una manifestazione per sensibilizzare politica e opinione pubblica sulla crisi dell'editoria. Antonio Lupo: "Forse c'è chi non vuole la democrazia - il suo affondo - e chi non vuole la democrazia non vuole i giornalisti".

Nel giorno in cui la stampa protesta “contro tagli e bavagli” con manifestazioni in tutta Italia, anche l’Ordine del Molise ‘convoca’ i giornalisti in piazza per un presidio che si svolge in piazza Municipio. Presenze inferiori alle aspettative, minori rispetto alla manifestazione dello scorso novembre. 

Ordine dei giornalisti Lupo Bertoni

Antonio Lupo, uno dei promotori dell’iniziativa di oggi (3 maggio) assieme a Domenico Bertoni, dà questa spiegazione: “Molti giornalisti non ci sono perchè sono al lavoro, spesso restano in silenzio. Ma moralmente li vogliamo considerare insieme a noi qui perchè come gran parte dei giornalisti stanno vivendo una situazione di crisi gravissima: solo chi opera quotidianamente in questo settore è in grado di capire lo stato agonizzante di gran parte della redazioni, soprattutto nelle piccole realtà territoriali come quella molisana. Solo chi opera quotidianamente nelle redazioni è in grado di comprendere lo stato di profonda prostrazione dei giornalisti che spesso lavorano per due soldi”.

Lupo ricorda il ruolo del giornalista, “intermediario della realtà dei fatti e della pubblica opinione”, è “l’ultimo baluardo della democrazia. Forse c’è chi non vuole la democrazia – il suo affondo – e chi non vuole la democrazia non vuole i giornalisti”. E forse pensa pure che i social possano sopperire al diritto all’informazione.

Ribadisce una funzione che probabilmente molti sottovalutano anche a causa di storture che (purtroppo) pure caratterizzano il settore: “Il giornalista è il cane da guardia della popolazione nei confronti dei poteri, di qualunque tipo di potere”.

C’è un doppio binario su cui si ‘muove’ questa manifestazione. Il primo: “Sensibilizzare la pubblica opinione che riguarda i giornalisti e pure gli editori (che oggi sono assenti, pur essendo i primi a percepire i fondi pubblici che poi a cascata dovrebbero andare ai giornalisti)”. Il secondo: “Far capire alla classe politica che i tempi della politica, quando devono valutare i profili di legittimità di una norma, non sono quelli delle imprese e delle aziende editoriali”.

Interviene alla manifestazione pure Giovanni Minicozzi, giornalista di Telemolise. Lancia un appello all’Assostampa, assente all’iniziativa (ma solo perchè – ci ha spiegato il presidente Giuseppe Di Pietro – l’invito è arrivato quando il consiglio dell’Ordine dei giornalisti aveva già deliberato la manifestazione senza la presenza del sindacato).

“La Federazione nazionale della stampa – la versione di Minicozzi – ha deciso di appoggiare grandi poli ‘dimenticando’ la stampa locale, quella delle piccole realtà come il Molise”. Secondo appello alla politica: “I giornalisti sono sotto pagati, ma bisogna ridare dignità a questa categoria. La politica non può dire a questo settore che deve autofinanziarsi: serve l’intervento pubblico perché la pubblicità è sempre di meno”. Minicozzi infine propone una giornata di stop dell’informazione e un presidio di protesta davanti alla sede della Regione Molise.

Sblocco immediato dei fondi destinati all’editoria: questa la richiesta di Bertoni. Infine, l’invito al Consiglio regionale che sta discutendo in questi giorni al bilancio per “aumentare i finanziamenti al settore”.