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Frane e strade chiuse, isolata la ‘perla del Molise’. Bagnoli in rivolta: “Non votiamo alle Europee”

Viabilità precaria e paese quasi irraggiungibile a causa dei numerosi smottamenti. Cittadini infuriati: "Pronti a occupare la Trignina e a non votare il 26 maggio. Governo Toma immobile, questo paese ha enormi potenzialità turistiche che non possono essere valorizzate".

Minacciano di non votare alle Europee e di occupare la Trignina. La misura è colma per i residenti di Bagnoli, una delle “perle del Molise”, le cui potenzialità turistiche sono enormi ma si scontrano con una viabilità disastrosa. Le frane rendono pericolose le strade per arrivare in paese. Alcune di queste sono di fatto inaccessibili. Una storia che accomuna il piccolo centro con tanti paesi dell’entroterra molisano, difficilmente raggiungibili e quindi sempre più spopolati.

A Bagnoli il comitato spontaneo di protesta è rimasto fermo per un paio di anni, in attesa che il nuovo governo regionale potesse prendere i dovuti provvedimenti. Ma ora accusa Toma e la sua maggioranza di “immobilismo”: “Abbiamo atteso l’operato della nuova Giunta regionale, non avendo individuato alcun riscontro positivo, riprende la sua azione con maggiore determinazione”. Un governo che, a loro dire, invece di interessarsi della viabilità e delle aree interne a rischio spopolamento, preferisce parlare di “superstrada a quattro corsie al posto dell’autostrada, avio superficie, metropolitana leggera, elettrificazione della rete ferroviaria, turisti che arriveranno da tutte le parti del mondo, B&B che apriranno a frotte”. In pratica, “proclami per guadagnare consenso”.

Invece a Bagnoli nel giro di un anno la situazione è notevolmente peggiorata, come spiega Franco Mastrodonato, il fondatore del comitato.

La strada per ‘Sprondasino’, ossia la provinciale 69 (Trignina secondo tratto) è franata in più parti. Il punto più critico – al km. 20,300 – e già interessato dai lavori dopo le proteste dell’anno scorso ha raggiunto nuovamente il livello massimo di pericolosità: il terreno tolto per allargare la carreggiata e posizionato maldestramente a riempire il letto della frana, come ampiamente prevedibile, è scivolato a valle lasciando sul fianco un burrone pauroso (in foto, ndr)”.

Critica la situazione della via che conduce a Civitanova del Sannio. Situazione simile: “Interessata da altra frana e da lavori simili avvenuti dopo la protesta, continua ad essere interessata da movimento più lento, ma inesorabilmente progressivo, senza che si provveda a lavori strutturali”.

La strada per Salcito, invece, è chiusa ormai da tempo e non ci sarebbe traccia dei lavori necessari a riaprila. Inoltre, “la variante prevista, poco più di una mulattiera, è priva di segnaletica per cui chi ci si avventura rischia di perdersi in un dedalo di vie di campagna”.

La Strada verso Pietracupa e quindi per Campobasso è ridotta anche peggio di un colabrodo, stracolma di buche e crateri per cui diventa percorribile a fatica.

frana Bagnoli Trignina

L’ultimo episodio ha riguardato l’accesso alla Trignina: una frana rende quasi impercorribile anche la variante realizzata per oltrepassare un tratto interessato da un altro smottamento.

“Abbiamo toccato veramente il fondo, anzi, il sottofondo – commentano dal Comitato – visto che comunque tutte le strade, oltre che dalle frane, sono impegnate da buche spaventose”.

Eppure Bagnoli è uno dei borghi più caratteristi della nostra regione. “Di recente – racconta Mastrodonato – hanno visitato il nostro Molise, giungendo anche a Bagnoli, numerosi tour operator e giornalisti del settore turistico, hanno visitato strutture di eccellenza che, riunitesi in rete, cercano di promuovere il territorio. Pur apprezzando le nostre bellezze, non hanno nascosto il loro disappunto per lo stato delle strade, individuando in ciò un serio ostacolo ad un rapporto di collaborazione proficuo”.

Insomma la viabilità disastrosa potrebbe essere un freno allo sviluppo economico del piccolo centro. Per questo il comitato annuncia “forme di protesta molto incisive, anche in raccordo con la comunità bagnolese di Roma: si profila di non andare a votare in massa alle elezioni europee e si paventa l’occupazione della Trignina. Il silenzio è finito, il Comitato si farà sentire ed organizzerà forme di lotta dure ed eclatanti cui invita a partecipare, sin d’ora, i sindaci e le popolazioni interessate”.