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Don Marino condannato pure in Appello: quattro anni e dieci mesi al parroco che molestò Giada Vitale

L’ex parroco di Portocannone è stato ritenuto colpevole delle molestie - già riconosciute in primo grado - a danno di Giada Vitale che all’epoca dei fatti aveva soltanto 13 anni. La sentenza è arrivata dopo che i giudici a febbraio scorso avevano deciso di riascoltare nuovamente la vittima

Condanna in Appello per don Marino Genova  che ora dovrà scontare la pena di 4 anni e dieci mesi. La sentenza dei giudici di secondo grado è arrivata poco dopo le 16.30. L’udienza invece si è aperta questa mattina per la definizione tecnica degli ultimi aspetti quando erano circa le 11.30. Dunque i giudici hanno analizzato e studiato a lungo il carteggio e le deposizioni che anche Giada Vitale a febbraio scorso era tornare a rendere in aula proprio su richiesta dei giudici che volevano capire alcuni aspetti della lunghissima e tristissima vicenda che ha segnato questa ragazzina.

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Quattordici mesi in meno rispetto alla sentenza di primo grado che fu emessa il 3 ottobre 2017. Verdetto che accolse le richieste del pm Ilaria Toncini, presso il Tribunale di Larino, la quale aveva chiesto e ottenuto, appunto, sei anni di reclusione ai sensi di quanto previsto dal codice penale per il 609 quater ovvero il reato di atti sessuali con minorenne e con l’aggravate che in quel frangente il parroco era anche il tutore di Giada Vitale che aveva perso il padre e stava attraversando quindi un momento di grande fragilità psicologica.

“Ha compito in occasioni – hanno poi motivato i giudici di Larino – atti sessuali con Giada Vitale da quando la stessa aveva 13 anni e 10 mesi fino a quando la medesima, i 20 giugno del 2009 ha compiuto 14 anni”.

Come per l’udienza di discussione che si è tenuta a febbraio scorso, anche questa mattina era presente in aula per la difesa dell’ex parroco, l’avvocato Carlo Taormina.

Per Giada, invece, c’era l’avvocato Giuseppe d’Urbano.

L’udienza di febbraio scorso si era chiusa dopo due ore in quella occasione Giada Vitale tornò a testimoniare davanti ai giudici raccontando quando le accadde quando era minorenne mentre incontrava il suo parroco. Le attenzioni che Giada Vitale fu costretta a subire iniziarono da quando aveva 13 anni e sono poi proseguite fino alla maggiore età. Ad ottobre 2017 i giudici di primo grado condannarono Don Marino a sei anni di reclusione e senza attenuanti. Poi l’appello che doveva andare a sentenza a febbraio scorso.

Ma in quella occasione i giudici decisero di riascoltare di nuovo Giada, che oggi ha 24 anni.
Giada ripercorse per oltre 2 ore gli abusi che fu costretta a subire ancora prima dei suoi 14 anni. L’avvocato difensore Giuseppe d’Urbano disse che così come in tantissime altre occasioni aveva raccontato nei minimi dettagli l’inferno che non voleva e lo aveva fatto senza mai cadere in contraddizione spiegando che cercava soltanto giustizia e che sperava nell’Autorità giudiziaria affinché le fosse restituita la dignità che le era stata tolta. I giudici hanno quindi ricostruito secondo gli atti, le testimonianze e le posizioni avanzate dagli avvocati. Nel pomeriggio la sentenza: don Marino è colpevole Per la seconda volta.