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Dal pescatore al consumatore: l’impresa virtuosa di due termolesi cambia anche il gusto a tavola

Fishbox, il progetto della filiera corta che dalle reti della marineria termolese arriva ai Gruppi di acquisto solidali del nord Italia in 24 ore, conquista il pubblico e si racconta a Slow Fish di genova il prossimo 12 maggio. Daniele Mugnano e Roberto Lanzone, due figli del mare nostrum, raccontano la filosofia che rispetta l'ambiente alla base del loro successo.

Fishbox, ovvero: vendere pesce freschissimo via internet e portarlo direttamente “a casa” degli acquirenti italiani, saltando tutti gli intermediari. Giusto prezzo, giusta filosofia: quella che fa attenzione all’ambiente, rispetta il mare e abbatte l’impatto. Filiera corta, solidarietà e gusto, spesso tutto da scoprire grazie a una valorizzazione del pescato meno commerciale. L’idea dei due termolesi Daniele Mugnano e Roberto Lanzone, diventata un progetto di impresa nove anni fa, continua a consolidarsi e strappa nuovi spazi di apprezzamento. L’ultimo sulla Gazzetta dello Sport del 3 maggio, nella rubrica GazzaGolosa curata da Pier Bergonzi e Daniele Muccione. Si parla anche di loro, della piccola ma significativa esperienza che dalle reti della marineria termolese (“I pescatori all’inizio ci hanno resi per matti, ora sono contenti…”) approda alle reti dei Gruppo di acquisto solidali delle grandi città.

Emilia, Piemonte, Veneto, Lombardia. Preferibilmente città grandi e lontane dal mare che assaporano con soddisfazione il pesce made in Molise che Fishbox seleziona e carica due volte a settimana. Appena sbarcato, via nelle cassette refrigeranti direzione Modena, Milano, Como, Vercelli, eccetera eccetera. La consegna avviene nel giro di 24 ore in scatole di peso diverso il cui costo parte dai 14 euro. Cosa c’è dentro? “Il pesce locale, quello meno conosciuto e inflazionato, che spesso è anche il più gustoso, genuino e conveniente” spiega Daniele, che come il socio Roberto è cresciuto respirando cultura e tradizioni marinare.

Mugnano proviene da una famiglia di armatori termolesi, Lanzone da una di commercianti ittici. E il loro Fishbox è la prima comunità ittica che sposa la filiera corta, stabilisce un collegamento diretto e senza intermediari tra pescatori e consumatori responsabili, rispettando i cicli riproduttivi e la stagionalità. Il progetto serve le reti Gas, i gruppi di acquisto solidali, e si allarga a piccole comunità e al modello di ristorazione più attenta. Il messaggio va oltre la tavola: “Modificando le nostre abitudini possiamo condizionare il mercato e invertire la rotta supportando la pesca locale e preservando il mare. Così diventiamo noi il cambiamento”.

Da Termoli un bel segnale, di quelli concreti. E una scommessa vinta: la sostenibilità economica che sembrava una scommessa folle si è rivelata più che fattibile. Il segreto? Tagliare qualsiasi intermediario in modo che ai pescatori venga pagata una percentuale maggiore, e in modo che il cliente finale risparmi la stessa cifra, tra il 15 e il 25%.

Una formula virtuosa e che non prevede sprechi. Questo è possibile – spiegano loro – perché i pescatori puntano a specie richieste dal mercato come scampi, calamari o cernie. Ma dentro le reti finiscono anche tanti altri tipi di pesce che diventano il pesce di Fishbox, prodotti di qualità che i clienti apprezzano”.

E così a Daniele e Roberto va anche il merito di far conoscere anche queste specie ittiche sulle tavole italiane. I consumatori, in genere, preferiscono il trancione di tonno che arriva dall’indo-pacifico ai tonnetti freschi del  Mediterraneo perché conoscono bene il primo e non il secondo. D’altra parte a fare il 63% del consumo totale di pesce in Italia sono solo 15 prodotti ittici, quelli più popolari. E invece le specie in vendita sono mille. “Ma per fortuna il gusto sta cambiando, le abitudini si modificano”.

Sia Daniele Mugnano che Roberto Lanzone hanno già partecipato a molti tavoli tecnici in qualità di esperti. Ora andranno a Genova, ospiti della nona edizione di Slow Fish, per parlare di tendenze e abitudini al consumo di pesce nelle città italiane. Ovvero: che consigli dare ai consumatori per le buone pratiche di acquisto, per conoscere le specie, la loro provenienza e per evitare truffe. A Slow Fish Arena, grande spazio nel quale pescatori, cuochi, artigiani, ricercatori e aziende si incontrano proprio per raccontare la buona prassi da utilizzare per trattare nel modo giusto le risorse marine e aumentare la consapevolezza del bene che costituisce il mare, anche l’esperienza termolese di Fishbox.

Il 12 maggio, alle 15 e 30, l’evento con il biologo Roberto Di Lernia e il suo  progetto Blue Food Green Future, ricerca che analizza le tendenze di consumo di pesce a Milano e con Beppe Gallina della famosa e omonima pescheria torinese, punto di riferimento per chi è attento a un’idea di qualità ittica. Slow Food, che si svolge nel porto vecchio di Genova, è incentrata quest’anno sul tema del mare bene comune. Non solo gastronomia, sapore, ricette, ma anche una riflessione sul bene prezioso che il mare rappresenta e sul comportamento che ognuno di noi è chiamato ad avere per tutelarlo, a cominciare dai piccoli gesti quotidiani che possono fare molto per renderlo più sano e più pulito. Così il cibo, e il pesce nello specifici, diventa un modo per parlare di ambiente, di politica, di storia e di buone pratiche.