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Dal Giappone a Termoli per studiare l’albergo diffuso: “Dobbiamo imparare a metterci il cuore” foto

Alberghi diffusi, esempi di riuso sostenibile e contrasto allo spopolamento made in Italy, diventano un modello per il mondo: dopo i primi esperimenti in Spagna, Svizzera, Croazia e Germania, viene seguito, ammirato ed esportato anche in Giappone dove i borghi di Ishinomaki, Kyoto e Maze ospitano già le prime realtà.

Italia: patria della cultura, della storia, dell’architettura e del turismo. Il ‘vecchio’ Stivale accoglie, annualmente, oltre il 60% di turismo straniero: un viaggiatore attento ed alla costante ricerca dell’autenticità e di un’esperienza unica che esuli dal semplice ruolo di turista e permetta di vivere, sulla propria pelle, l’emozione di abitare all’interno di un antico borgo, come fosse normale quotidianità. È in questo contesto che si inserisce l’albergo diffuso, un po’ casa, un po’ albergo, in stile 100% italiano.

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Borghi che diventano suite, case abbandonate che si trasformano in luoghi accoglienti per rivoluzionare le regole della ricettività turistica, puntando al rispetto ed alla valorizzazione delle identità culturali locali, intercettando i viaggiatori in cerca di posti inusuali, privacy e servizi di ottima qualità all’interno di stanze incastonate nella storia e nella cultura del luogo. Un’idea che, anche a Termoli, è ben radicata con le due realtà (Residenza Sveva e Locanda Alfieri), posizionate in un contesto urbano di pregio, quello del Borgo Antico, che permette ai turisti di vivere a stretto contatto con i residenti.

‘Perché soggiornare in un albergo quando puoi stare in un villaggio?’. È questa la domanda posta da Giancarlo Dall’Ara, presidente Adi (Associazione Internazionale Alberghi Diffusi) nel corso del primo Meeting Internazionale degli Alberghi Diffusi che si è tenuto alla Cala Sveva di Termoli questa mattina, martedì 7 maggio, alla presenza del sindaco Angelo Sbrocca e del Commissario dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo Remo Di Giandomenico.

All’incontro, oltre alla folta delegazione giapponese, hanno partecipato circa cinquanta strutture turistiche italiane associate, tra cui i quattro soci molisani: Residenza Sveva con il titolare e Presidente Moleasy Fabrizio Vincitorio, Locanda Alfieri con Manuela Cucoro, Borgotufi e La Piana dei Mulini di Michelino Lucarelli. Ospite d’onore dell’assemblea la giornalista del Touring Club Teresa Cremona che ha scritto la prima guida sugli alberghi diffusi, una promozione che l’Adi vorrebbe estendere a tutte le regioni italiane.

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Il successo dell’albergo diffuso affonda le sue radici proprio nella valorizzazione del contesto in cui si inserisce, perché “se vendete solo l’albergo non avrete mai successo – ha spigato Dall’Ara – se, invece, punterete alla valorizzazione del Borgo in cui l’albergo diffuso ha sede, creando anche una rete tra le varie realtà, allora avrete successo”. Una politica che non solo difende la radici storiche e culturali dei comuni, ma evita lo spopolamento dei paesi e la cosiddetta ‘fuga dei cervelli’, fornendo ai giovani e meno giovani la possibilità di restare in patria ed avviare una propria attività.

Aprire un albergo diffuso è un modo per ridare vita ad un luogo ma anche per cambiare la propria, poiché è un modello che contrasta la crisi. Il concetto si sta espandendo nel mondo e, dopo i primi esperimenti in Spagna, Svizzera, Croazia e Germania, viene seguito, ammirato ed esportato anche in Giappone dove i borghi di Ishinomaki, Kyoto e Maze ospitano già le prime realtà.In ogni parte del mondo si chiamerà sempre Albergo Diffuso, salvo poi essere seguito dalla lingua locale – ha commentato Dell’Ara –. Il nostro è un marchio del made in Italy che sarà riconoscibile in tutto il mondo”.

La Terra del Sol Levante, patria dell’ospitalità, soffre delle stesse criticità dell’Italia, con piccole realtà destinate ad una lenta agonia e migliaia di giovani che espatriano in cerca di fortuna. All’incontro erano infatti presenti Akinori Hasegawa, amministratore delegato dei ‘Borghi più belli del Giappone’ e Hisashi Matsuda, Presidente di Adj (alberghi diffusi Japan). “Nei centri giapponesi soffriamo di spopolamento – ha commentato Hasegawa ai microfoni della stampa –. Stanno scappando tutti e ci sono tante case vuote. Da tre anni ormai organizziamo conferenze sugli alberghi diffusi per importare questo modello. Dobbiamo imparare il vostro spirito di ospitalità, il vostro cuore. Siete naturalmente predisposti per il turismo, siete primi nel mondo e vogliamo portare questo spirito da noi”.