Dai biglietti per bus e treni più cari ai costi della casta: ‘fatti e misfatti’ della prima manovra targata Toma

Quali gli effetti sulle tasche dei molisani dei documenti contabili approvati dal Consiglio regionale? L'aumento del 40% dei ticket per il trasporto pubblico probabilmente è quello che peserà di più per i pendolari, studenti e operai in particolare. L'assise di via IV Novembre aumenta invece le spese di 200mila euro. Unica consolazione per le famiglie: accolta la proposta del Pd per ridurre l’addizionale regionale all’accisa sul consumo di gas metano per i nuclei che risiedono nei Comuni montani.

Una ‘maratona’ di quattro giorni. Ore di discussione su provvedimenti, emendamenti e sub emendamenti (firmati M5S e Pd), ordini del giorno, sospensioni (molteplici) e litigi tra maggioranza e opposizione, il Consiglio regionale ha approvato il Documento di Economia e Finanza Regionale (Defr) e il Bilancio di previsione pluriennale 2019-2021. Ieri (2 maggio) invece all’esame dell’assise la Legge di Stabilità. Sono i primi documenti finanziari del governo Toma, eletto circa un anno fa.

Provvedimenti che avranno effetti concreti sulle tasche dei molisani. L’aumento del costo (+40%) del biglietto del trasporto pubblico – treni e autobus – probabilmente è la prima stangata decisa dalla maggioranza di centrodestra e prevista del bilancio regionale. “Le tariffe sono ferme da anni”, la giustificazione dell’assessore Vincenzo Niro. In autobus, “per andare da Campobasso a Termoli, da giugno l’abbonamento aumenterà da 51,25 a 71,39 euro. Da Campobasso a Roma, il biglietto passa da 13,30 a 18,62 euro“, il calcolo del capogruppo Pd Micaela Fanelli.

Per i trasporti ferroviari, rincarano la dose da M5S, “i molisani saranno costretti a pagare oltre 31 euro in più per gli abbonamenti mensili sulla tratta Campobasso-Termoli, arrivando a pagare 112 euro. La tratta Isernia-Campobasso costerà oltre 22 euro in più arrivando a superare i 79 euro”.

Ovviamente i più tartassati saranno i pendolari, ossia operai e studenti. Insomma, non bastava viaggiare su autobus che si incendiano, mezzi sporchi e treni obsoleti. Ci voleva pure il rincaro dei biglietti. Il danno e la beffa per i contribuenti.

Scontate le critiche delle associazioni di categoria. “E’ paradossale che si chieda ai viaggiatori di pagare di più per utilizzare un servizio ferroviario scadente, effettuato con mezzi in parte logori con servizi non sempre funzionanti, frequenti ritardi e blocchi sempre più spesso causati da una assenza di organizzazione o da periodici guasti, chiusure di biglietterie e di tratte regionali”, la posizione dell’Adoc.

“Siamo consapevoli che, probabilmente, i rincari decisi erano previsti dagli accordi esistenti tra Regione e Trenitalia – dichiara Nicola Criscuoli, dell’Adoc Molise – ma i servizi offerti continuano ad essere mediocri e non proporzionati a ciò che pagano i consumatori. Non dobbiamo dimenticare che il contratto sottoscritto prevede prestazioni corrispettive: il servizio, a fronte di un costo, tra l’altro eccessivo, deve essere idoneo ed adeguato”.

Non sarà l’unico aumento. Canoni più alti da pagare per chi ha attività o proprietà sui suoli tratturali e costi più alti per il Consiglio regionale, la cui dotazione aumenta di 200mila euro (da 5,8 a 6 milioni).

Altro tema caldissimo: i costi della politica.  Tutti bocciati gli emendamenti delle opposizioni. In particolare, il Movimento 5 Stelle aveva proposto un taglio di 750 euro lordi per capigruppo e presidenti di Commissione e di 1500 euro lordi per assessori e presidente di Giunta e Consiglio.

L’unica ‘consolazione’ riguarda la riduzione dei contributi ai gruppi consiliari: l’assegnazione è limitata a quelli composti da tre eletti. Invece per il taglio dei vitalizi tutto è rimandato all’intesa firmata tra Governo e Regioni: queste ultime entro fine maggio dovranno approvare apposite leggi per applicare il metodo contributivo per gli assegni (diretti e indiretti) di reversibilità.

Novità anche per l’Arsarp (Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo): per ridurre le spese l’ente sarà guidato da un amministratore unico nominato con decreto del Presidente della Regione tra i dirigenti regionali. Tegola invece sugli Enti provinciali per il turismo (Ept) che saranno soppressi.

Bocciata pure la proposta di ridurre le accise sulla benzina. Invece vantaggi economici per le famiglie che vivono nelle aree interne: accolta la proposta del Pd per ridurre l’addizionale regionale all’accisa sul consumo di gas metano per i nuclei che risiedono nei Comuni montani. Un modo per “agevolare le famiglie che risiedono in zone dove le condizioni metereologiche determinano un maggior consumo e quindi un esborso più alto per il riscaldamento delle proprie abitazioni”, spiega Micaela Fanelli.

Accanto a questi ci sono sette ordini del giorno approvati dal Consiglio regionale e sui quali c’è l’impegno del governo a tradurli in misure concrete. Dall’inserimento dei fondi necessari per erogare il contributo ai Comuni per l’acquisto dei farmaci di fascia C per le patologie rare ai finanziamenti (1,5 milioni) per le sezioni primavera. 

Due ordini del giorno riguardano gli studenti: il primo per l’erogazione delle borse di studio e punta a rimpinguare il fondo per il diritto allo studio; il secondo è relativo alla tassa regionale per il diritto allo studio universitario. Il provvedimento prevede impegna il governo regionale a valutare l’opportunità di erogare direttamente alla tesoreria dell’Ente per il diritto allo studio universitario della Regione Molise la tassa regionale per il diritto allo studio universitario e la tassa per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Via libera a maggioranza all’ordine del giorno per il trasporto dializzati. Un provvedimento ‘light’ dal momento che sulla sanità molisana decide il commissario dal momento che il Molise è in piano di rientro. Dunque, prevede solo “un confronto” tra Toma e Giustini per individuare le misure necessarie alla riattivazione del servizio trasporto dialisi. In caso si rilevi l’impossibilità a provvedere in tal senso il presidente è impegnato a sostenere il servizio con fondi regionali.

Il centrodestra approva altri due ordini del giorno per il finanziamento di due leggi (‘Disposizioni per favorire l’accesso delle persone con disabilità alle aree demaniali destinate alla balneazione’ e ‘Contributo a sostegno dell’acquisto di parrucche ed attività di supporto a favore dei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia). La ‘palla’ passa al governo regionale per reperire i soldi necessari.