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Caso Guala Closures, la versione della Uiltec

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La Uiltec Molise e soprattutto la RSU del tempo (che ha vissuto un vero e proprio dramma interiore), con questo comunicato, vogliono portare sul tavolo dell’Onorevole Federico altre informazioni utili alla vicenda Guala Closures dello Stabilimento di Termoli che, nel suo intervento alla Camera dei Deputati abbiamo scoperto conoscere solo parzialmente e ci sorprende intervenga solo oggi, eppure nel 2013 Lei stesso sedeva nei banchi del Consiglio Regionale del Molise da dove, non ricordiamo aver ricevuto proposte per trovare soluzioni (e neanche nell’intervento alla Camera ne abbiamo colta alcuna): forse, se avesse chiesto anche a noi notizie utili per il suo intervento, avrebbe magari colto l’opportunità di trasformare la denuncia, in proposta.

Detto ciò, il ruolo che il Sindacato può avere quando un’Azienda preannuncia il taglio del personale è cercare di sa9lvaguardare più posti di lavoro ( e nelle nostre zone il confronto è ancora più arduo perché ogni crisi mette in gioco addirittura la permanenza del sito produttivo vedi Manuli di Pozzilli che, per non accettare il salvataggio di una cinquantina di posti di lavoro – la UILTEC non era tra questi – l’ha vista chiudere con 139 licenziamenti) e questo è ciò che fu fatto anche per i Lavoratori della Guala di Termoli.

La prima cosa che il Sindacato propose, quando capì che l’Azienda faceva sul serio, fu una richiesta di ricollocamento nei siti italiani di Guala per garantire almeno il sostentamento delle famiglie interessate, cinque Lavoratori accettarono questa soluzione che non era nei termini da lei enunciati in parlamento.

L’accordo Sindacale era il seguente: i Lavoratori che accettavano il trasferimento avrebbero avuto, per un periodo di quattro mesi, un’ incremento dello stipendio per far fronte alle spese iniziali di vitto e alloggio (oltre alle prime due settimane completamente a carico dell’Azienda, il costo del trasferimento e del trasloco ed il diritto di precedenza a tornare nel sito produttivo molisano, ovviamente, qualora la produzione fosse nuovamente aumentata ed infatti, in questi anni 1 Lavoratore è ritornato a Termoli, 1 è tornato nel sito di Vasto e gli altri hanno preso strade diverse non tornando.

Per i Lavoratori che non scelsero l’opzione trasferimento, il Sindacato richiese l’apertura della CIG a rotazione, per dilatare i tempi dell’interruzione del rapporto di lavoro e per cercare in quel periodo di trovare soluzioni che, oggettivamente da parte sindacale erano difficili, mentre forse, la politica qualche sforzo in più, in termini di proposta poteva fare ed invece, nonostante le nostre sollecitazioni, nulla fu fatto (con complice condivisione di maggioranza e opposizione).

A margine della CIG fu firmato l’accordo per la mobilità, sempre nel rispetto delle regole e della legge 223/1991 ossia: carichi di famiglia, anzianità di servizio ed esigenze tecnico-produttive in concorso fra loro (la rigidità mantenuta dalle OO.SS. nel voler l’applicazione della legge ha consentito a molti di vincere la prima causa).

Ed infatti, come l’Onorevole ha ben detto, nel 2015 l’Azienda è costretta a riaprire una nuova mobilità, perché la prima fu dichiarata illegittima dal Giudice che ravvisò tutte le perplessità sollevate dal Sindacato.

Durante la nuova fase di discussione, sempre quei “maledetti sindacalisti”, riuscirono ad ottenere che nel ricalcolo dei criteri di scelta previsti dalla legge non ci fosse la sostituzione di Lavoratori da prima licenziati, con altri invece rimasti in forza al sito.

Ciò consentì di reintegrarne ulteriori 3 (oltre ai 5 trasferiti), quindi dalle 25 unità iniziali toccate dall’esubero, scendemmo a 17, sicuramente una magra consolazione ma il Sindacato non assume e non licenzia ma controlla e pretende il rispetto dei diritti dei lavoratori previsti dai CCNL e dalla legge (difatti vi era una clausola di priorità se, nel primo anno, la Guala avesse dovuto reintegrare personale).

E’ storia odierna che il sito Termolese, nella sua riconversione dalla produzione di chiusure di garanzia in plastica a quelle in alluminio, ha consentito alle RSU di richiedere unità per implementare la forza lavoro esistente e, per oggettivo spirito di verità, a differenza di quanto scritto nell’intervento alla Camera dei Deputati, solo 2 Lavoratori sono stati reintegrati con contratti a termine che si possono fare dal 2001 ed il Job’s Act, non c’entra nulla (per onor di verità anche prima ma in modo decisamente più stringente).

Il mondo delle fabbriche non è semplice ed ecco perché, forse una chiacchierata con noi le avrebbe potuto dare più spunti per trasformare la denuncia in proposta, avrebbe potuto informarsi sui reparti dismessi e quelli attuali per capire come si colloca un Lavoratore ma soprattutto, lo avrebbe dovuto fare nel 2013 perché oggi, a meno di un mese dalle elezioni Europee e locali stona (non è l’unico che ha strumentalizzato, la solita lista di sinistra contro tutto e tutti ha già messo nel mirino le chimiche alla prima intervista, sperando di raccogliere i soliti voti che garantiscono il seggio al comune per fare l’opposizione distruttiva), soprattutto nei confronti di chi, ogni giorno si confronta con crisi Aziendali di cui la nostra Regione è piena ma non trova mai soluzioni “Politiche” ma sempre accordi sindacali che cercano di rendere meno pesante la perdita di un posto di LAVORO.

Un’ ultima correzione alle sue note verbali, rispetto all’intervento alla Camera: il Decreto Dignità, se ci fosse stato all’epoca dei fatti, non avrebbe cambiato una virgola, se ha dei dubbi chieda in ITT a Termoli, dove un mese dopo il decreto, se non fosse stato per la sensibilità della RSU ( di cui almeno tre, suoi simpatizzanti) che firmarono una deroga al decreto stesso, 30 lavoratori sarebbero rimasti a casa.

Certi che nel futuro si adopererà per tutti i Lavoratori molisani colpiti da vertenze di lavoro, magari inizi da Guala, chiedendo un’incontro ai dirigenti della stessa, avanzando proposte concrete da concordare con l’attuale maggioranza di Governo in Regione o a Roma, visto che i sindacati sono sempre uniti quando si tratta di difendere i Lavoratori, può dire la stessa cosa lei della Politica?

E dopo aver risposto ai Governatori del passato remoto, del passato prossimo, dei contemporanei, ci mancava un altro solone che ci doveva ricordare cosa dobbiamo fare…. buon LAVORO, Onorevole Antonio Federico.

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