Carcere a ferro e fuoco, sarà chiuso il ‘focolaio’ della rivolta. Provvedimenti disciplinari per i detenuti

Scattati i provvedimenti disciplinari nei confronti dei detenuti che una settimana fa hanno dato vita alla rivolta che ha devastato una parte dell'istituto, mentre dal 1 giugno dirigerà la struttura Rosa La Ginestra, direttrice del carcere di Larino. Pensionamento anticipato per Irma Civitareale. Aldo Di Giacomo insiste: "I carceri sono diventati un immondezzaio, in cui vengono ospitate anche persone con problemi psichiatrici, tossicodipendenti, alcoldipendenti. E la politica non se ne importa niente". 

E’ stato il focolaio della rivolta che ha messo a ferro e fuoco il carcere di Campobasso: nei prossimi giorni la seconda sezione sarà chiusa. Mentre sono scattati i provvedimenti disciplinari per i responsabili della devastazione: saranno portati nelle strutture che rientrano nel Provveditorato Lazio, Abruzzo e Molise. Il ‘capobanda’ è stato trasferito in un carcere più ‘attento’, pare in Lombardia.

I 20 detenuti ospiti di quell’ala saranno inoltre trasferiti: impossibile spostarli in altre sezioni della struttura di via Cavour, già troppo affollata. Attualmente l’istituto ospita già collaboratori di giustizia in una sezione isolata e nelle altre ci sono celle che ‘scoppiano’: potrebbero ospitare al massimo due detenuti, attualmente ce ne sono ben cinque. Insomma sarà particolarmente complicata la situazione che si troverà ad affrontare Rosa La Ginestra, che dal prossimo 1 giugno guiderà la casa circondariale dopo il pensionamento anticipato di Irma Civitareale che avrebbe dovuto lasciare dal 1 luglio. La rivolta poi ha causato un’accelerazione dell’addio. In questi giorni a dirigere Campobasso è il vertice del carcere di Isernia Oreste Maria Bologna. 

A tenere alta l’attenzione sul carcere è, esattamente sette giorni dopo il gravissimo episodio, il segretario generale del sindacato di Polizia penitenziaria Aldo Di Giacomo che ai giornalisti parla di “una situazione complessa”. Dopo la visita interna alla struttura “è stata disposta la chiusura della sezione in cui si è verificato l’episodio, ma nelle altre sezioni ho notato che ci sono quattro, anche cinque detenuti per cella. Questo sovraffollamento crea problemi ai detenuti e anche ai poliziotti penitenziari che sono costretti a lavorare in situazioni indegne. Purtroppo l’amministrazione penitenziaria e la politica non fa nulla di fronte a questa situazione”.

Aldo Di Giacomo carcere Campobasso

Al momento non sono previste ispezioni ministeriali anche perchè “la situazione è complessa, ma è in linea con quelle di altre realtà italiane”, il ragionamento di Di Giacomo. “Io sono preoccupato per la situazione del carcere di Campobasso, che dovrebbe essere un istituto relativamente tranquillo. E invece nell’ultimo anno si sono verificati episodi che devono essere un campanello di allarme”. Il traffico di droga e telefonini che dall’esterno vengono introdotti nella casa circondariale emerso anche dalle operazioni di Polizia e Carabinieri ne sono un esempio.

Di Giacomo ribadisce che “i carceri sono diventati un immondezzaio, in cui vengono ospitate anche persone con problemi psichiatrici, tossicodipendenti, alcoldipendenti. E la politica non se ne importa niente”.