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Carcere a ferro e fuoco: appiccate le fiamme, finestre rotte. Detenuti in rivolta fotogallery

La Polizia ha avviato le indagini per capire cosa è accaduto questa sera, 22 maggio, quando è scoppiata una rivolta improvvisa nel penitenziario del capoluogo. Stando alle prime notizie trapelate, una trentina di detenuti si sarebbe 'ribellata' al regime più duro imposto dalla nuova direttrice e alla stretta sui benefici, a cominciare dalla possibilità di telefonare a casa ai familiari. Sul posto le forze dell'ordine, oltre al questore e al procuratore che potrebbe aprire un fascicolo sull'accaduto. Gli autori della protesta potrebbero essere trasferiti.

La quiete (almeno apparente) è tornata intorno alle 23. Tre ore prima l’improvvisa protesta all’interno della casa circondariale di Campobasso, dove si sono viste scene inusuali.

carcere Campobasso

La tensione è esplosa intorno alle otto di questa sera – 22 maggio – nelle stesse ore in cui era presente in città il ministro della Difesa Elisabetta Trenta per un comizio elettorale. In un braccio del penitenziario una trentina di detenuti ha dato fuoco ai materassi delle brandine. Hanno rotto le finestre, lanciato indumenti fuori dalle sbarre e inveito contro gli agenti della Polizia penitenziaria.

Sul posto sono intervenuti tutti gli agenti della Questura di Campobasso che stanno procedendo sull’accaduto, in aiuto anche i militari dell’Arma dei Carabinieri. Sono intervenute anche un’ambulanza del 118 per soccorrere eventuali feriti e un mezzo dei vigili del fuoco per spegnere il rogo.

In via Cavour sono arrivati anche il questore Mario Caggegi e il Procuratore capo di Campobasso, Nicola D’Angelo.

Secondo le forze dell’ordine al momento è tutto sotto controllo, ma è la prima volta che accade una cosa simile a Campobasso. E la vicenda – com’era normale – ha creato caos e tensione in pieno centro città: il carcere, del resto, si trova in una zona nevralgica, a pochi passi dal Tribunale e dalla stazione dei treni del capoluogo. “Aiutateci, liberateci”, ha urlato qualcuno di loro dalle finestre.

carcere fuoco

L’area è stata circondata dai mezzi di Polizia e Carabinieri per evitare pericoli e per intervenire prontamente in caso di eventuali fughe da parte dei detenuti. 

Stando alle prime notizie trapelate, sembra che i detenuti si siano ribellati alla nuova direttrice, Irma Civitareale, inviata nel capoluogo molisano dopo aver guidato la struttura di Cassino. Sembra che dietro la protesta, infatti, ci siano motivazioni legate anche alla nuova organizzazione all’interno del penitenziario campobassano e in modo particolare una stretta sui benefici per i detenuti, a cominciare dalla possibilità di telefonare a casa i familiari.

Intorno alle 23 la direttrice ha incontrato i detenuti. Al tempo stesso la Polizia ha avviato le indagini per ricostruire cosa è accaduto, mentre la Procura quasi certamente aprirà un fascicolo sull’accaduto. Non è escluso che i detenuti responsabili della rivolta siano trasferiti.

Non c’è pace dunque nella casa circondariale di via Cavour: non solo i problemi di sovraffollamento (ce ne sono 180, ma ne dovrebbe contenere poco più di 100) e le aggressioni al personale, i blitz delle forze dell’ordine a causa del ‘traffico’ di droga e telefonini che dall’esterno arrivavano ai reclusi, ora anche una violenta ‘rivolta’ che accende i riflettori sulla sicurezza della stessa struttura. L’edificio costruito nell’Ottocento, dunque datato e poco sicuro anche dal punto di vista sismico, ospita numerosi tossicodipendenti, stranieri, collaboratori di giustizia e detenuti con personalità borderline.