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Candidati col fiato sospeso, verbali al vaglio dell’ufficio elettorale. A Campobasso non ci sarà l’anatra zoppa

Le liste della coalizione di centrodestra non hanno sfondato la quota del 50% per aggiudicarsi la maggioranza in Consiglio comunale: ora c’è anche l’ufficialità. La certificazione che a Campobasso non ci sarà l’anatra zoppa arriva dalla commissione elettorale insediata presso il Municipio che, subito dopo lo spoglio delle schede, ha iniziato a controllare i verbali compilati dal personale delle 56 sezioni elettorali presenti nel capoluogo e nelle quali si sono recati a votare circa 30mila campobassani lo scorso 26 maggio, giorno dell’election day.

Dopo aver chiarito anche chi andrà al ballottaggio (la leghista Maria Domenica D’Alessandro e Roberto Gravina del Movimento 5 Stelle), ieri – 28 maggio – sono stati completati i controlli sui voti ottenuti dai candidati sindaci e dalle liste. Al vaglio della commissione ci sono ora i verbali in cui sono state inserite le preferenze degli oltre 300 aspiranti consiglieri comunali di palazzo San Giorgio. E forse da qui potrebbe emergere qualche novità: alcuni dei candidati in corsa hanno ravvisato errori nell’attribuzione dei voti. Ecco perchè in mattinata era trapelata anche l’indiscrezione di un possibile riconteggio che il sindaco sconfitto Antonio Battista avrebbe potuto richiedere, un po’ come avvenuto a Termoli dove Nick Di Michele, aspirante primo cittadino di M5S, ha avanzato tale richiesta alla Prefettura di Campobasso.

Un’ipotesi che lo stesso primo cittadino uscente smentisce categoricamente a Primonumero: “Non chiederemo nessun riconteggio”.

Di certo l’esito del ballottaggio determinerà pure la composizione dei seggi all’interno dell’assise di palazzo San Giorgio: il vincitore avrà la maggioranza degli scranni (ossia 20 consiglieri). E tra i diretti interessati i calcoli sono già cominciati.

Se vincerà ad esempio il centrodestra, per il Pd (che sulla lista ha preso più voti di M5S) entreranno l’uscente Antonio Battista e i primi quattro più votati: Alessandra Salvatore, Bibiana Chierchia, Giose Trivisonno e Stefano Ramundo.

Anche M5S sarà rappresentato da cinque esponenti: il candidato sindaco Roberto Gravina, oltre a Simone Cretella, Antonio Vinciguerra, Antonio Musto e Margherita Gravina, questi ultimi i ‘preferiti’ dagli elettori.

Se invece dovesse vincere il Movimento 5 Stelle, l’attribuzione dei seggi si complica perchè, stando ai calcoli di alcuni addetti ai lavori, ci sarebbe un seggio in bilico tra  ‘Io Amo Campobasso’ e il Pd. Una situazione che potrebbe orientare le scelte di voto e che sarà chiarita solo dopo il voto dalla Prefettura a cui spetta il compito di procedere alla suddivisione dei posti in Consiglio comunale.