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Ballottaggio, tra propaganda sottobanco e riunioni carbonare. Gravina o D’Alessandro, per chi voteranno gli sconfitti?

Partiti e movimenti ragionano sull'appoggio ai due sfidanti al ballottaggio del 9 giugno prossimo. Il centrosinistra ha avviato un confronto col M5S per l'eventuale sostegno a Gravina, ma alcuni tesserati dem stanno già chiedendo voti per la candidata del centrodestra D'Alessandro. In riunione anche il movimento Io Amo Campobasso che potrebbe 'travasare' il suo 5 per cento di preferenze sul portavoce pentastellato. E c'è incognita indecisi.

Mentre in Comune la commissione elettorale è ancora al lavoro per la certificazione dei dati di questa tornata amministrativa, la fase due della propaganda per il ballottaggio è già entrata nel vivo.

Non avendo superato la fatidica soglia del 50 per cento più 1 dei voti necessari a diventare sindaco, Roberto Gravina (Movimento 5 Stelle) e Maria Domenica D’Alessandro (per lo schieramento di centrodestra) sono gli sfidanti di questo secondo turno previsto per il 9 giugno. Le due settimane che li separano dal ballottaggio saranno determinanti non solo per i partiti che appoggeranno gli aspiranti sindaci del capoluogo molisano, ma anche per il centrosinistra.

In casa Pd il dialogo coi grillini – come ha detto anche il segretario regionale Vittorino Facciolla – è aperto. Al momento non c’è ancora nulla di formale, né si parla di apparentamenti strategici. Diciamo che è iniziato un confronto tra dem e 5 Stelle già dalle prime ore post voto. Ma l’esito non è affatto scontato tanto che s’intravedono già le prime spaccature.

Messaggi e telefonate per orientare il voto in favore dell’esponente leghista da parte di qualche tesserato Pd stanno già arrivando. Come pure esplicite dichiarazioni di sostegno a Gravina da parte di altri. Su Facebook Lelli  Bucci, consigliere comunale uscente e presidente della commissione Urbanistica di Palazzo San Giorgio, per esempio, ha chiaramente preso posizione scrivendo che “le sconfitte elettorali bruciano ma bisogna prenderne atto. Oggettivamente il PD deve farsi tante domande. Per quanto riguarda il ballottaggio al Comune di Campobasso, pur non condividendo alcuni punti del programma pentastellato, il mio voto non andrà mai alla Lega e alle destre per cui voterò e farò votare Roberto Gravina”.

Molto meno diretti i suoi colleghi di partito: dalla vice sindaca Bibiana Chierchia alla presidente della commissione Cultura Giovanna Viola la risposta su un eventuale sostegno in favore di uno dei due competitor è: “Aspettiamo di discuterne prima al nostro interno” senza negare che l’esperimento Pd-M5S potrebbe apparire a molti, anche a livello nazionale, come un caso più unico che raro.

La probabilità più alta è che, al termine di questo confronto interno al centrosinistra, verrà lasciata libertà di scelta alla coscienza politica di ognuno anche perché sarebbe singolare che un segretario regionale ‘imponesse’ ai suoi iscritti di votare e far votare per l’una o l’altra parte.

Anche nel caso in cui l’altra parte è un centrodestra a trazione leghista che ha – secondo tanti – molto meno in comune per storia e identità col Pd e le altre forze progressiste che hanno appoggiato lo sconfitto Antonio Battista. Discorso vero fino a un certo punto, potrebbe obiettare qualcuno, visto che – e guardiamo per esempio al consiglio regionale del Molise – non è raro che centrodestra e centrosinistra facciano sintesi molto più frequentemente di quanto non lo facciano centrosinistra e grillini.

Insomma, le possibilità di accordo sono tutte aperte ma le lancette dell’orologio corrono veloci.

Altrettanto fluida ma più chiara – anche se meno determinante per l’eventuale sorpasso di Gravina sulla D’Alessandro (visto il 5 per cento scarso di voti ottenuti rispetto all’abbondante, e quindi più influente, 25 per cento di Battista) la posizione del movimento Io Amo Campobasso.

La portavoce, nonché papabile neo consigliere comunale Paola Liberanome, ha già convocato il direttivo per domani sera “per analizzare il voto con dati certi alla mano e ragionare su come proseguire in questa fase del ballottaggio”. La ex candidata sindaco, pur dichiarandosi soddisfatta per il risultato elettorale raggiunto dal suo movimento, sa che rischia di restare fuori dai banchi del Consiglio in caso di vittoria dei 5 Stelle per una questione di resti e formule matematiche che non farebbe scattare il seggio in favore di Io Amo Cb. “Ma sia chiaro, questo non influenzerà in alcun modo la scelta di farci propendere per Gravina o per la D’Alessandro, non è una questione dirimente e comunque, come associazione, continueremo ancora a lavorare per la città e il nostro territorio”.

La chiusura al centrodestra non è scontata nonostante Io Amo Campobasso  abbia nel suo dna principi di accoglienza, inclusione e si è presentata sulla scena politica come forza europeista e antisovranista. Difficile, quindi, che candidati ed elettori del movimento votino per una donna espressamente voluta da Matteo Salvini.

L’ipotesi di un apparentamento proprio con ‘Io Amo Campobasso’ sarà pure all’ordine del giorno del Movimento 5 Stelle, stasera in riunione per aprire il ragionamento ed eventualmente trovare una sintesi. Apparentarsi con il movimento d’opinione nato lo scorso febbraio e con cui era stato avviato un dialogo in campagna elettorale (prima che Di Maio stoppasse ogni ipotesi di alleanze)? O al contrario cercare una intesa con il Pd? Nodi che saranno sciolti probabilmente nelle prossime ore.

io amo cb

Ci sono infine i ‘cani sciolti’, quelli che alle Comunali di domenica scorsa non hanno votato (o hanno annullato la scheda) perché non si sentono rappresentati da nessuno. Questa fetta di elettorato, presente tanto nelle fasce più estreme della destra che della sinistra, pur non avendo un portabandiera tra i candidati in corsa ha qualcuno che rappresenta l’esatto opposto di quello che vorrebbe.

Cosa faranno gli indecisi al ballottaggio? Rinunceranno di nuovo ad esercitare una facoltà, la sola in grado di incidere sul processo democratico, o faranno sentire la propria voce in cabina elettorale il 9 giugno?

Anche per loro due settimane di riflessione dovrebbero essere sufficienti.