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Ballottaggio, M5S apre al dialogo ma stoppa gli apparentamenti. Pd in conclave, Io Amo Cb ribadisce: “Discontinuità”

Ragionamenti e valutazioni in corso all'interno del Pd e di Io Amo Campobasso, il cui peso specifico potrebbe consentire al Movimento 5 Stelle di vincere la sfida decisiva contro la leghista Maria Domenica D'Alessandro. Stasera la segreteria dem, mentre Roberto Gravina è possibilista: "Possiamo confrontarci con le altre forze politiche, ma non ci saranno apparentamenti".

Tecnicamente si chiama “apparentamento”. In parole povere è il collegamento tra liste in corsa alle elezioni. Nella pratica significa che sulla scheda elettorale non si potrebbe solo trovare il nome della candidata sindaca della Lega Maria Domenica d’Alessandro e di Roberto Gravina del Movimento 5 Stelle. Ipotesi che al momento non sembra possibile. Ma se dovesse essere messa in atto, dovrà essere ufficializzata: la normativa prevede che sette giorni prima del voto l’apparentamento deve essere formalizzato presso l’ufficio elettorale.

Insomma è una scelta di campo ben precisa, frutto di valutazioni politiche al vaglio del Pd e di Io amo Campobasso. E’ proprio sui terzi e i quarti classificati alle amministrative del 26 maggio che si sta concentrando l’attenzione di chi ora punta a conquistare la poltrona più alta di palazzo San Giorgio. A loro, in particolare, guardano i pentastellati che però non hanno intenzione di ‘blindare’ accordi politici.

E’ vero, l’aspirante primo cittadino si dimostra conciliante sottolineando che “i punti di contatto con quelli di altre forze politiche sono oggetto di possibili confronti” e che “pure da forza d’opposizione in Comune abbiamo dimostrato di essere aperti e propositivi, non solo critici”. Al tempo stesso però pone un veto: “Non sono previsti apparentamenti ma il dialogo con tutti coloro che vedono il nostro programma come fortemente alternativo al sistema che vuol riproporre il candidato del centro destra su Campobasso”.

Infine “per progettare un’azione amministrativa funzionale al rilancio della nostra città” Gravina lancia un appello trasversale agli elettori: parla a quelli di centrosinistra, di Io Amo Campobasso, ma anche più semplicemente a tutti coloro che non vorrebbero un capoluogo governato dalla Lega. “Per Campobasso – dice – il 9 giugno rappresenta una data dove non si può più girare la testa dall’altra parte o chiudere gli occhi. La ripresa di questa città parte dal voto che verrà dato per il nuovo sindaco, inutile girarci intorno. Noi ci rivolgiamo a tutti gli elettori”.

Parole che rispecchiano gli orientamenti espressi nell’ultima riunione del Movimento 5 Stelle: da una parte i possibilisti, dall’altro lato i più rigorosi. In mezzo la necessità di mettere a segno il ‘golden gol’ e vincere la partita ai tempi supplementari. Per questo più che un formale apparentamento nei confronti di Roberto Gravina potrebbe arrivare un appoggio esterno da parte di Pd e di Io Amo Campobasso. Per entrambi sono ore di ragionamenti e valutazioni. 

Io amo Campobasso Liberanome Paola

La formazione guidata da Paola Liberanome, che ha conquistato 1500 voti alle Amministrative del 26 maggio, è reduce da un direttivo pare ad alta tensione. La sintesi è stata trovata solo dopo un ampio dibattito al termine del quale sarebbe stato escluso di sostenere la leghista Maria Domenica D’Alessandro anche se solo con la vittoria del centrodestra, per quella strana combinazione che solo la legge elettorale e il riparto dei seggi può produrre, la bionda avvocato potrebbe entrare in Consiglio comunale e rappresentare il movimento di opinione nato a febbraio.Ma ci sono principi alla base del manifesto di Io amo Campobasso che cozzano troppo con le idee del Carroccio. Al tempo stesso la forza progressista, in campo con l’obiettivo della discontinuità, mai e poi mai sosterrebbe una coalizione che eleggerebbe transfughi e vecchi ‘volponi’ della politica.

Il Pd è un capitolo a parte. Durante l’amministrazione Battista c’era sintonia tra alcuni consiglieri pentastellati e democratici. Ed è pure vero che il sindaco sconfitto Antonio Battista, alle 21.30 del 28 maggio, a spoglio in corso, ha telefonato cordialmente a Roberto Gravina per congratularsi del risultato raggiunto. Troppo poco però per essere una base per un eventuale apparentamento. Anche perchè se l’intesa venisse formalizzata con M5S, in caso di vittoria i democratici conquisterebbero più posti nell’assise civica rispetto ai grillini (11 il Pd, 9 M5S ndr) alla luce dei voti ottenuti il 26 maggio.

La segreteria dem si è riunita di oggi (31 maggio) ma non ha preso alcuna decisione, complice l’assenza dei sindaci di Campobasso e Termoli Antonio Battista e Angelo Sbrocca. Tutto rinviato a lunedì 3 giugno.

Certo, qualche consigliere del Pd (Lello Bucci docet) ha già espresso il suo endorsment personale per Roberto Gravina. Invece il primo cittadino uscente non ha preso posizione e nel suo messaggio di congedo alla cittadinanza ha rinnovato “gli auguri a coloro i quali saranno eletti convinto della loro volontà di amministrare bene”, oltre a ringraziare i candidati “che mi hanno sostenuto senza sosta” e “i quasi 7.500 cittadini che hanno barrato il mio nome il giorno 26 di maggio. La vera forza di un uomo politico sta nel consenso che riesce a raccogliere, ma il vero spirito che deve guidarlo è il bene comune, il bene di tutti. Il venticinque per cento dell’elettorato cittadino è dalla mia parte e ne sono orgoglioso, ma io continuerò ad essere, senza retorica, dalla parte di tutti”.