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Ammassati sul treno per rientrare a Roma: un altro viaggio da incubo per i molisani

Ancora problemi per i molisani che, dopo essere tornati in regione per esercitare il diritto di voto, hanno affrontato un altro viaggio disastroso

“Ma chi me l’ha fatto fare”. Chissà quanti di loro lo hanno pensato dopo aver viaggiato in piedi, ammassati nei corridoi e vicino alle uscite dei vagoni. Per i molisani che oggi (26 maggio) erano sul regionale 22193 il viaggio di ritorno a Roma è stato un’altra tortura. Un’esperienza da incubo, probabilmente la seconda nel giro di pochi giorni: venerdì scorso infatti alcuni pendolari avevano contattato la nostra redazione per testimoniare (con tanto di video) le difficoltà del viaggio dalla capitale al capoluogo molisano. Nei convogli un numero di viaggiatori superiore rispetto ai consueti viaggi: molti avevano deciso di tornare in Molise per poter esercitare il diritto di voto e partecipare all’election day.

Oggi in tanti hanno fatto rientro a Roma e hanno preso il regionale partito da Campobasso alle 14.21 e arrivato a Roma Termini alle 17.39.

Quasi tre ore e mezzo di viaggio in condizioni difficili. “Stipati come sardine, accaldati, costretti a infrangere le elementari regole di sicurezza che prevedono che i corridoi e le uscite dei vagoni siano libere da ingombri“, si legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook del Binario 20 bis. Che riferiscono pure un altro dettaglio: “Ma c’è una cosa, ancora più incredibile. Il regionale successivo, quello delle 16.30 da Campobasso non è più segnalato né dalla app di Trenitalia né dalla biglietteria di Roma Termini, quindi nessuno lo ha preso in considerazione.

In realtà c’è! È partito, è addirittura composto da due Minuetto attaccati e – da quello che ci dicono passeggeri a bordo – è praticamente vuoto, perché nessuno sapeva della sua esistenza”.

Il disastro di un servizio su ferro che, con l’aumento del 40% del costo del biglietto, sarà pagato pure profumatamente dai molisani.