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Addii e veleni contro i traditori, l’ultimo consiglio dell’era Battista approva rendiconto e Tangenziale Nord

Ultima seduta prima delle elezioni del 26 maggio per l'assise civica che ha licenziato il bilancio consuntivo a maggioranza. Si astengono i tre consiglieri (su 11) passati dal centrosinistra al centrodestra: "Abbiamo scelto un percorso politico diverso", si giustifica Antonio Di Renzo, ex Idv e candidato nei Popolari. "Gli altri non hanno avuto nemmeno il coraggio e il senso di responsabilità di essere presenti in Aula", la replica del sindaco. Poi l'addio di Francesco Pilone: "Fuori dalla competizione ma non per mia volontà. Non mi sono abbassato a logiche ricattatorie"

In gergo calcistico, si parlerebbe di zona Cesarini. A meno di dieci giorni dalle elezioni, il consiglio comunale di Campobasso approva il rendiconto 2018, l’atto con cui si certificano le spese e le entrate effettivamente sostenute dall’amministrazione Battista, e sulla presa d’atto della variante al piano regolatore che consentirà l’inizio dei lavori della Tangenziale Nord

In Aula un clima ‘strano’: da una parte, l’emozione dell’ultima seduta e le fibrillazioni di chi spera di essere rieletto il prossimo 26 maggio; dall’altra, i veleni nei confronti dei ‘traditori’. Sono undici tra consiglieri e assessori passati con disinvoltura dal centrosinistra al centrodestra, eletti nella coalizione di Antonio Battista nel 2015 e candidati in un altro schieramento cinque anni più tardi. Ne sono presenti solo quattro: Antonio Di Renzo, Antonio Columbro (eletti nel 2014 con l’Idv e ora in corsa nei Popolari di Vincenzo Niro), Francesco Sanginario (dal Pd anche lui ai Popolari) e Gianluca Maroncelli (da Segnale civico, che sosteneva Battista, al movimento ‘E’ Ora’ e dunque nella coalizione di Maria Domenica D’Alessandro).

Alla prossima amministrazione lasciamo un avanzo per garantire le entrate e la spesa. Gli uffici sono stati organizzati in maniera tale da essere in grado di recuperare l’evasione. C’è un avanzo disponibile se dovessero emergere nei prossimi anni debiti fuori bilancio e per il fondo crediti dubbia esigibilità”, spiega il sindaco in Aula. Battista non risparmia qualche frecciatina ai ‘saltatori’: “Rivolgo un saluto a quella parte bella della maggioranza che è presente in Consiglio comunale ed in grado di sostenere il nostro progetto politico fino alla fine. Stigmatizzo il comportamento degli assenti: almeno potevano avere il coraggio di votare (anche contro) il provvedimento”.

Si astengono i transfughi: “Il percorso politico scelto da me e da Sanginario è diverso da quello scelto cinque anni fa“, dice Di Renzo.

Critiche sul rendiconto dai 5 Stelle: “Il Fondo crediti per dubbia esigibilità va aumentato, ci aspettiamo purtroppo di pagare le condanne che l’Ente dovrà pagare per il contenzioso sul Terminal degli autobus”, osserva Roberto Gravina. “In quest’ultimo anno – la sua critica – abbiamo allargato le maglie della spesa per finanziare alcuni lavori, come quelli in piazza Municipio e per le fogne”.

Il rendiconto alla fine viene approvato con 10 voti favorevoli. Sette i no, quattro consiglieri si astengono.

L’assise di palazzo San Giorgio si esprime invece in maniera consensuale sulla presa d’atto della variante al piano regolatore che consentirà l’inizio dei lavori della Tangenziale Nord. C’è stato il silenzio assenso della Regione Molise (i termini sono scaduti il 10 aprile) che aveva minacciato di revocare il finanziamento da 18 milioni di euro se il Comune non avesse accelerato sull’avvio dell’opera.

E la perdita di tempo ha scatenato le critiche del Movimento 5 Stelle. “Da metà aprile c’era la possibilità di procedere”, sottolinea Gravina. Che poi accusa il sindaco: “Non è stato corretto dire che a gennaio avrebbero aperto i cantieri, senza questa delibera non può aprire alcun cantiere”. E poi, rincara la dose, “se i tempi si sono allungati non è dipeso dunque solo dai ricorsi e dalle due variazioni al bilancio per pagare gli espropri”.

“Chiudiamo finalmente una storia che dura 35 anni”, risponde Battista. “Apriremo il cantiere nel più breve tempo possibile, non per la mia campagna elettorale”.

maggioranza Consiglio comunale Campobasso

Tuttavia, al di là della normale dialettica sul temi in agenda, a commuovere l’Aula è l’addio alla politica attiva di Francesco Pilone. Il capogruppo di Democrazia Popolare era uno dei nomi inseriti nella lista di Fratelli d’Italia. Ma a poche ore dalla presentazione della lista, il colpo di scena: il nominativo ‘sparito’. Tutto sarebbe dovuto a causa di un dissidio con il massimo esponente del partito in Molise, Quintino Pallante.

Non sarò presente nella competizione elettorale per motivi che non dipendono dalla mia volontà“, dice Pilone, che per cinque anni è stato uno degli esponenti di opposizione più arcigni. E, come ha fatto lui, invita i colleghi consiglieri a “non piegare mai la testa e la schiena a logiche ricattatorie e subdole che svilerebbero il vostro ruolo di amministratori e rappresentanti del popolo”.