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Accuse contro l’assessore transfuga. Lui risponde: “Io traditore? Ho seguito le scelte del partito, non faccio miracoli”

Massimo Sabusco chiarisce i motivi che lo hanno spinto a passare col centrodestra: "Mi avevano proposto una candidatura in Centro democratico, ma ho rifiutato: "Ho il mio bacino di voti, ma per essere eletto non posso fare miracoli".

Era prevedibile: il ‘cartellino rosso’ contro i ‘traditori’, le parole del primo cittadino, i retroscena e infine l’ufficializzazione del documento (il famoso ‘atto di fedeltà che ha riportato pubblicato Primonumero) che ‘inchioda’ gli assessori passati con disinvoltura da un governo di centrosinistra ad una candidatura nel centrodestra.

Ad esempio, Massimo Sabusco, titolare del Bilancio a palazzo San Giorgio fino a qualche giorno fa, aveva sottoscritto il ‘verbalino’ di lealtà ad Antonio Battista lo scorso gennaio. Quattro mesi dopo il suo nome è comparso in una delle liste a sostegno dell’aspirante sindaco del centrodestra, la leghista Maria Domenica D’Alessandro. Venerdì 26 aprile ha firmato l’accettazione della candidatura nella lista ‘E’ Ora’. Ma le dimissioni da assessore sono arrivate in Municipio soltanto 24 ore dopo. Al sindaco Battista le avrebbe comunicate con un sms inviato attorno alle 14 e nel quale annunciava che aveva inviato la pec all’ufficio protocollo del Comune per formalizzare le dimissioni.

Sabusco dunque è tornato così nello schieramento di ‘origine’: nell’ex amministrazione di centrodestra targata Gino Di Bartolomeo è stato presidente del Consiglio comunale.

E non ha gradito gli articoli pubblicati in questi giorni sulla stampa locale. A Primonumero chiarisce innanzitutto un aspetto: “Non mi sento un traditore perchè ho rispettato le scelte del mio partito e nelle dimissioni ho dato una spiegato la mancata candidatura nel centrosinistra è dipesa ad una scelta legata al mio partito che sarà presente a queste elezioni con la lista ‘E’ Ora’. Il simbolo dell’Udc non c’è non per una scelta locale, ma a causa di una imposizione arrivata da Roma: il segretario nazionale Lorenzo Cesa è candidato alle Europee nella lista di Forza Italia e ha vietato l’utilizzo del simbolo“.

C’è anche un altro retroscena che Massimo Sabusco rivela: “Io mi sarei voluto candidare nella coalizione che sostiene Antonio Battista, mi avevano proposto la lista di Centro democratico. Quando stavo per firmare l’accettazione della candidatura, mi sono accorto che nella stessa lista era candidato pure Pino Libertucci che aveva fatto l’apparentamento. E non c’erano altri esponenti (come Felice Di Donato e Aldo Giglio) che avrebbero potuto fare da supporto. Io ho il mio bacino di voti, ma per essere eletto non posso fare miracoli. C’è bisogno di altri ‘portatori d’acqua’. E’ per questo motivo che ho deciso di fare un passo indietro e candidarmi con la lista ‘E’ Ora’”.

In pratica, l’ex assessore al Bilancio avrebbe giudicato troppo ‘leggerina’ la lista di Centro democratico, infarcita di volti sconosciuti alla politica locale. Una lista che probabilmente, anche sulla base di valutazioni degli addetti ai lavori, rischia di non riuscire a superare la soglia di sbarramento alle Amministrative del 26 maggio e ad avere propri rappresenti nell’assise civica.

verbalino documento giunta Comune Campobasso

“E’ vero – aggiunge quando viene incalzato sulla firma del documento di fedeltà ad Antonio Battista – che ho firmato il ‘verbalino’, ma poi mi dovevano fare una proposta coerente e veritiera. Io non posso fare quoziente da solo”. “Io per coerenza ho rispettato l’appartenenza ad un partito in cui milito da 15 anni – sottolinea ancora – e non ho potuto mantenere fede all’impegno preso nel centrosinistra. Anche perchè, a differenza di cinque anni fa, questa volta l’Udc non sostiene la coalizione di centrosinistra ma quella di centrodestra“.

Massimo Sabusco, ad ogni modo, è in buona compagnia: sono passati con il centrodestra anche l’assessore Francesco De Bernardo (che ha raggiunto ‘l’amico’ Salvatore Colagiovanni ai Popolari) e i consiglieri comunali Antonio Molinari, Gianluca Maroncelli, Antonio Di Renzo, Francesco Sanginario, Federico Sarli, Pietro Montanaro, Elio Madonna, Antonio Columbro. Addirittura doppio il ‘salto’ di Michele Coralbo: eletto nel 2014 in Costruire democrazia (polo civico), poi passato nella maggioranza di Antonio Battista e ora candidato nel centrodestra.