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40mila euro da restituire all’Asrem entro 1 mese. 900 guardie mediche in rivolta: scatta il maxi ricorso

Com'era prevedibile l'Asrem ha dato attuazione al decreto del commissario alla sanità e chiesto ai medici della continuità assistenziale di restituire le somme percepite negli ultimi dieci anni come prevedeva l'Accordo regionale approvato dall'ex governo Iorio nel 2007. Il sindacato Fimmis annuncia un mega contenzioso: "E' una mazzata, un provvedimento ingiusto. Ci rivolgeremo al Tribunale".

Il termine è perentorio: 30 giorni di tempo per restituire all’Asrem i rimborsi percepiti per dieci anni. Rimborsi che per il commissario alla sanità Angelo Giustini sono stati “indebitamente percepiti” sulla base della sollecitazione della Corte dei Conti e delle risultanze di una indagine della Guardia di Finanza. Sono 900 i dottori di guardia medica che in questi giorni hanno ricevuto il sollecito da parte dell’Azienda sanitaria. C’è chi dovrà restituire oltre 40mila euro. Numeri e somme fornite dal sindacato Fimmg e che stanno facendo gridando allo scandalo i diretti interessati, ‘colpevoli’ di aver firmato dodici anni fa il contratto con la Regione Molise che aveva ancora competenze in materia sanitaria dal momento che ancora non iniziava il commissariamento.

Nel 2007 l’allora governo Iorio aveva approvato l’Accordo regionale decentrato che recepiva l’intesa nazionale fissando gli importi de destinare alle guardie mediche: 1,70 euro ad ora come indennità assicurativa contro atti vandalici o calamità naturali e 1,30 euro a ora come indennità di assistenza pediatrica.

Una ‘mazzata’ per molti medici che dovrebbero restituire somme superiori anche ai 40.000 euro”, la denuncia del dottor Giancarlo Totaro. Le somme sono state richieste attraverso una raccomandata spedita da via Ugo Petrella.

Secondo l’organizzazione sindacale “prima della costituzione in giudizio è dovere della Asrem quantificare gli importi da richiedere ad ogni singolo medico”. Il conteggio infatti non sarebbe stato fatto “essendo tale importo di 3 euro l’ora diverso da medico a medico”. Inoltre “gli importi lordi devono avere la decurtazione degli oneri fiscali e previdenziali”. Quindi, “non si possono richiedere la ‘ripetizione degli importi percepiti negli ultimi 10 anni’ senza il calcolo di tali somme al netto e senza calcolare la variazione negli anni sia dei contributi previdenziali che delle aliquote contributive che sicuramente sono cambiate negli anni, così come la possibile variazione delle fasce di imponibile di appartenenza”.

Per gli stessi diretti interessati, “trovare da un giorno all’altro tale cifra sarà impossibile”.

A questo punto il maxi contezioso contro l’Asrem sarà aperto ma, la previsione di Totaro, “potrebbe costare molto caro alla sanità molisana. I vertici della sanità molisana commissariata si stanno assumendo una grossa responsabilità nel mettere in discussione ed impugnare la legittimità di indennità previste dall’AIR e procedendo con atti esecutivi che interrompono il pagamento di indennità”. Il sindacalista ricorda che esistono già pronunciamenti di tribunali di altre regioni che hanno già fatto chiarezza e riconosciuto la validità dei contratti regionali come atti perfettamente legittimi.

La guerra insomma è agli inizi.

Negli ambienti medici c’è rabbia bei confronti di un provvedimento che li danneggia, che considerano “ingiusto e frettoloso”. Il decreto del commissario Giustini dunque sarà impugnato davanti ai giudici. Le guardie mediche chiederanno anche il risarcimento per i danni subiti, compresi le spese legali, quelle di giudizio e  l’eventuale danno all’immagine. I dottori infatti non ci stanno a passare per “ladri” che hanno ‘rubato’ somme che invece erano previste dall’Accordo regionale.