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Tramontano aspirante sindaco, ‘tsunami’ nel centrodestra. Centristi e civiche in rivolta: “Andiamo soli”

Popolari e movimenti in rivolta contro la decisione di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia di ufficializzare la candidatura di Alberto Tramontano. Le civiche chiedono l'intervento del governatore Donato Toma che dice: "Non si possono mortificare le sensibilità territoriali". Il partito di Vincenzo Niro tira dritto: cinque liste a sostegno di Corrado Di Niro, presidente dell'Associazione costruttori edili, uno dei nomi proposti nei summit della coalizione.

Gli effetti della ‘investitura ufficiale’ di Alberto Tramontano iniziano ad arrivare attorno alle nove di sera. Un paio di ore prima, dopo un pomeriggio di fibrillazioni, c’era stato il colpo di scena: con una accelerata inaspettata Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno ‘blindato’ le candidature del professore a Campobasso e di Francesco Roberti a Termoli.

I coordinatori regionali Tartaglione, Mazzuto e Di Sandro hanno in pratica concretizzato quello che era stato già deciso una decina di giorni fa nel quartier generale di Silvio Berlusconi: la spartizione territoriale dei Comuni (con più di 15mila abitanti) al voto il 26 maggio.

E’ da questo momento, quando diventa chiara la vittoria dei giochi di potere decisa dai leader nazionali, che il capoluogo diventa l’epicentro di uno tsunami politico. C’è chi parla di una ‘fuga’ dei candidati dalle liste. Trapelano nervosismi, con i referenti locali dei partiti non ci stanno a farsi ‘asfaltare’ in questo modo.

Ci sono malumori nell’Udc. Invece Vincenzo Niro, leader dei Popolari per l’Italia, colui che aveva proposto le primarie intuendo probabilmente il caos che sarebbe scoppiato nel centrodestra, riunisce in fretta e in furia i suoi per varare le contromosse. E intorno alle 21 di ieri, 8 aprile, nel summit viene ribadito che “alle imposizioni di Roma non ci stiamo, Alberto Tramontano non sarà il nostro candidato sindaco, correremo da soli”. Chi era presente alla riunione riferisce che il candidato su cui i centristi punteranno sarà Corrado Di Niro, presidente dell’Acem (Associazione costruttori edili) e fratello di Gaetano, uno dei componenti del consiglio di amministrazione della Sea, uno dei nomi proposti al tavolo (assieme a quello di Francesco Pilone e di Francesco Del Greco) e gradito – raccontano – ad una parte del centrodestra e alle civiche. 

corrado di niro

A quel tavolo, riunito lo scorso 29 marzo e sulla cui utilità ora ci si interroga, il nome di Di Niro venne lanciato da ‘Campobasso del futuro’ e da ‘Campobasso al centro’, due nuovi movimenti che ora non nascondono malumori.

Angelo Santoro, rappresentante di ‘Campobasso del futuro’ ed ex presidente dell’Acem, riferendosi alla ‘blindatura’ di Tramontano parla di “un fulmine a ciel sereno”. Prende le distanze “dal modus operandi di una parte del centrodestra e da un modo di fare unilaterale e distante dalle esigenze e dalla volontà popolare“. Chiede l’intervento del presidente Donato Toma e la convocazione di un tavolo aperto alle liste civiche “così come è avvenuto a marzo e nei quali la Lega è apparsa sempre latitante”. A suo dire, questo è l’unico modo per arrivare ad una “una scelta condivisa e concordata”. 

Discorso simile lo fa ‘Campobasso al centro’ con un comunicato quasi fotocopia. “Una scelta non condivisa, unilaterale e distante dalla volontà popolare”, si legge. Anche in questo caso viene ribadito l’appello al governatore per ritrovare l’unità attorno ad una “una scelta democratica“. Campobasso al centro inoltre minaccia di uscire dalla coalizione di centrodestra: “Siamo pronti, qualora restassimo inascoltati, a effettuare altre scelte sempre nell’ambito del centrodestra”.

lista cb al centro Corrado di niro

Infine, c’è la posizione di Democrazia Popolare, contrario al metodo di scelta e a un candidato calato dall’alto. Il movimento che fa capo a Lorenzo Cancellario, che aveva proposto le primarie e il nome di Francesco Pilone al tavolo del centrodestra, invita Toma a convocare urgentemente il tavolo del centrodestra. “Democrazia Popolare sarà al fianco del candidato del centrodestra”, puntualizza Cancellario.

Per lo stesso governatore, che si era impegnato in un’opera di mediazione soprattutto nei confronti della Lega, ricomporre i cocci del vaso sarà un’impresa. Il diktat romano non l’ha gradito nemmeno lui: “Non si possono mortificare le sensibilità territoriali”. Non nasconde il dissenso nei confronti delle imposizioni romane e in queste ore proverà il tutto per tutto. Ma forse ora serve un ‘miracolo’ politico. Lo spetto della debacle di cinque anni fa (il centrodestra si presentò diviso con due candidati, Michele Scasserra e Gino Di Bartolomeo) fa ‘tremare’ qualcuno, mentre ridà speranza al Movimento 5 Stelle e al Pd. Il risultato delle urne – se il quadro resta questo – non è affatto scontato.