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Tagli ai fondi per i più deboli e costi extra per le ‘poltrone’ negli enti, Pd contro Toma: “Scelte da macelleria sociale”

I consiglieri regionali Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla accusano il governo regionale e promettono battaglia in Aula: "Ci sono un milione di euro in meno per le politiche sociali e 14 milioni di entrate aleatorie. Ci batteremo come leoni con emendamenti e ordini del giorno per ripristinare i finanziamenti per asili nido, anziani e disabili". Critiche anche al Contratto di governo del premier Conte: "Non c'è un euro per finanziare i progetti presentati".

Nel giorno del Venerdì santo il Pd suona il ‘requiem’ al governo nazionale e regionale: il primo perchè ha proposto un “Contratto istituzionale di sviluppo senza che abbia stanziato un solo euro”, mentre il secondo ha approvato un bilancio che “potrebbe avviare una macelleria sociale”. Il documento contabile regionale sarà in Aula da sabato 27 aprile. E i rappresentanti dem a palazzo D’Aimmo sono pronti a presentare emendamenti e due ordini del giorno, uno per ripristinare risorse in favore dei più deboli (anziani, disabili, asili nido, classi primavera), l’altro per azzerare l’Irap regionale sulle imprese delle aree interne.

Proposte illustrate dal capogruppo Micaela Fanelli e dal consigliere regionale Vittorino Facciolla. Nell’incontro con i giornalisti convocati in via Ferrari quest’ultimo denuncia “14 milioni di euro previsti dalla giunta come entrate: 11 milioni dal trasporto urbano, altri 3 dal pagamento dei bolli auto. Ma sono entrate totalmente aleatorie”. Al tempo stesso “avremo un milione di euro in meno per le politiche sociali, quelle che il governo Frattura (nel quale lo stesso Facciolla aveva le deleghe al sociale, ndr) aveva aumentato. Nel 2018 il Molise era tra le prime regioni italiane per la spesa sul sociale. perciò, in Aula ci batteremo con una serie di emendamenti che siamo convinti che troverà una maggioranza trasversale”.

Anche perchè ci sono “risorse aggiuntive su capitoli di spesa che non sono giustificabili e che invece riguardano altre vicende”. Il riferimento è alla moltiplicazione delle poltrone e ai costi che i molisani dovranno pagare per quegli incarichi: “I commissari delle Comunità montane sono passati da 3 a quattro, pagheremo 80mila euro al nuovo presidente di Molise Acque. I centri di costo sono aumentati“.

Facciolla critica pure un altro aspetto del bilancio regionale: “La quota di compartecipazione prevista è assolutamente insufficiente”. Cosa vuole dire? La quota di compartecipazione è in pratica la somma che la Regione deve accantonare unitamente ai finanziamenti che eroga l’Unione Europea. In questo modo, ad esempio, vengono pagati i fondi in agricoltura. “Agea, ad esempio, non eroga i fondi alle imprese agricole se la Regione non paga la quota di compartecipazione”, sottolinea il consigliere regionale.

“Se la Regione non prevede le risorse, dunque, rischiamo di non far ripartire alcuni reparti”, insiste. In pratica, “con questo bilancio si sta navigando a vista. Questo bilancio poteva avviare riforme per un territorio che ha enormi difficoltà”.

Micaela Fanelli rincara la dose: “Oltre a presentare una mini-contromanovra su aree interne, riforma delle aliquote (perchè i piccoli negozi pagano le imposte come le attività commerciali di Roma e Milano) e imprese, chiediamo di  ripristinare i fondi del sociale: hanno azzerato i fondi per gli asili nido e per le classi primavera”. Poi un giudizio tranchant: “Questa manovra regionale copia documenti programmatici del governo precedente”.

I democratici sono scettici anche sul Contratto istituzionale di sviluppo. In sintesi, spiega ancora la Fanelli, “è positivo che un premier sia venuto due volte in Molise dimostrando attenzione al territorio, così come è stata positiva la risposta degli amministratori e del territorio, e lo dimostrano le oltre 200 domande presentate”. Ma “ad oggi non c’è un euro per i Contratti istituzionali di sviluppo, non ci sono soldi nel Def nè nella legge di Bilancio oppure nella riprogrammazione dei fondi strutturali”. Per questo il Pd annuncia una interrogazione al presidente della Regione Donato Toma che si aggiunge alla richiesta di un Consiglio regionale monotematico sull’argomento perchè “è necessario un momento di verità”. C’è anche un altro motivo: “Il Consiglio regionale non può essere esautorato nella programmazione  e nelle scelte che riguardano il territorio. Prerogative che non possono essere cancellate da scelte spot a un mese dalle elezioni”.

Dunque, l’assise di via IV Novembre ha il compito “di discutere, esprimersi formalmente sul Cis e di scegliere un’unica opera su cui investire. E’ anche un modo per lanciare una sfida al governo nazionale”. Per i rappresentanti dem c’è una priorità: “Il raddoppio della Bifernina, di cui si parla da dieci anni”.