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Storia, tradizione e cultura: tutto pronto per il “Galà Castel Monforte, premio San Giorgio”

Un’occasione per tributare il giusto merito a quanti hanno esaltato l’immagine del capoluogo in ambito culturale, sportivo e sociale; un appuntamento per ‘restaurare’ l’importanza e il valore autentico del santo patrono del capoluogo

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Celebrare degnamente l’importanza del santo patrono di Campobasso; offrire il giusto plauso a chi, nell’ultimo anno, ha saputo render lustro all’immagine della città nei settori della cultura, dello sport e del sociale.  Il “Premio San Giorgio” abbraccerà il suggestivo scenario del Castello Monforte, per il Galà in programma il 18 maggio prossimo, a partire dalle ore 20.

La serata di presentazione e premiazione – nel corso della quale saranno protagonisti cittadini, istituzioni, associazioni e società sportive capaci di conferire prestigio al capoluogo attraverso il loro impegno – sarà impreziosita da momenti di degustazione, spettacoli musicali e intrattenimento, ma rappresenterà soprattutto l’occasione giusta per ufficializzare anche gli esiti dell’encomiabile iniziativa sportivo-solidale “Il sorriso dei record”,  ideata per raccogliere fondi in favore delle fasce più deboli e permettere così anche ai bimbi più poveri di praticare sport.

Questa mattina (23 aprile), nella chiesa di San Giorgio, è stato presentato il programma dell’appuntamento.

“Questo progetto poggia le basi su alcuni elementi fondamentali – ha spiegato Mario Mandrone – In primo luogo ci sono la figura del santo patrono e la sua festività, che vogliamo rilanciare dal punto di vista storico e sociale. E poi c’è la necessità di esaltare un monumento in cui tutti i campobassani si identificano: il castello Monforte. Crediamo sia importante per un centro come Campobasso riappropriarsi del suo ruolo, anche in termini turistici, ed è anche da qui che proviene l’idea di istituire un premio per i suoi figli”.

“L’amministrazione ha abbracciato questa iniziativa, credendo fermamente in tutta l’organizzazione come negli obiettivi dell’evento – ha detto l’assessore alla Cultura, Lidia De Benedittis – Sarà un momento importante per dare onore a tutti i campobassani che durante l’anno hanno dato lustro alla città, ma soprattutto per rilanciare l’immagine del santo patrono”.

La rilevanza della serata del 18 maggio è stata sottolineata anche dall’assessore allo Sport del Comune, Maria Rubino: “Si tratta di una iniziativa di grande spessore per rimarcare la figura del nostro San Giorgio, emblema del bene che vince sul male, ma anche virtuoso esempio per le nuove generazioni. Un’attività nel cui solco va ad inserirsi anche il senso della ‘partita di pallavolo da Guinness dei primati’ dello scorso settembre, capace di suscitare una partecipazione straordinariamente calorosa. La raccolta fondi connessa alla manifestazione sportiva è servita ad aiutare dei bambini in difficoltà e nella serata di gala scopriremo sia i risvolti della partita, che i risultati della campagna solidale. Inoltre, c’è grande attesa per conoscere il bassorilievo realizzato dai ragazzi del liceo artistico di Campobasso, un’opera che sarà regalata dagli studenti alla città”.

Premio San Giorgio

Ad analizzare aspetti storici e sociali della festività patronale è stato invece don Luigi Di Nardo: “Sarà un’occasione propizia per riscoprire il valore di San Giorgio, figura venerata in tutto il mondo con amore e zelo. Non tutti sanno, però, che in antichità il protettore della nostra città era San Michele arcangelo. La scelta di San Giorgio venne in qualche modo accompagnata da alcuni eventi storici precisi. Da un lato, ad esempio, la scomparsa della chiesa intitolata all’arcangelo, che sorgeva sempre nella zona dei Monti. Dall’altro, poi, il racconto di alcuni accadimenti legati al territorio e alla sua tradizione”.

Tra questi, una certa narrazione legata agli scontri con i paesi limitrofi e al presunto intervento del “santo guerriero” per proteggere il popolo e far cessare le ostilità.

“Si narra – ha aggiunto don Luigi – come nel corso di un assedio avvenuto nel XIII secolo ai danni della nostra città, le  campane della chiesa di San Giorgio cominciarono a suonare così forte da stordire i nemici e farli scappare. I nostri antenati, in quel momento riuniti in preghiera proprio in quel luogo sacro, si accorsero dell’accaduto e attribuirono il merito di quell’evento al santo” (che qualcuno, secondo la leggenda, vide addirittura apparire e scacciare gli eserciti rivali).

“Sempre a San Giorgio vengono attribuiti gli interventi che salvarono la città da una tempesta e dalla terribile peste, prima di giungere così, il 16 aprile del 1661, alla ‘bolla’ con cui Mons. Celestino Bruno, vescovo di Bojano, ufficializzava San Giorgio quale patrono del capoluogo.

Oggi forse c’è un po’ di disaffezione verso questa figura e verso la sua festa, ma non dobbiamo dimenticare il nostro patrono: un emblema di coraggio, prezioso soprattutto per i più giovani, affinché sappiano combattere anche nelle situazioni più incerte e difficili”.

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