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Giorni decisivi per chiudere gli accordi, i candidati sindaco saranno almeno 5

Ormai certo il nome di Remo Di Giandomenico, si attende solo l'ufficialità per Angelo Sbrocca, Nick Di Michele e Francesco Roberti, mentre è pressoché sicuro che il gruppo civico vicino a Daniele Paradisi e Paolo Marinucci sarà in corsa con un proprio candidato alla carica di primo cittadino. Fra le ipotesi Oreste Campopiano. Senza escludere altri possibili aspiranti alla massima carica cittadina, soprattutto nella sinistra estrema

Potrebbe essere un fine settimana decisivo per la scelta dei candidati a sindaco delle varie formazioni che si presenteranno alle comunali del 26 maggio prossimo. Al momento però emerge con nitidezza che gli aspiranti sindaco saranno almeno cinque, se non di più. Per ora tuttavia l’unico nome certo, per sua stessa ammissione, è quello di Remo Di Giandomenico.
Il ‘Gattone’, già sindaco per quattro mandati fra gli anni Ottanta e i primi anni del nuovo secolo, ha trascorso gli ultimi due mandati in minoranza. Nonostante la veneranda età, 74 candeline spente lo scorso novembre, Di Giandomenico sarà a capo di una coalizione civica. Difficile dire quante liste avrà a sostegno, se due o più, ma sicuramente potrà “dare fastidio” ai rivali, non solo quelli di centrodestra, che è l’area alla quale apparteneva nei tempi d’oro che l’hanno portato in Parlamento.

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Altro nome quasi certo, in attesa di via libera dai vertici nazionali, è quello di Nick Di Michele del MoVimento Cinque Stelle. Lui ha la lista pronta e l’ha inoltrata al partito tramite la piattaforma Rousseau. Si attende solo che Casaleggio e i suoi dicano sì ai 24 nomi presenti a sostegno del consigliere comunale pentastellato. Il M5s per altro sarà da solo anche stavolta, poiché pare tramontata l’ipotesi che ci sia un’alleanza con liste civiche locali.

Amministrazione Sbrocca

Civiche invece saranno le formazioni che dovrebbero confluire in una sorta di polo trasversale molto simile a quello che cinque anni fa sostenne la candidatura di Paolo Marinucci. Rispetto al 2014 però ci sono diverse novità. Innanzitutto molti candidati sembrano essersi spostati in altre coalizioni e una costola importante di quella squadra potrebbe allearsi col centrosinistra. Probabile quindi che le liste di questo polo siano ben inferiori a cinque come fu un lustro fa. Novità infine anche nel nome del candidato sindaco, dato che Paolo Marinucci non pare propenso a riprovarci.

Negli ultimi giorni è stato ipotizzato che il prescelto possa essere Oreste Campopiano, noto legale termolese in passato nel centrodestra, poi nel centrosinistra e l’anno scorso candidato deputato di Leu. Proprio lui ha espressamente affermato di avere la volontà di esserci in prima persona, sottolineando l’importanza di un impegno civico.

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A prima vista una squadra come questa nascerebbe con tutto l’effetto collaterale di rosicchiare terreno, leggasi voti, al centrosinistra. Nella maggioranza che ha governato Termoli negli ultimi cinque anni i giochi non sono chiusi, sebbene le possibilità che Sbrocca venga defenestrato siano ridotte al lumicino, con buona pace del segretario uscente del circolo locale del Partito democratico, Antonio Sciandra, che al neo segretario regionale Vittorino Facciolla ha ribadito la posizione sua e dei seguaci di Laura Venittelli, i quali ritengono perdente l’ipotesi Sbrocca bis, cui non hanno garantito sostegno e spingono per una soluzione diversa, poiché a conti fatti dopo l’uscita dei Popolari dalla squadra di governo le possibilità di conferma del primo cittadino vengono reputate quasi nulle.
Difficile però che la coalizione faccia scelte diverse, anche perché a favore del primo cittadino giocano non solo la vicinanza politica e personale di Facciolla, ma anche un supporto civico poco rumoroso ma non certo inesistente di una parte di cittadini che ne apprezzano l’operato. Sulle liste, come detto in precedenza, si sta lavorando e dovrebbero essere almeno cinque: quella del Pd, una di fedelissimi di Sbrocca, una costruita da Facciolla, una civica più di sinistra e un’altra trasversale.

Consiglio comunale Termoli

Per l’ufficializzazione c’è da attendere, ma può darsi che a sbloccare l’impasse arrivi la visita molisana del parlamentare dem Ettore Rosato, il ‘papà’ della contestata legge elettorale con cui gli italiani hanno rinnovato il Parlamento nel marzo 2018. Sarà un sabato molisano per Rosato, atteso prima a Campobasso e poi a Termoli per delle consultazioni probabilmente decisive.

Più fluida invece la situazione nel centrodestra, dove il prescelto sembra essere Francesco Roberti, attuale esponente di minoranza di Forza Italia. L’ingegnere e insegnante dell’Itis è stato scelto a Roma, dopo la spartizione elettorale fra i maggiori partiti, e a Termoli nessuno è davvero contrario alla scelta. Pur se in passato fra Roberti e Di Brino sono volate parole grosse, l’ex sindaco sembra aver sotterrato l’ascia di guerra per il bene della coalizione che oggi in Italia appare favorito pressoché ovunque.

Francesco Roberti

Fuori dal coro al momento i Popolari, che per bocca di Vincenzo Niro hanno detto “no alle imposizioni”. C’è da far loro digerire la scelta, ma contro Roberti non c’è alcunché, tanto che i Popolari che hanno governato con Sbrocca vedono come l’interlocutore ideale l’esponente di Fi per tornare nel centrodestra. Ulteriore sponsor di Roberti è poi Donato Toma. Il governatore è un amico ed estimatore dell’ingegnere e intende ricambiare il favore avuto un anno fa, quando il termolese si spese molto per l’elezione del commercialista originario di Napoli al più alto scranno regionale. Al momento l’unico vero motivo ostativo per la candidatura di Roberti sembra essere l’ipotesi che l’accordo salti a Campobasso, dove la Lega ha indicato Alberto Tramontano fra i mugugni dei centristi. Ma all’ombra del Monforte pare che la questione si stia risolvendo, lasciando quindi alla Lega il capoluogo e a Forza Italia la maggiore città turistica molisana.

Con Roberti si ipotizzano 7 o addirittura 8 liste: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Popolari, un’altra formazione centrista ancor da definire, le civiche Prima Termoli e Sì Amo Termoli e a quanto pare un’altra possibile squadra di giovani.
Queste le coalizioni, poli, squadre o come le si vuole definire, che finora sono emerse. Ma non è da escludere che tanto nell’estremo sinistra, quanto nell’estrema destra, o persino in altri ambienti civici, venga fuori un altro papabile sindaco totalmente fuori dagli schemi.