Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

L’inno alla Madonna e il ‘Teco vorrei’ come un rito collettivo: la tradizione si rinnova a S. Maria della Croce

Chiesa affollata per la fine del settenario dedicato alla Vergine Addolorata. Una manifestazione religiosa antica, che ha il clou nell'esecuzione della cantata sacra “Oh di Gerico Beata”, intitolata così dal maestro De Nigris.

Un rito collettivo, in grado di rendere più saldi i legami di una comunità che riscopre ogni anno che passa l’incanto di una tradizione mista alla devozione.

Settenario Campobasso

Nella chiesa di Santa Maria della Croce a Campobasso si è concluso questa sera – 13 aprile – il settenario dedicato alla Vergine Addolorata, svolto dopo la celebrazione presieduta dal vescovo Bregantini e celebrata da don Michele Tartaglia. Una manifestazione religiosa antica, che ha il clou nell’esecuzione della cantata sacra “Oh di Gerico Beata”, intitolata così dal maestro De Nigris, autore di parole e musica, composta poco prima del 1890. Comunemente è conosciuto dai campobassani come il canto dello “zucheta-zù”, una specie di botta e risposta tra violini e contrabasso.

“Un brano composto per Campobasso da un campobassano”, è stato ricordato stasera dall’inossidabile maestro Antonio Colasurdo che anche quest’anno ha guidato con sapienza il coro e i musicisti. Ad accompagnare il canto lo storico organista Gastone Di Soccio.

Settenario Campobasso

Chiesa affollata, con la statua della Madonna in primo piano. E poi le sedute piene e le persone in piedi strette strette, con il respiro quasi trattenuto e lo sguardo rivolto verso l’altare. Occhi che si sono inumiditi quando sono cominciate a risuonare le note del ‘Teco vorrei’, il canto struggente che ha concluso il settenario. E’ lo stesso che accompagna la processione del Cristo morto nel Venerdì santo campobassano. E alla fine un applauso scrosciante nel quale si scioglie la commozione: il pubblico verso i cantori e i musicisti e loro verso chi in silenzio ha partecipato commosso alla loro esibizione.

Settenario Campobasso

Quest’anno non c’era il tenore Nello Toti a causa di un problema alla gola. Inoltre, è stata introdotta una novità: la base musicale è stata innovata da Alessio Colasurdo. Ma “gli aggiustamenti hanno salvaguardato la tradizione, non è stato tolto nulla al passato”, ha spiegato il maestro Colasurdo.