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Sacro e profano: folla commossa per il ‘Teco vorrei’. Ma le bancarelle offendono la processione del Cristo morto

Strade piene di fedeli per la processione del Cristo Morto: lacrime ed emozione sulle note del 'Teco Vorrei' composto dal maestro Michele De Nigris su versi di Pietro Metastasio e intonato dall'imponente coro. Unica nota stonata: le bancarelle che hanno rovinato l'atmosfera di devozione, Proteste tra i campobassani.

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Le prove alle 17 nell’antica piazzetta. Mentre le strade del centro urbano si chiudono al traffico e i vicoli del borgo comunicano a riempirsi. Di gente, famiglie e bambini. Nella chiesa di Santa Maria della Croce, dove giace Gesù morto assieme alla Madre Addolorata c’è l’andirivieni di fedeli intenti in una preghiera, in una supplica al Cristo, in una raccomandazione alla Madonna.

Venerdì santo processione 2019
prove coro Venerdì Santo Campobasso 2019

Tutto come da programma, non ci sono ritardi sulla tabella di marcia e alle 18 il corteo funebre guidato dal vescovo Giancarlo Bregantini è pronto a celebrare la passione del Figlio appena morto, lo strazio della Madre.

L’ imponente coro di settecento voci piange, il suono del tamburo detta il battito dei cuori, gli abiti neri ricordano la sofferenza del Figlio, i volti mesti dicono che è il Venerdì Santo di Campobasso.

La città brulica. Come sempre. Anche quest’aspettativa non è delusa. Balconi affollato, fioriere che si trasformano in angoli dai quali assistere meglio al passaggio del cristo, bambini a cavalcioni, per chi crede e chi no, la Passione di Cristo a Campobasso si vive sempre con la stessa identica emozione che spezza il fiato e le ginocchia, che accappona la pelle e strappa le lacrime. Una fila interminabile di persone attraversa tutta la città, le mani delle donne snocciolano la corona del rosario e nel mentre passano tra due ali di folla che riempie strade e marciapiedi.

C’è silenzio. Ovunque. Ad interromperlo ci sono le voci che intonano il ‘Teco vorrei’ composto dal maestro campobassano Michele de Nigris su versi di Pietro Metastasio. Un coro imponente diretto dal maestro Antonio Colasurdo.

Poco prima delle 20 l’arrivo e la sosta davanti al carcere. E’ uno dei momenti più coinvolgenti della processione.

Ci sono la direttrice della casa circondariale Irma Civitareale, il comandante della Polizia Penitenziaria Ettore Tomassi assieme agli agenti, il cappellano don Pasquale D’Elia, il personale dell’area educativa, le associazioni di volontariato e le cooperative sociali.

Gennaro, un detenuto campano che sta scontando la sua pena nella Casa circondariale di via Cavour, legge con voce tremolante la preghiera alla Vergine Addolorata: “Aiutaci a portare ogni giorno la nostra croce con la pace nel cuore, aiutaci a comprendere i nostri errori e a trovare la forza per riprendere un cammino sereno ed onesto fondato sulla legalità”, dice. “Sostieni e rendi sempre autentico il nostro desiderio di contribuire alla costruzione del bene comune attraverso azioni riparatorie in favore della comunità esterna, che possano riscattare le nostre colpe”.

La prima preghiera del vescovo è per chi soffre: “Raccogliamo le lacrime dei tanti ammalati“, scandisce. Bregantini rivolge un pensiero particolare ai due sacerdoti campobassani che stanno lottando contro le malattie: don Giovanni Diodati ricoverati all’Hospice di Larino e don Giovanni Pompilio nel reparto di Rianimazione del Cardarelli. Poi un monito alle prossime elezioni (“Le forze politiche in campo più che scontrarsi pensino al bene della città”) e una preghiera accorata per i ragazzi, sempre più giovani, che cadono nell’inferno della tossicodipendenza. A Campobasso ne sono sempre di più, giovanissimi che provano eroina e cocaina, come riferiscono quasi quotidianamente le cronache.

Bancarelle Venerdì Santo 2019 Campobasso

A rovinare il clima di devozione e di preghiera le immancabili bancarelle, che anche quest’anno (con una scelta che si poteva forse evitare) l’amministrazione comunale di Campobasso ha voluto che si disponessero in centro, lungo le vie di passaggio della processione del Cristo morto. E c’è chi non ha nascosto la propria indignazione, come il nostro lettore Domenico Ambrosio che ci ha inviato le foto e commentato così: “Dall’amore sacro e quello profano De Andrè cantava in processione la meretrice e il crocefisso. Il Venerdì Santo che tanto commuove e appassiona noi campobassani viene anche quest’anno villipeso dal meretricio che l’ amministrazione comunale, volendo emulare il cantautore, ci propone col titolo” bocca di nocelle””.

Bancarelle Venerdì Santo 2019 Campobasso

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