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Raccolta firme per ‘salvare’ il reparto di Otorino: grande partecipazione, almeno 700 firme contro la chiusura

Prosegue a ritmo spedito la raccolta firme per riattivare la Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Timoteo di Termoli.

Numeri certi finora non ce ne sono ma si stima che le adesioni raccolte fino ad oggi siano nell’ordine delle 600 o 700. Ma appunto di stime si tratta, provvisorie e non affidabili. Solo dopo le festività pasquali inizierà infatti la raccolta dei fogli della petizione e dunque si avrà reale contezza della sortita di questa iniziativa. I fogli della petizione stanno circolando in tutta Termoli, distribuiti perlopiù presso conoscenti.

Petizione per riattivazione Otorino a Termoli

Ricordiamo che è di circa una settimana fa l’avvio della petizione popolare che intende ‘salvare’ il reparto un tempo fiore all’occhiello della sanità molisana. La richiesta portata avanti dai fautori della petizione, indirizzata ai vertici della Regione e dell’Asrem, è di riattivare ufficialmente l’U.o.c. ‘cancellata’ in seguito al riordino seguito al Decreto Balduzzi. Era il 2016 e da allora il reparto del nosocomio termolese è stato declassato e conta ora di soli due posti letto (in Chirurgia generale cui il reparto è stato accorpato) e due soli in day surgery, ovvero per quelle operazioni per cui il paziente viene dimesso in giornata.

È del 18 aprile l’adesione di Nicola Felice, presidente del Comitato san Timoteo che nelle ultime ore ha ufficializzato di partecipare alle prossime elezioni amministrative a sostegno di D’Ambrosio – che ha dichiarato, attraverso un comunicato inviato agli organi di informazione, pieno sostegno all’iniziativa. “Continua lo stillicidio verso le strutture sanitarie del Basso Molise ed in particolar modo all’ospedale San Timoteo di Termoli – le parole del sindacalista, presidente del Comitato San Timoteo -. Il  P.O.S. (piano operativo sanitario, ndr) 2015-2018 prevede un unico ospedale regionale avente tre presidi: il Cardarelli di Campobasso come HUB, il San Timoteo di Termoli e il Veneziale di Isernia”.

Felice chiarisce come “lo stesso famigerato Decreto Balduzzi non esclude la presenza di Unità Operative Complesse nei vari presidi – e dunque – non si capisce perché la dirigenza Asrem continui a penalizzare Termoli ed il Basso Molise chiudendo ulteriori reparti all’ospedale San Timoteo, unico presidio pubblico presente in Basso Molise, accentrando il tutto al presidio ospedaliero di Campobasso”.

Quanto allo specifico caso del reparto di Otorino, Felice rammenta come esso abbia “sempre prodotto attrazione verso i cittadini delle regioni confinanti generando mobilità attiva” che poi sono le stesse argomentazioni degli organizzatori della petizione.

Felice, che ha dichiarato di dare battaglia (come Comitato San Timoteo) a quella che si considera una scelta insensata, ha però scelto di entrare nell’agone politico aderendo al progetto che vede Antonio D’Ambrosio come candidato alla guida della Città con l’unione civica denominata “Un’altra Termoli”. Una scelta politica che, dopo anni di impegno in difesa dell’ospedale, muta radicalmente il tenore e l’opportunità delle posizioni da lui espresse, confinandole inevitabilmente a una parte politica specifica.