Primo maggio, anche i sindacati molisani alla manifestazione di Bologna: “Lavoro e Sud siano priorità”

Cgil, Cisl e Uil parteciperanno all'evento nazionale organizzato nel capoluogo emiliano-romagnolo dove porteranno le piccole e grandi vertenze irrisolte della regione richiamando su di essere l'attenzione del governo nazionale. Non è esclusa una tappa anche a Cesena davanti allo stabilimento della sede legale di Amadori

Il lavoro deve essere la priorità nell’agenda delle istituzioni regionali e nazionali.

Il Molise soffre di una crescente disoccupazione con tassi paurosi. Un fenomeno al quale non si riesce a dare risposte, ecco perché per questo “Primo Maggio” Cgil e Cil e Uil del Molise hanno scelto di aderire alla grande manifestazione di Bologna per portare all’attenzione nazionale le grandi e piccole vertenze irrisolte del Molise.

Bologna e “perché no magari anche una tappa a Cesena allo stabilimento della sede legale di Amadori per un confronto pacifico, qualora fosse possibile, indirizzato ad un ripensamento sulla possibilità di tornare ad investire nella nostra terra” questo è il proposito del segretario Cgil Paolo De Socio.

Partecipare all’evento bolognese dunque per portare anche la voce del Molise e del Mezzogiorno d’Italia che non ce la fa più, e di tutti coloro che un lavoro non ce l’hanno, “che sono alla ricerca senza ottenere risposte – ha spiegato Gianni Notaro della Cisl – giovani e meno giovani e per i quali non è più possibile rinviare la programmazione di adeguate e specifiche politiche economiche che diano una sferzata ai territori”.

“Il rilancio delle aree a propensione industriale, alcune delle quali ormai quasi desertiche non può più essere rinviato – ha poi chiuso la Uil – , bisogna puntare sulle eccellenze “come ad esempio il turismo, l’agroalimentare, ma per farlo è necessario creare le infrastrutture e trasporti adeguati senza i quali non può esserci la rinascita economica; attrarre investimenti incentivando le grandi aziende; sbloccare le piccole opere strategiche per i territori avviando così i lavori nei cantieri edili, fermi da anni”.