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Previsioni allarmistiche e titoli estremi, così il meteo è vittima di fake news: “Attenti a ciò che leggete”

Troppo spesso chi naviga su internet prende ‘per buono’ ciò che legge sui siti, senza verificare se ci si trovi davanti ad una fake news o ad una notizia verificata. A cadere vittime dei titoloni estremi non è solo la cronaca ma anche il meteo che, con l’avvento della tecnologia, è stato minato nella sua veridicità. Ad essere messa in discussione, oltre alla previsione, è anche la professionalità dei meteorologi che lavorano seriamente per fornire un servizio di qualità, come Gianfranco Spensieri, meteorologo della Rai e Presidente di MeteoInMolise che ha sfatato miti, leggende e fake news in uno stage esclusivo offerto dalla Gs Travel

Quante volte ci capita di leggere su vari siti, più o meno attendibili, la parola ‘allerta meteo’? Tante, forse troppe e, nella maggior parte dei casi, si tratta di previsioni senza un minimo di attendibilità, spesso allarmistiche con il solo scopo di raccattare click per vendere spazi pubblicitari.

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Se fino a qualche anno fa aspettavano con ansia la striscia quotidiana del Colonnello di turno dopo il tg che, dati certi alla mano, leggeva e mostrava le previsioni delle prossime ore, con l’avvento di internet il mondo della meteorologia è cambiato tantissimo: uso di termini estremi, allerte inventate e titoli urlati sono diventati un problema serio, danneggiando sia la categoria degli esperti che chi, con il meteo, ci lavora.

E allora di chi ci si può fidare? Gianfranco Spensieri, meteorologo della Rai e Presidente di Meteo In Molise, ha le idee chiare: “Le fake news in ambito meteo – ha commentato – non danneggiano solo chi le legge, ma anche chi vive di turismo tutto l’anno. Per questo bisogna smettere di parlare di allarmi o clima impazzito”.

Tutto questo è spesso fagocitato da noi che, a causa dell’abuso degli smartphone, siamo diventati ossessionati dal voler sapere che tempo farà minuto per minuto, controllando anche 20, 50 volte al giorno i siti pur di sapere se durante il matrimonio, la partita di calcetto o la scampagnata domenicale il tempo sarà clemente o sarebbe meglio rimandare tutto.

Un’evoluzione che è stata protagonista di un incontro tenuto proprio da Spensieri che è stato ospite dell’imprenditore termolese Domenico Guidotti a bordo dell’imbarcazione Zenit della Gs Travel, ieri pomeriggio, venerdì 19 aprile, per parlare proprio di meteorologia. Uno stage esclusivo che, seppur indirizzato al settore nautico, è stato in grado di smussare i tecnicismi riuscendo a rivolgersi anche a coloro che, del meteo, non hanno mai compreso nulla.

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Il problema principale, ad oggi, è la presenza di diversi siti che, dopo aver preso informazioni qua e là sul web, mettono insieme una notizia impacchettandola in modo da creare allarme. Il meteorologo ha quindi fornito un’infarinatura generale per riuscire a capire quali siano le notizie attendibili e quali no, parlando di venti, del tipo di nuvolosità, di bassa ed alta pressione e di come comportarsi in alcune situazioni: “È importante avere tutte le informazioni su questi aspetti prima di mettersi in mare – ha ammesso Spensieri – per riuscire a governare il mare”.

Nel corso degli anni i fenomeni meteorologici sono cambiati e continuano a farlo anche oggi, spiega il Presidente di Meteo In Molise, “portando fenomenologie sempre più estreme, con fenomeni localmente più intensi, ma anche periodi più lunghi e siccitosi e, se il regime pluviometrico non cambierà nel corso dell’anno, cambierà sicuramente la frequenza e la distribuzione delle precipitazioni”.

E se oggigiorno i radar forniscono uno strumento essenziale alla navigazione e alla meteorologia, in passato bisognava fidarsi esclusivamente del proprio istinto, facendo leva sui marinai più esperti che avevano già affrontato situazioni estreme, con mare grosso o trombe marine: “Si imparava tutto dagli anziani, i vecchi lupi di mare – conferma Francesco Guidotti, Capitano con oltre quarant’anni di esperienza –. Riuscivamo a capire l’evoluzione meteorologico guardando il cielo, odorando l’aria ed ascoltando il vento”.

Un aiuto, negli anni in cui la tecnologia non era ancora arrivata nelle vite dei marinai, proveniva dai concittadini che fornivano il massimo del supporto alle imbarcazioni: “In passato ci si aiutava molto di più – ha aggiunto il Capitano -. Se c’era nebbia e le persone nel porto sapevano che c’era un’imbarcazione che doveva rientrare, accendevano dei focolai che fossero visibili dal mare, così da aiutare il Comandante a attraccare in porto in tutta sicurezza”.