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Pd fuori dalle elezioni non fa mea culpa: “Alleati immaturi”

Nessun mea culpa, ma responsabilità addossate agli alleati, per altro senza nominarli. Così il segretario regionale Vittorino Facciolla e quello cittadino Vincenzo Cordisco spiegano la mancata partecipazione del Pd, né col simbolo né coi tesserati, alle elezioni comunali del prossimo 26 maggio.

“In merito alla mancata presentazione di una lista elettorale di centrosinistra per il rinnovo del Consiglio comunale di Campomarino, il Partito Democratico non può che esprimere rammarico avendo impiegato ogni sforzo possibile affinchè, viceversa, venisse composta e depositata per accedere alla competizione elettorale con propri esponenti” si legge in una nota cofirmata da Cordisco e Facciolla.
I due affermano che “con il massimo senso di responsabilita’ politica, il PD ha messo a disposizione valenti e rappresentativi candidati senza opzionare nessun ruolo, nè quale candidato sindaco e nè con logiche spartitorie future.
Altrettanto responsabilmente ha espresso piena convergenza su ambedue i nominativi presenti sul tavolo delle trattative ed interessati a guidare la lista civica – prevalentemente di centrosinistra – che fino a ieri mattina era presente nel panorama politico di Campomarino”.

Insomma un accordo saltato all’ultimo momento che ha comportato un incredibile autogol ancor prima delle candidature. “Appare oltremodo evidente – conclude la nota – che alcuna responsabilità può essere ascritta al Partito Democratico di Campomarino per la mancata presentazione della lista, semmai, l’unica responsabilità ascrivibile al Partito Democratico, è quella d’aver confidato che gli alleati avessero la giusta maturità politica per superare personalismi ed incomprensioni. Così non è stato, con nostro sommo dispiacere”.