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Pacchia finita? Sicurezza pure: 100 migranti in mezzo alla strada. Cas Eden svuotati, meno soldi e operatori

I centri di accoglienza straordinaria del capoluogo si svuotano per effetto della diminuzione degli sbarchi e del decreto sicurezza. "Chi ha perso la protezione, è diventato clandestino e ha deciso di lasciare Campobasso", sottolinea Salvatore Dell'Oglio, coordinatore dei centri di accoglienza Eden. Licenziamenti evitati perchè gli operatori hanno accettato contratti part-time a 4 ore e dunque stipendi ridotti. Tagliati anche i fondi erogati dal governo: da 31 a 21 euro.

Sui balconi non ci sono più i panni stesi. Nè gli altri oggetti che facevano intuire la presenza umana. Svuotati pure gli interni degli appartamenti. Ora sono silenziosi ma erano diventati la ‘nuova’ casa dei migranti che, dopo la traversata nel Mediterraneo, erano arrivati a Campobasso. Molti sono andati via dopo aver perso la protezione internazionale lasciando il capoluogo molisano. E, complice la diminuzione delle presenze, due centri di accoglienza straordinaria alla fine hanno chiuso: il Cas Eden 2 e il Cas Eden 5, entrambi vicini al Caffè Prestige. Siamo nella zona industriale di Campobasso, l’area in cui tali strutture si concentrano.

In totale circa cento migranti ha lasciato la città. Uno degli effetti è stato l’accorpamento dei centri esistenti. “Non sono stati chiusi a causa di provvedimenti della Prefettura, ma sono calate le presenze. Parecchi hanno terminato il percorso di accoglienza e il Ministero, tramite le Prefetture, aveva già previsto una razionalizzazione dando la possibilità di accorpare i centri”, sottolinea Salvatore Dell’Oglio, coordinatore dei centri di accoglienza Eden. 

Il Cas Eden contava su sette strutture, adesso ne sono cinque. E sono stati razionalizzati spazi e dunque i costi dei centri di accoglienza. Ovviamente la riorganizzazione ha riguardato anche gli operatori: i licenziamenti sono stati evitati perchè hanno accettato tutti di diminuirsi ore di lavoro accettando contratti da full-time a part-time da 4 ore e dunque lo stipendio. Una necessità imposta anche dalla diminuzione dei finanziamenti erogati dal governo per l’accoglienza: non più 31 euro di quota pro-capite al giorno, ma 21. Dieci euro in meno, come prevede un provvedimento del Viminale del 20 novembre 2018.

Cas Eden Campobasso

Magari ora qualcuno esulterà e ricorderà che per gli stranieri “è finita la pacchia”, per citare un noto slogan del ministro Matteo Salvini. In realtà, i ragazzi che hanno perso l’accoglienza “ora sono diventati ufficialmente clandestini“. E’ uno degli effetti più preoccupanti del decreto sicurezza: lasciati allo sbando, i migranti rischiano di diventare manodopera della criminalità organizzata. “Molti hanno deciso di lasciare Campobasso per dirigersi in altri Paesi dell’Unione Europea (Francia e Germania soprattutto) per ripresentare richiesta di asilo, altri restano sul territorio italiano irregolarmente“, spiega ancora Dell’Oglio. “I francofoni, ad esempio, cercano di raggiungere la Francia. Anglofoni e nigeriani invece continuano a permanere sul territorio italiano da irregolari, con tutte le conseguenze del caso”.

Ma non tutti vanno via. “Gli altri che vengono dimessi dal centro di accoglienza (dunque non compaiono più nel foglio firme) poi materialmente continuano a rimanere irregolarmente nel centro stesso rifiutandosi di lasciarlo“. Quest’ultimo caso riguarda attualmente una trentina di persone, segnalata alle forze dell’ordine.

“Purtroppo – l’analisi di Dell’Oglio – se non ci sono accordi bilaterali con i Paesi interessati, non si può procedere con i rimpatri”.