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Nuovo presidente a Molise Acque, M5S: “Quali sono le competenze di Santone? Era l’autista di Toma”

I consiglieri regionali pentastellati accusano il governatore Toma e la sua giunta: "Santone ci spieghi il piano di rilancio dell'ente o è solo uno spreco di soldi pubblici"

Nemmeno 24 ore dalla nomina di Giuseppe Santone come nuovo presidente di Molise Acque e il Movimento 5 Stelle lancia una serie di bordate contro la giunta regionale. Una designazione che, come riferito anche dalla nostra testata, avrà un costo per le casse pubbliche: il nuovo numero uno dell’azienda speciale riceverà un compenso di 80mila euro. Invece l’ex commissario Massimo Pillarella, che venne designato dall’ex presidente Paolo di Laura Frattura, non percepiva un solo euro per tale mansione. L’ingegnere, ormai è noto, ha lasciato l’incarico rassegnando le dimissioni lo scorso novembre.

Giuseppe Santone “opererà da ‘commissario straordinario per lo svolgimento di tutte le ordinarie funzioni amministrative, organizzative e gestionali'” e riceverà un “compenso annuo omnicomprensivo determinato in 80.000 euro a carico della Molise Acque pari al compenso di un dirigente di servizio regionale”, osservano gli esponenti dell’opposizione pentastellata citando la delibera votata dalla giunta Toma.

Giuseppe Santone e Donato Toma collage

“Una nomina legittima, certo, ma a che prezzo?”, si chiedono i consiglieri regionali. “Per rispetto dei molisani vogliamo avere certezza che questa nomina sia la migliore possibile, considerando che parliamo di una delle aziende più importanti della Regione. Azienda che si occupa di acqua pubblica e che gestisce milioni di euro all’anno. Santone, che ci piacerebbe capire quale tipo di competenze abbia nel campo, è stato scelto tra una rosa di 46 candidati risultati tutti idonei a ricoprire l’incarico.

Chi è Santone? Collaboratore di Toma in campagna elettorale quando spesso gli faceva da autista, e attuale consigliere in campo amministrativo-gestionale con contratto fino al 15 giugno 2019 e con uno stipendio di 3750 euro al mese. Ci chiediamo – incalzano i 5Stelle – come mai Toma, tra 46 idonei, abbia scelto proprio un suo attuale collaboratore che, a meno che non rinunci a una delle due cariche, percepirà un doppio stipendio“.

In realtà, stando alle informazioni in possesso di Primonumero, Santone avrebbe rassegnato le dimissioni da consigliere politico del governatore qualche giorno fa.

Ad ogni modo, Andrea Greco e soci insistono ed evidenziano “una vera e propria anomalia: Toma e gli assessori Vincenzo Niro, Vincenzo Cotugno, Luigi Mazzuto, Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio hanno nominato Santone utilizzando la procedura che si segue per le nomine politiche, ma affidandogli il ruolo di Commissario, figura che invece dovrebbe essere tecnica”.

Per questo il Movimento 5 Stelle chiede al neo commissario di “rinunciare all’incarico di consigliere del governatore” (che avrebbe già fatto, ndr) e di “poter vedere presto il piano industriale di sviluppo, con obiettivi realistici e indicatori misurabili, per capire quale ricetta ha in mente per riportare in auge Molise Acque”.

Infine per completare la governance dell’azienda speciale con la nomina degli altri due membri di competenza del Consiglio regionale, M5S invita il capo dell’assise di via IV Novembre Salvatore Micone ad accelerare in tal senso “per ridare a Molise Acque piena operatività e per evitare quello che, altrimenti, rischia di rivelarsi soltanto uno spreco di denaro pubblico”.

Infine, la chiosa finale degli esponenti pentastellati, “interverremo nel documento di finanza regionale per rimettere al centro gli interessi dei cittadini e dell’Azienda che gestisce un bene primario come l’acqua pubblica. Il quadro è chiaro: Toma e la sua Giunta scaricano le responsabilità di questo provvedimento sul Consiglio che non riesce a trovare un accordo sulle nomine”.

In realtà, a loro dire, “dentro la maggioranza non trovano l’accordo su come spartirsi le poltrone“.