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Non è Pasqua senza agnello: ristoranti di pesce cedono alla tradizione e reinventano i menu

La vera star del ponte di Pasqua e Pasquetta è l’agnello, capace di mettere d’accordo italiani e stranieri. Una tendenza che affonda i suoi valori nella storia e nella religione ed a cui nessuno può resistere, nemmeno i locali che, tradizionalmente, offrono menu a base di pesce

La tradizione enogastronomica termolese è fatta di pesce: crudo, cotto, al vapore, marinato o fritto poco importa, basta esaltarne il gusto in ogni preparazione. Superati i giorni di maltempo che hanno obbligato i pescherecci a tenere le ancore ben saldate al porto, restano le tradizioni che, in particolare a tavola, riescono ad unire nord, centro e sud Italia seppur con varianti da regione a regione.

Fatta questa premessa sarebbe scontato immaginare che anche a Pasqua viga la stessa regola, con preparazioni a base del pregiato frutto di mare che ritrovano, nelle sapienti mani degli chef, tutto il buono del fresco. Eppure la tradizione locale non può nulla contro il classico pranzo, a base di carne di pecora, che ha radici profonde che si perdono nella storia e nella religione.

Nei giorni della principale solennità del cristianesimo non c’è piatto, o vegano, che tenga: l’agnello vince la sfida e si attesta al primo posto come re della tavola di Pasqua e Pasquetta. A decretarlo vincitore sono stati proprio gli italiani che, malgrado l’ampia scelta a disposizione nei menu dei ristoranti, non cedono il passo e confermano il trend di sempre.

E così anche i locali termolesi che, da sempre, si contraddistinguono per le loro pietanze esclusivamente a base di pesce, devono cedere il passo alla carne, per riflettere il crogiolo di tradizioni delle famiglie italiane: è il caso del noto ‘Binario dei Sapori’ a Termoli che ha ricevuto numerosissime prenotazioni per domenica e lunedì (e finanche per la notte tra sabato e domenica, quando una nutrita comitiva ha prenotato all’una e trenta la cena pasquale a base di agnello) ed ha dovuto reinventare il proprio menu, vincente ed apprezzato nel tempo, per adattarlo alle richieste di mercato ed ai numerosi turisti che si apprestano a visitare la cittadina. Un rimpallo all’ultimo sangue che è già partito, con i piatti pronti ad essere riempiti a suon di contorni, cosce e costatine marinate.

E se c’è ancora qualcuno che non ha deciso dove festeggiare, l’agnello resta sempre un punto fermo. La corsa all’ultimo cosciotto è iniziata da diversi giorni: le macellerie ed i supermercati sono stati presi d’assalto da centinaia di termolesi, e non, alla disperata ricerca dell’ultimo pezzo di carne disponibile. Tra prenotazioni ed ospiti dell’ultimo minuto, la Pasqua e la Pasquetta si preannunciano bollenti, e guai a disertare.