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Nel Dl Cantieri 39 milioni per ricostruzione post sisma. Sicurezza della diga e alert calamità sui telefonini foto

I fondi, erogati in 3 anni fino al 2021, saranno gestiti da un commissario straordinario nominato dal Governo. Serviranno anche alla sicurezza del Liscione e a finanziare la piattaforma informatizzata che avvisa delle calamità la popolazione direttamente sul telefonino.

Ricostruire il patrimonio immobiliare privato e pubblico dopo il terremoto del 14 e 16 agosto 2018. I fondi sono ora ufficiali e inseriti nel decreto cosiddetto Sblocca Cantieri. Diverse le novità, a cominciare dal fatto che non li gestirà, come accaduto finora, il Governatore della Regione con poteri straordinari, bensì un commissario nominato dal governo centrale che resterà in carica fino al 2021 e fungerà anche da stazione appaltante per la semplificazione dell’iter burocratico.

Sono 39 i milioni per il Molise, ripartiti in tre anni: 10 milioni per l’anno in corso, 19 per l’anno prossimo e altri 10 milioni per il 2021. A giorni, appena incassato il via libera dalla Ragioneria dello Stato e dal Quirinale, è attesa la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Questi i numeri attuali del sisma: 400 gli sfollati rimasti senza abitazione in seguito alle scosse, che hanno raggiunto la magnitudo di 5,1 Richter alle 20 e 20 del 16 agosto. Si tratta di persone che in parte hanno trascorso qualche settimana nelle tendopoli allestite nei comuni terremotati, quindi sono passate in abitazioni in affitto con i contributi dell’autonoma sistemazione.

Sono 21 invece i comuni molisani del cratere, tutti in provincia di Campobasso, interessati in varia misura dalle conseguenze degli eventi sismici. Le situazioni più gravi a Guglionesi (dove è tuttora inagibile e dunque chiuso il Liceo pedagogico e linguistico, i cui studenti sono stati trasferiti in quelle che erano le scuole medie), a Montecilfone (dove è stata interdetta e lo è tuttora l’area a ridosso del serbatoio comunale), Palata e Larino (dove i danni principali riguardano i centri storici). Ma le richieste di ricostruzione e le ordinanze di inagibilità parziale riguardano anche Acquaviva, Campomarino, Castelbottaccio, Castelmauro, Guardialfiera, Lupara, Montefalcone del Sannio, Montemitro, Montorio nei Frentani, Morrone, San Felice, San Giacomo degli Schiavoni, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano e Tavenna.

I fondi stanziati dal governo dovranno servire anche per la messa in sicurezza della diga di Ponte Liscione, dove all’indomani del sisma è entrato in vigore un limite di velocità per ragioni precauzionali che tuttavia nessuno più rispetta: la situazione pare essere tornata quella di prima.

I cittadini che hanno subito danni riconducibili al terremoto, per i quali si possa provare senza ambiguità il nesso di causa-effetto, possono chiedere al commissario fino al 100 per cento dei costi.

Il decreto punta anche a rilanciare attraverso il contributo della ricostruzione il turismo e il commercio. Tra le novità c’è il nuovo sistema di comunicazione di emergenza per tutte le calamità. Si chiama It-alert ed è una piattaforma informatizzata che dovrà inviare in tempo reale messaggi a tutti i telefonini presenti nelle aree interessate. Il sistema informerà migliaia di residenti della zona circa le misure della protezione civile che ciascuno dovrà immediatamente applicare per mettersi in salvo e non ostacolare e soccorsi.