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M5S, la svolta non c’è: nessuna alleanza con le civiche alle elezioni di maggio. Stop da Di Maio: “Dopo le Europee”

Il capo politico del Movimento 5 Stelle ha riunito i parlamentari a Montecitorio: "Stasera iniziamo la discussione, ma è un punto di partenza". Decisioni rinviate dopo il voto di maggio, nonostante l'apertura del vice premier in seguito alle sconfitte elettorali in Sardegna e in Abruzzo avevano alimentato un cauto ottimismo anche nei pentastellati molisani. A Campobasso, ad esempio, Gravina aveva incontrato il movimento 'Io Amo Campobasso'.

Alla fine forse ha prevalso la linea più radicale, maggiormente propensa a salvaguardare i principi originari. Alle Amministrative del 26 maggio il MoVimento 5 Stelle non potrà tentare di stringere alleanze con le liste civiche, ma correrà da solo come ha fatto sin dagli esordi sulla scena politica nazionale.

Se ne parlerà dopo le Europee, come annunciato dal capo politico Luigi Di Maio nel corso dell’assemblea congiunta dei parlamentari convocata a Montecitorio. “Stasera iniziamo la discussione, ma è un punto di partenza per discuterne con gli attivisti nei prossimi giorni”, ha spiegato il vice premier agli eletti. Dichiarazioni che vengono battute dalle agenzie di stampa.

Di Maio ha approfondito quattro argomenti nel corso del confronto: organizzazione nazionale e regionale, partecipazione periodica della base sulle decisioni da prendere, sperimentazione delle liste civiche ma solo dopo l’appuntamento elettorale delle Europee in programma il 26 maggio.

Insomma la svolta non c’è stata. E chi pensava che stasera venisse emesso un ‘verdetto’ definitivo sulla possibilità di alleanze con le liste civiche si è dovuto ricredere. Il percorso è ancora lungo e sicuramente non si concluderà entro il 27 aprile, termine entro il quale bisogna presentare liste e collegare le coalizioni che sostengono i candidati sindaci in competizione alle Comunali.

Infatti, dopo l’assemblea con i parlamentari, saranno organizzati altri incontri sui territori per coinvolgere gli altri portavoce locali e gli attivisti. Poi ci sarà un passaggio sulla piattaforma Rousseau e solo alla fine saranno modificate le regole alla base del MoVimento 5 Stelle.

Probabilmente le notizie arrivate da Roma sono una doccia fredda per chi era favorevole ad aprirsi al territorio anche sotto forma di intese elettorali sulla base di programmi e di obiettivi comuni. A Campobasso, poi, era stato avviato pure un dialogo con il nuovo movimento progressista ‘Io Amo Campobasso’ e una parte dei  pentastellati (come i consiglieri comunali uscenti) erano propensi a stringere un’alleanza con le civiche. Insomma, nel capoluogo molisano si respirava un clima di ottimismo sulle decisioni che avrebbe preso Di Maio.

Ottimismo alimentato pure dalle dichiarazioni del ministro del Lavoro che dopo le sconfitte elettorali alle Regionali in Sardegna e in Abruzzo aveva aperto a tale possibilità. E’ da questo momento che ha preso il via un dibattito tutto interno.

Non tutti però si sono mostrati favorevoli a tale possibilità. Tra le voci di dissenso, ad esempio, quella del consigliere regionale Fabio De Chirico che aveva rilanciato il valore della lista unica. A suo avviso, aprire alle civiche significava legittimare le ‘ammucchiate’. Roba da partiti tradizionali, non da Movimento 5 Stelle. “Sarebbe un autogol perdere l’elemento identitario della lista unica”, aveva detto.

Discorsi dunque rinviati a tempi migliori e ad ulteriori ragionamenti che per il momento non avranno esiti concreti: alle Comunali del 26 maggio la lista del MoVimento 5 Stelle correrà da sola con il proprio candidato sindaco, Roberto Gravina, già scelto e annunciato pubblicamente con tanto di conferenza stampa. L’uomo della continuità pentastellata, l’avvocato che nel 2014 – da semisconosciuto – traghettò il Movimento 5 Stelle ad un passo dal ballottaggio. La ‘performance’ sarà ripetuta? Forse con il calo dei consensi (i sondaggi danno un testa a testa tra M5S e Pd, con la Lega primo partito) l’alleanza con le civiche avrebbe potuto dare ‘una mano’.

Stesso discorso a Termoli, dove erano stati intavolati discorsi con movimenti civici, come quello di Nicola Felice di ‘Per Termoli’ che ha ammesso come l’unica possibile alleanza valutabile fosse per lui quella coi pentastellati. Oppure con i movimenti di protesta che si sono messi più in evidenza negli ultimi anni in città e che adesso, svanita l’opportunità di andare coi Cinque Stelle, potrebbero stare a guardare e non presentare alcuna lista alle comunali del 26 maggio.

Nella città adriatica resta ora da attendere solo l’ufficialità dalla Casaleggio Associati per la conferma di Nick Di Michele a candidato sindaco, esattamente come un lustro fa.