L’ultimo ‘regalo’ alle Comunità montane. M5S: “900mila euro per pagare i commissari”
La soppressione è stata decisa otto anni fa, ma tali enti continuano a ‘bruciare’ soldi pubblici. Il Movimento 5 stelle critica uno dei provvedimenti inseriti nella Finanziaria che tra poco sarà al vaglio del Consiglio regionale
Anche per le 2019 le comunità montane continueranno ad essere un peso per i contribuenti molisani, nonostante otto anni fa l’allora governo regionale ne ha decretato la soppressione: erano diventati, del resto, dei ‘carrozzoni’ inutili, senza prospettive nè funzionalità. Ma tali enti si confermano un ‘pozzo senza fondo’, in grado di ‘bruciare’ finanziamenti pubblici a distanza di anni dalla legge che ne stabilisce lo scioglimento.
Anzi, nella ‘migliore tradizione’ italiana ora pare che si siano meritati pure una sorta di “premio produzione”: circa 900mila euro in più rispetto ai fondi già erogati. Soldi che sarebbero stati stanziati dall’attuale giunta Toma, come denunciano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle dopo aver ‘spulciato’ la Legge finanziaria che sarà tra poco al vaglio dell’assemblea legislativa di via IV Novembre.
“Per le Comunità montane – argomentano in una nota inviata alla stampa – sono stati accantonati 900 mila euro in più rispetto allo scorso anno, passando da 2,4 a 3,3 milioni di euro. Un bel premio per degli enti che non possono operare e di cui si prevede la scomparsa dal 2011. Ma cosa si vuole premiare, con i soldi dei molisani?
La finalità principale delle Comunità sembra essere quella di garantire uno stipendio-ricompensa ai quattro commissari liquidatori, scelti direttamente dal governatore Toma nel 2018 tra i suoi sostenitori nella campagna elettorale delle scorse Regionali, poi confermati nel 2019″.
I commissari sono stati designati alla fine del 2018. La scelta è ricaduta su Carlo Antonio Perrella (Matese –Fortore Molisano), figlio dell’ex assessora Angela Fusco Perrella; Giovancarmine Mancini(Cigno Valle Biferno – Trigno Medio Biferno – Trigno Monte Mauro); Pompilio Sciulli, (Comunità Montane “del Volturno – Centro Pentria – Alto Molise – Sannio”) e Domenico Marinelli (“Molise Centrale”). I primi tre erano candidati nelle liste del centrodestra che sostenevano Donato Toma.

I ‘grillini’ fanno i conti dell’operazione, “circa 100.000 euroannui, ovviamente pagati con le nostre tasse. Il tutto fatto in base ad una legge che assicura la nomina dei commissari direttamente in capo al Presidente della Giunta regionale.
Ma ci sono altre domande per le quali pretendiamo risposte puntuali: esiste un elenco dettagliato di tutti i beni mobili e immobili venduti dal 2011 ad oggi? A chi sono stati venduti? Attraverso quale procedura di evidenza pubblica? Esistono delle relazioni dei commissari?”.
Per questo Andrea Greco annuncia una interrogazione all’attenzione del presidente della giunta regionale. Un atto che segue di poco la mozione presentata lo scorso gennaio per denunciare “la vergognosa spartizione delle poltrone commissariali tra sostenitori politici e candidati al fianco di Toma”.
Con l’interrogazione M5S proverà a scavare ancora più a fondo, per “capire quanti e quali beni mobili e immobili di proprietà delle Comunità montane sono stati alienati dal 2011, quali beni sono in fase di alienazione, con quali procedure di evidenza pubblica sono state effettuate tali alienazioni, qual è il ricavato di ogni singola vendita e chi sono gli acquirenti. Ma bisogna anche capire qual è il patrimonio attuale e qual è il valore iscritto a bilancio di ogni Comunità montana in liquidazione”. Infine, una bordata contro il governatore”: “Toma smetta di prendere in giro i molisani, tiri fuori le carte riguardanti le Comunità montane e abbia il coraggio di dirci un solo motivo per cui questi enti sono ancora in vita e, addirittura, costano sempre di più”.


