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Lo psicologo spiega cosa sono i desideri ed esorta i ragazzi: “Fate delle vostre vite opere d’arte” foto

Lo psicologo Nicola Malorni ha incontrato gli alunni delle classi quinte dell'istituto Majorana per parlare loro di stelle, di desideri e di futuro.

“Ragazzi, fate delle vostre vite delle opere d’arte”. È questo il fil rouge che lo psicologo e psicoterapeuta Nicola Malorni ha scelto per dialogare con gli studenti delle classi quinte dell’Istituto “E. Majorana” di Termoli. Una ‘lezione’ di circa due ore (oggi, 4 aprile), organizzata dalle docenti Simona Granitto e Ida Scafa e condivisa dal preside Stefano Giuliani, che ha inteso dare delle chiavi in più agli studenti che si apprestano a fare scelte significative per la propria vita futura.

Una conversazione con uno psicologo analista dal titolo immaginifico “De-sidera”. Perché le stelle – è in particolare di questo che si è parlato durante il seminario – sono da sempre degli stimoli che hanno colpito l’immaginario collettivo umano e l’uomo si è sempre orientato verso di esse per rappresentarsi il proprio futuro. E guardare il cielo stellato è anche una meravigliosa metafora per dire della innata predisposizione che abbiamo a guardare lontano, oltre, in definitiva a sognare. Il cielo stellato può essere anche un semplice paesaggio – ha spiegato il presidente dell’Ordine degli psicologi del Molise – o un incontro, significativo, che ci orienta e che potrà dare una direzione al nostro futuro.

Malorni al Majorana

Però – ha precisato lo psicologo – perché ciò accada bisogna essere predisposti all’ascolto e alla relazione così da farci ‘contaminare’ positivamente dagli altri. Un po’ come il fiore di loto che sboccia quando incontra la luce. “Sono preoccupato dalla schermatura che la nuova tecnologia genera”. Il riferimento, esplicito, è a quel chiudersi al mondo e restare giornate intere davanti ad uno schermo, interfacciandosi con gli altri solo tramite i social. “Abbiamo bisogno di stare nel mondo”. La percezione visiva e tattile, quando si è nella pancia della propria madre così come in seguito, funge da incredibile stimolo a creare e a modificare l’ambiente. Detto con altre parole “a portare alla luce quanto ci accade dentro” attingendo al nostro potenziale creativo. Ed è questo il significato della tela bianca che noi tutti siamo chiamati a dipingere, e che è la nostra vita. Ma il rischio è di riprodurre l’esistente, il visibile, emulando altri, conformandosi alle loro vite e dunque riproducendo in maniera sterile destini altrui. Invece, questo il messaggio lanciato ai giovani, “ognuno di voi deve dipingere il proprio percorso di vita”.

Come? Ascoltando le proprie emozioni, seguendo i propri desideri e facendosi guidare dalla passione. Per fare questo ci viene in soccorso l’intelligenza emotiva – citata non a sproposito da un alunno – che è quella competenza che ci permette di saper riconoscere e gestire le nostre e le altrui emozioni. Una capacità imprescindibile in qualunque progetto o visione di futuro.

La via per la felicità – così Malorni – è quella dell’autorealizzazione, un bisogno fondamentale dell’essere umano. Ma non ci si può autorealizzare inseguendo ‘miti’ che appartengono ad altri, come quello del calciatore che molti ragazzi indicano come il proprio sogno. Fondamentale invece avere l’attitudine a desiderare, ad avere una propria visione verso la quale poi indirizzare le proprie energie. Perché la strada non contempla la soddisfazione immediata. Il desiderio comporta al contrario attesa e impegno. La noia e persino la sofferenza sono condizioni che predispongono al desiderio, che nasce giustappunto da un’assenza, da una distanza. De-siderare infatti significa allontanarsi dalle stelle e dunque l’aspetto della lontananza è cruciale. Volgere lo sguardo verso una dimensione lontana e ignota, questo è desiderare. Il vuoto da riempire, così come la tela da dipingere, è un processo creativo. Probabilmente l’unica strada per la felicità se, come ha affermato Malorni, “la vita non creativa è una vita senza desiderio ed è foriera di malessere”. L’esortazione rivolta agli studenti presenti è invece di fare scelte in grado di emozionarli, di attivare appunto la parte emozionale del cervello. Solo così si potrà vivere la vita ‘eroticamente’ e con slancio.

Dopo il riferimento letterario al Piccolo Principe che cerca allegoricamente la propria stella, l’ospite ha parlato lungamente agli studenti dell’imprenditore ‘illuminato’ Brunello Cucinelli – il re del cashmere – che da una sofferenza vissuta a livello familiare ha saputo generare il suo sogno creando un’azienda modello che ha alla base il benessere dei propri dipendenti. Un esempio – quello di chi ha saputo tramutare l’avversità in occasione, modificando una biografia che sembrava tracciata – che forse ha acceso la motivazione e ridato speranza ad alcuni dei ragazzi intervenuti. L’uditorio si è scaldato in particolare quando Malorni, spogliandosi delle vesti del ‘docente’, ha calato il suo discorso nell’esempio concreto dell’approccio con una ragazza de-siderata.

Alcune curiosità sulla professione di psicologo e, infine, una domanda che ha chiuso il cerchio dell’intero incontro, rivolta direttamente all’ospite ma la cui risposta vale per tutti, giovani e meno giovani: la felicità non sta solo nel raggiungimento della meta ma durante tutto il percorso che si fa per arrivarci.