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La lista dei papabili sindaco si allunga: D’Ambrosio verso il sì col sostegno di tre civiche e dissidenti Pd sondaggio

L'ex consigliere regionale, già in passato candidato alle Primarie per il sindaco di Termoli, avrebbe accettato la proposta di un'aggregazione di formazioni civiche sostenute dal presidente del comitato San Timoteo Nicola Felice e con il supporto di alcuni dissidenti del PD vicini all'onorevole Laura Venittelli. In questo modo la lista degli aspiranti alla fascia tricolore diventa lunghissima considerando i nomi di Angelo Sbrocca, Francesco Roberti, Nick Di Michele, Marcella Stumpo e Remo Di Giandomenico. Quest'ultimo però dice: ""Sto lavorando a tre liste, ma sono pronto a parlare con chiunque voglia smuovere questa città"

Potrebbero essere addirittura sei, salvo sorprese delle ultime ore, i candidati a sindaco della città di Termoli alle elezioni comunali del prossimo 26 maggio. La voce rimbalzata nelle scorse ore sembra prendere sostanza: Antonio D’Ambrosio, 68enne ex consigliere regionale, sarebbe sul punto di accettare la proposta di candidatura a primo cittadino fattagli pervenire da un raggruppamento di formazioni civiche con a capo Nicola Felice e spalleggiato da alcuni dissidenti del Pd.

Sarebbero tre le liste in fase di composizione in questo schieramento decisamente trasversale, sebbene per alcuni versi di chiara matrice di centrosinistra. Almeno questa è la collocazione naturale di D’Ambrosio, classe 1950, nativo di Petacciato ma da tempo residente a Termoli, già impegnato nel mondo culturale e in passato consigliere regionale dei Democratici di Sinistra. Nel 2014 D’Ambrosio si candidò alle Primarie di centrosinistra per la scelta del sindaco che premiò Angelo Sbrocca, salvo poi sostenere lo schieramento avverso che faceva capo a Paolo Marinucci.

Già fuori dal Partito Democratico da diverso tempo, D’Ambrosio era stato già proposto poche settimane fa in alternativa a Sbrocca dalla minoranza termolese dei dem, quella che fa riferimento a Laura Venittelli e l’ex capogruppo Pd in consiglio comunale Antonio Sciandra. Proprio loro, i dissidenti Pd che rifiutano di appoggiare l’attuale primo cittadino nella corsa alla rielezione, vorrebbero quindi sostenere D’Ambrosio, pur rischiando l’espulsione dal partito come annunciato dal segretario Vittorino Facciolla. Per evitare il provvedimento però è possibile che nessun tesserato si candidi nelle liste di D’Ambrosio.

Le altre due componenti civiche farebbero riferimento una allo stesso ex consigliere regionale e al presidente del comitato ‘San Timoteo’ Nicola Felice, il quale già da qualche settimana aveva espresso la volontà di presentare una candidatura in contrasto sia col centrodestra che col centrosinistra.

Se la trattativa D’Ambrosio dovesse andare a buon fine è chiaro che sarebbe un colpo importante per le chance di rielezione di Sbrocca, visto che quello schieramento andrebbe a pescare voti proprio dalla coalizione di centrosinistra più che da altri ed è noto che questa manovra dei dissidenti dem stia creando qualche motivo di apprensione nel gruppo vicino alla maggioranza consiliare.

Una mossa che andrebbe a frammentare ulteriormente il quadro in vista delle comunali. Ad oggi sono annunciate le candidature a sindaco di Angelo Sbrocca (centrosinistra), Francesco Roberti (centrodestra), Nick Di Michele (M5S), Marcella Stumpo (Sinistra) e Remo Di Giandomenico (indipendente).

Remo Di Giandomenico

Da qualche parte è spuntata la voce di un possibile ripensamento dell’ex parlamentare Udc nonché più volte fascia tricolore. “Sono chiacchiere – zittisce il chiacchiericcio l’attuale consigliere di opposizione -. Se ne sentono tante, ma sono gossip, anzi come si dice ora ‘fake news'”. Tuttavia Di Giandomenico non nega di essere pronto al dialogo. “Sono disposto a parlare con chiunque voglia smuovere questa città. Non è un problema di posti e non si tratta di fare passi indietro perché non ne faccio avanti”.

Secondo colui che in città è noto col semplice nome di battesimo, Remo, la politica di oggi “manca di senso di appartenenza. Si vota la persona, il Pd è andato su perché si votava Renzi. Oggi non si vota Lega, ma Salvini“. Non si può escludere un suo ripensamento, sebbene l’ex deputato affermi di essere a buon punto per “tre liste. Su questo sto lavorando, poi vedremo al redde rationem (alla resa dei conti, ndr). Se ho parlato con Roberti? L’ho incontrato anche di recente, ma non per discutere di candidature. Non è vero che intendo ritirarmi come dice qualcuno, perché in politica il ritiro non esiste, semmai si fanno scelte diverse. Mi hanno persino detto di fare qualcosa col gruppo della Venittelli. Ma non era una proposta, solo una chiacchiera“. E dimostra di non credere all’ipotesi D’Ambrosio. “Una chiacchiera anche quella. Felice? Non so, ma è una persone impegnata e vuole fare qualcosa per la città”.