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La corsa a sindaco perde un pezzo, D’Ambrosio si ritira. La sfida potrebbe essere a 4

L'ex dirigente Pd e Idv ha rinunciato a correre per la fascia tricolore. Se venisse confermata la non candidatura di Remo Di Giandomenico, allora resterebbero Di Michele, Roberti, Sbrocca e Stumpo

La corsa a sindaco registra una defezione, forse la seconda in poche ore. Antonio D’Ambrosio non sarà infatti candidato a primo cittadino di Termoli. L’ex dirigente Pd, con un passato anche in Idv, ha scelto di ritirarsi a meno di 48 ore dal termine ultimo per la presentazione delle liste per le amministrative del 26 maggio. Ora, se venisse confermata anche la mancata partecipazione di Remo Di Giandomenico, rimarrebbero ‘solo’ 4 papabili sindaco: Nick Di Michele, Francesco Roberti, Angelo Sbrocca e Marcella Stumpo.

L’ufficialità del ritiro di D’Ambrosio arriverà nelle prossime ore, ma la voce aveva iniziato a circolare già nella serata di ieri. “Abbiamo deciso così, dopo un ragionamento” si limita a confermare Nicola Felice, presidente del comitato San Timoteo e promotore di un’aggregazione civica che aveva chiesto e ottenuto il sì di D’Ambrosio. Un’aggregazione di cui facevano parte anche alcuni dissidenti del Partito Democratico che non sono d’accordo con il tentativo di uno Sbrocca bis. E ora si può ritenere che questo ritiro favorisca proprio l’attuale sindaco.

La candidatura del 68enne ex consigliere regionale infatti è rimasta tale solo nelle intenzioni. Per altro D’Ambrosio non è nuovo a candidature annunciate e poi ritirate. Le due o tre liste che avrebbero dovuto sostenerlo, a questo punto non esistono più e c’è da credere che qualche candidato possa trovare collocazione in altre formazioni.

Resta da capire cosa deciderà di fare Remo Di Giandomenico. L’ex sindaco e parlamentare ieri aveva fatto capire di essere propenso a non candidarsi, ma il ritiro di un contendente e la rimessa in gioco di tanti papabili candidati e con essi di una fetta di voti, potrebbe spingerlo a esserci anche in questa occasione. Oggi, nonostante il giorno di festa per onorare la Liberazione dell’Italia dai nazifascisti, sarà ancora un giorno di trattative in vista del ‘gong’ di sabato mattina a mezzogiorno.