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Informatica umanistica: una guida all’uso “molisana”

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È uscito recentemente – per i tipi del marchio editoriale molisano “Al Segno di Fileta” – un nuovo e agile manualetto di digital humanities: il GLODIUM, Glossario di Informatica Umanistica.

Lo scopo del volume – come dichiarato nel saggio introduttivo – è quello di orientare chi muove i primi passi all’interno di questa disciplina sospesa tra le humanae litterae e l’informatica più avanzata. Commenta così Antonello Fabio Caterino, docente a contratto di filologia italiana presso UNIMOL, ideatore e co-curatore del maluale:

“Fino a qualche anno fa l’informatica umanistica – disciplina orientata a sfruttare le grandi potenzialità dell’informatica per affinare le ricerche di ambito umanistico – era vista con assoluta diffidenza, specie tra chi temeva che l’umanista digitale perdesse il suo senso critico e diventasse pigro e dispersivo. Oggi la fiducia generale verso una disciplina che potrebbe – se ben utilizzata – traghettare gli studia humanitatis nel terzo millannio è sensibilmente aumentata; eppure mancano strumenti specifici che orientino chi volesse apprenderne i primi rudimenti. I manuali a disposizione sono per lo più manuali alfabetizzazione informatica per lo studente di materie letterarie. Quel che invece offriamo noi è un glossario utile per definire i concetti propri non dell’informatica generale bensì proprio dell’informatica umanistica. Sono presenti nel GLODIUM lemmi quali filologia digitale, open access, paratesto etc. GLODIUM è, inoltre, un glossario aperto online, in aggiornamento continuo, ospitato dal macroprogetto digitale “Filologia Risorse Informatiche”, attualmente diretto da chi vi parla, riconosciuto dall’EADH tra i principali progetti di informatica umanistica europea degli ultimi cinque anni, e patrocinato dall’Università degli Studi del Molise. Insomma, sembra proprio che il Molise stia diventando terreno fertile per questa disciplina, e di ciò – da molisano – ne vado estremamente fiero”.

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