Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Incidente probatorio alla brasiliana rapinata, i legali di “Pensa”: si è contraddetta

Gli avvocati del maggiore indiziato dell'inchiesta che si è chiusa l'otto marzo scorso, si dicono in parte soddisfatti dell'esito dell'esame a carico della vittima. Il 25enne Michele Di Bartolomeo rinchiuso in carcere con l'accusa di rapina, spaccio ed estorsione ha voluto partecipare all'esame, assieme ai legali Tolesino e Petrucci. Assente Andrea Maselli, confinato ai domiciliari e difeso dall'avvocato Giuseppe Fazio

Ci sarebbero delle contraddizioni nel racconto reso in sede di incidente probatorio da parte della donna brasiliana per due volte vittima delle rapine di Michele di Bartolomeo, alias “Pensa” e alcuni complici.

Il 25enne finito in carcere lotto marzo scorso nell’ambito di operazione denominata proprio con il suo “nome d’arte”, assieme ad un altro complice preso in quasi flagranza e oggi ai domiciliari, era presente all’esame non più ripetibile che si tenuto in questura.

Contraddizioni ritenute “importanti” dai due legali che stanno lavorando ai fatti che inchiodano Di Bartolomeo, gli avvocati Silvio Tolesino ed Emanuela Petrucci.

La donna avrebbe – stando ad indiscrezioni – in parte affermato di aver capito che era stato Michele Di Bartolomeo a rapinarla soltanto quando è stato arrestato, contrariamente a quando invece avrebbe raccontato ai carabinieri poco dopo l’accaduto.

Fatto che potrebbe rappresentare una linea di difesa per gli avvocati davanti al tribunale.

All’esito dell’incidente probatorio Tolesino e Petrucci si sono detti infatti “in parte soddisfatti e fiduciosi” rispetto alla mole di accuse che pesano sul loro assistito.

All’esame hanno partecipato il Gip Teresina Pepe, il sostituto procuratore Giuliano Schioppi e, appunto, gli avvocati Silvio Tolesino, Emaneula Petrucci, Giuseppe Fazio e Maria Assunta Baranello.

L’accusa, d’altro canto, sarebbe forte invece di dichiarazioni di responsabilità intercettate durante l’inchiesta che inchioderebbero oltre ogni ragionevole dubbio Michele Di Bartolomeo.  A complicare le singole posizioni ci sarebbe poi l’ammissione delle proprie responsabilità da parte di Andrea Maselli, l’altro arrestato nell’ambito dell’inchiesta, e che dopo i fatti si recò con il proprio avvocato dai carabinieri per ammettere le sue colpe. Il 19enne dopo un periodo in carcere è stato confinato ai domiciliari condizione in cui si trova tuttora.